Un team di astronomi guidato dal Ph.D. Yoshiharu Shinnaka e dal professor Hideyo Kawakita, entrambe della Kyoto Sangyo University, hanno avuto l'occasione di tenere sotto osservazione la cometa ISON durante la sua luminosa performance di novembre 2013, con il Subaru Telescope presso l'Osservatorio di Mauna Kea, nelle Hawaii.

I ricercatori hanno scoperto che un fenomeno meteorologico noto alla periferia della magnetosfera terrestre, esiste su Venere in forma molto amplificata.

Questo fenomeno, chiamato "hot flow anomalie" (anomalia di flusso caldo), o HFA, può essere così evidente su Venere tanto da creare bolle più grandi del pianeta stesso, più volte al giorno.

Mentre l'origine della vita rimane un mistero, gli scienziati stanno trovando sempre più prove che il materiale proveniente dallo spazio e consegnato alla Terra da impatti di comete e meteoriti, avrebbe potuto fungere da innesco per la vita sul nostro pianeta.

Gli amminoacidi, necessari per produrre le proteine, molecole tra le più importanti per la vita, sono stati trovati in diversi meteoriti ricchi di carbonio (condriti carbonacee)​​

Martedì, 18 Febbraio 2014 09:49

C'era una volta un oceano su Marte...

L'argomento "acqua su Marte", passata e presente, è ormai oggetto di dibattito da molti anni, da quando le immagini dei Viking orbiter rilevarono la possibile presenza di antichi litorali vicino al polo nord, dove le pianure devono essere state inondate da un grosso oceano che ricopriva un terzo del pianeta, l'Oceano Borealis.

Dopo oltre 400 anni dalla sua scoperta, per merito dell'astronomo Galileo Galilei, Ganimede, la luna di Giove, la più grande luna del nostro Sistema Solare, ha finalmente la sua mappa geologica globale, prodotta da un gruppo di scienziati guidati da Geoffrey Collins del Wheaton College.

Il telescopio spaziale Hubble e la sonda Cassini della NASA hanno unito i loro sforzi per osservare insieme le aurore di Saturno, riprendendo un meraviglioso spettacolo, una coreografia danzante di luci estremamente complessa.

Gli occhi elettronici dei due veicoli spaziali sono stati in grado di osservare le aurore da diversi punti vista.

Un gruppo di astronomi, guidato da Stephen Lowry dell' Università di Kent nel Regno Unito, ha utilizzato il telescopio NTT (New Technology Telescope) dell'ESO per studiare la struttuta interna di un asteroide.

Il target è stato 25143 Itokawa, una piccola roccia spaziale dal diametro medio di circa 0,33 chilometri, in orbita vicino alla Terra, già famoso per la missione giapponese della sonda Hayabusa, lanciata nel 2003 dall'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA).

Kepler-413b è la designazione dell'ultimo strano nuovo mondo scovato dal telescopio spaziale della NASA Kepler.
E' un pianeta che oscilla selvaggiamente sul suo asse di rotazione, un posto dove probabilmente sarebbe difficile decidere quale vestito indossare la mattina.

L'inclinazione del suo asse di rotazione può variare di ben 30 gradi in 11 anni.

Venerdì, 31 Gennaio 2014 06:04

Venere: nuvole ad onde create dalle montagne

Venere appare ricoperto da uno spesso strato uniforme di nuvole, difficili da penetrare anche per gli occhi elettronici delle sonde, nelle lunghezze d'onda del visibile. Ma la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea ESAVenus Express, ha potuto guardare con radar ed infrarossi, rilevando dinamiche molto più sofisticate: treni d'onda in piccola scala, soprattutto alle alte latitudini settentrionali, in particolare sopra Ishtar Terra, una regione che vanta le montagne più alte del pianeta.

Ve la ricordate? Ne avevamo parlato più o meno nello stesso periodo lo scorso anno.
Si tratta della cometa C/2013 A1 (Siding Spring), scoperta il 3 gennaio 2013 dal cercatore di comete Robert McNaught al Siding Spring Observatory in New South Wales, Australia.

Martedì, 28 Gennaio 2014 05:28

Fotosintesi: possibile su Marte

Nonostante il Pianeta Rosso sia da tempo nel nostro immaginario e nei nostri sogni, poterci vivere allo stato attuale sarebbe tutt'altro discorso: l'essere umano dovrebbe fare i conti con sbalzi termici, tempeste di sabbia e un bel po' di radiazioni. Fattibile con il supporto della tecnologia ma non certo semplice.

Il micromondo ha già abbondantemente dimostrato una resistenza a condizioni di vita estreme di gran lunga superiore alla nostra, ma sulla Terra esisterebbero altri organismi più complessi in grado di adattarsi facilmente: i licheni artici.

Un team di ricercatori, presso l'Università di Notre Dame, guidato da Justin R. Crepp, è riuscito a catturare l'immagine diretta di un raro tipo di nana bruna.

Lo studio di questi corpi, che emettono poca luce perché non bruciano idrogeno e raffreddano rapidamente, è un importante passo in avanti perché potrebbe fornire indizi sul collegamento tra stelle di piccola massa ed oggetti più piccoli come i pianeti.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal.

Utilizzando i dati rilevati dall'osservatorio spaziale dell'ESA Herschel, gli scienziati hanno trovato la prova diretta della presenza di vapore acqueo, sotto forma di geyser simili a quelli presenti sulla luna dei Saturno, Encelado, provenire dalla superficie di Cerere, pianeta nano e più grande asteroide del nostro Sistema Solare.

I risultati fanno parte del programma Measurements of 11 Asteroids and Comets Using Herschel (MACH-11).

Ricordate ancora la cometa ISON? Era stata scoperta dai due astronomi russi Artyom Novichonok e Vitali Nevski il 21 settembre 2012 e subito ribattezzata la "Cometa del Secolo".
Aveva tenuto tutti sulle spine durante il suo insidioso viaggio nel Sistema Solare interno, diventando incredibilmente popolare.

E' decisamente un puzzle astronomico l'oggetto scoperto a 500 anni luce dal Sole dagli astrofisici dell'Università di Toronto.

Orbita vicino ad una giovane stella a circa 440 anni luce dal Sole e sta mettendo a dura prova le classificazioni dei corpi celesti che conosciamo.

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