Scritto: Domenica, 24 Agosto 2014 07:14 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Dalla Voyager 2, la migliore mappa globale di Tritone


Era il 25 agosto 1989, quando la sonda della NASA Voyager 2 regalò un primo sguardo al satellite di Nettuno, Tritone, sorvolandolo da una distanza di circa 40 mila chilometri.

Ora, dopo 25 anni, con quei dati restaurati, è stata ottenuta la migliore mappa globale disponibile della luna, opera di Paul Schenk, scienziato del Lunar and Planetary Institute di Houston.

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Tritone mappa globale

Credit: NASA/JPL-Caltech/Lunar & Planetary Institute

Era il 25 agosto 1989, quando la sonda della NASA Voyager 2 regalò un primo sguardo al satellite di Nettuno, Tritone, sorvolandolo da una distanza di circa 40 mila chilometri.

Ora, dopo 25 anni, con quei dati restaurati, è stata ottenuta la migliore mappa globale disponibile della luna, opera di Paul Schenk, scienziato del Lunar and Planetary Institute di Houston.

La nuova mappa ha una risoluzione di 600 metri per pixel.
I colori sono stati esaltati per migliorarne i dettagli ma comunque, con buona approssimazione, dovrebbero rappresentare i colori naturali di Tritone, anche se la sonda Voyager aveva una visione leggermente diversa da quella dell'occhio umano.

Per ottenere i "veri" colori della luna, in questa mappa, è stato utilizzato l'arancione come rosso, il verde e il blu.
Tra i miglioramenti, sono stati anche rimossi gli effetti di sfocatura della fotocamera.

Nel 1989, la maggior parte dell'emisfero settentrionale della luna era avvolto dall'oscurità e perciò invisibile alla Voyager. Situazione complicata anche dalla velocità del flyby (circa 25 chilometri al secondo) rispetto alla rotazione della luna. Alla fine, solo un emisfero era stato ripreso chiaramente e a distanza ravvicinata.

Tritone: mappa polare

La mappa copre l'intervallo che va dai tre giorni precedenti all'incontro, fino a tutta la settimana successiva della traiettoria in uscita.

Anche se Tritone è una luna e Plutone un pianeta nano (anche se nel cuore di molti rimarrà sempre un pianeta!), la mappa fa da anticipazione al prossimo incontro della sonda della NASA New Horizons con Plutone.
Pur avendo avuto storie diverse, è probabile che i due corpi abbiano alcune caratteristiche in comune, come densità e composizione di massima e gli stessi composti chimici congelati sulla superficie, perché entrambi hanno avuto origine nel Sistema Solare esterno.

La Voyager aveva anche scoperto dei pennacchi nell'atmosfera di Tritone, il che la rende uno dei posti più attivi del Sistema Solare, insieme alla luna di Giove, Io e alla luna di Saturno, Encelado.

Paul Schenk, sul suo blog, anticipa che in futuro verrà rilasciata una seconda mappa realizzata con le immagini in ultravioletto.

Maggiori informazioni: http://www.lpi.usra.edu/icy_moons/neptune/triton/

Letto: 2568 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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