Scritto: Venerdì, 09 Maggio 2014 05:33 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

La Terra che sorge vista dalla Luna nelle ultime immagini NASA LRO


Non è certo inusuale vedere la Terra sorgere per la sonda della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) che vive tale situazione 12 volte al giorno ma generalmente è sempre impegnata a fotografare la superficie della Luna.

L'immagine catturata il 1 febbraio 2014, dalla fotocamera LROC WAC (Wide Angle Camera) è quindi una foto ricordo piuttosto rara.

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LRO earthrise

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University

Non è certo inusuale vedere la Terra sorgere per la sonda della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) che vive tale situazione 12 volte al giorno ma generalmente è sempre impegnata a fotografare la superficie della Luna.

L'immagine catturata il 1 febbraio 2014, dalla fotocamera LROC WAC (Wide Angle Camera) è quindi una foto ricordo piuttosto rara.

LRO si stava avvicinando al polo nord lunare quando la Terra appariva proprio davanti, sopra al cratere Rozhdestvenskiy, di 180 chilometri di diametro.

Di tanto in tanto le fotocamere puntano i loro obiettivi verso lo spazio per osservare l'esosfera ed eseguire calibrazioni ed proprio durante queste riprese che può presentarsi l'occasione di catturare immagini di altri pianeti del nostro Sistema Solare, in quel momento, casualmente, nel campo visivo.

Nell'immagine in apertura, la Luna è in scala di grigi, composta dai primi sei fotogrammi della sequenza, a 604 nm, 643 nm, and 689 nm. La Terra, invece, a colori, è una composizione dei frame successivi, utilizzando i 415 nm, 566 nm e 604 nm come blu, verde e rosso, lunghezze d'onda molto vicine alle capacità visive dell'occhio umano, in grado di rendere i colori piuttosto reali.

La fotocamera LROC WAC è molto diversa dalla maggior parte delle fotocamere digitali per le quali la risoluzione indica il numero di pixel di una sola immagine: una fotocamera del cellulare può avere, ad esempio, più di 5 milioni di pixel, ossia 5 megapixel.
Un singolo fotogramma WAC, invece, ha solo 9.856 pixel ma la fotocamera riesce ad ottenere immagini molto più grandi perché cattura una serie di frame man mano che LRO prosegue la sua orbita.
Questo tipo di ripresa è chiamato "push-frame" e, in poco più di un mese, permette a LROC WAC di riprendere l'intero globo.

L'animazione seguente mostra come viene costruita un'immagine globale WAC, fotogramma per fotogramma, dove gli spazi tra l'uno e l'altro sono dovuti alla separazione reale tra i filtri sul CCD.
La lunghezza d'onda più lunga (689 nm) è in basso mentre la più corta (415 nm) è nella parte superiore. Ciò si nota particolarmente bene osservando la Terra che diventa molto più luminosa spostandosi nella parte alta della ripresa, ossia nelle lunghezze d'onda del blu, grazie ai mari.
Ogni frame è stato acquisito ogni 2 secondi, per una sequenza totale di 5 minuti, velocizzata del video di un fattore 20.

LRO LROC WAC

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University

Riferimenti:
http://lroc.sese.asu.edu/news/index.php?/archives/875-Earthrise!.html

Letto: 5081 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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