Scritto: Giovedì, 27 Febbraio 2014 06:58 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Le prove della vita su Marte forse nascoste in un meteorite


Marte, vita su Marte e meteoriti è sempre stato un discusso connubio di argomenti.
Di tanto in tanto notizie clamorose hanno il loro breve momento di gloria, per poi scomparire più o meno dimenticate.

Forse questa sarà una tra tante ma gli scienziati che hanno condotto il nuovo studio sul meteorite Yamato 000593, pubblicato nel mese di febbraio sulla rivista Astrobiology e di cui ne da notizia la NBS, partono con cautela: Yamato 000593 non dimostrerebbe in modo inequivocabile che su Marte c'era la vita ma conterrebbe qualcosa di veramente interessante.
Nel meteorite, micro-tunnel e sferule ricche di carbonio, lo farebbero assomigliare particolarmente ad alcune rocce terrestri alterate da forme di vita.

Rate this item
(0 votes)

Meteorite Yamato 000593

Marte, vita su Marte e meteoriti è sempre stato un discusso connubio di argomenti.
Di tanto in tanto notizie clamorose hanno il loro breve momento di gloria, per poi scomparire più o meno dimenticate.

Forse questa sarà una tra tante ma gli scienziati che hanno condotto il nuovo studio sul meteorite Yamato 000593, pubblicato nel mese di febbraio sulla rivista Astrobiology, partono con cautela: Yamato 000593 non dimostrerebbe in modo inequivocabile che su Marte c'era la vita ma conterrebbe qualcosa di veramente interessante.
Nel meteorite, micro-tunnel e sferule ricche di carbonio, lo farebbero assomigliare particolarmente ad alcune rocce terrestri alterate da forme di vita.

"Non possiamo escludere che le zone ricche di carbonio in entrambi le caratteristiche possano essere il prodotto di meccanismi abiotici; comunque, composizione e caratteristiche simili in campioni terrestri, dove sono state interpretate come biogene, implicano la possibilità intrigante che anche quelle marziane si siano formate per attività biologica", scrivono gli autori nello studio online.

Meteorite  ALH 84001L'annuncio arriva 18 anni dopo la scoperta di possibili forme di vita all'interno del famoso meteorite Allan Hills 84001, conosciuto come ALH 84001.

"Siamo convinti che questo è un nuovo importante passo per rispondere alla domanda: c'è vita su Marte?", ha detto alla NBS News Everett Gibson, ricercatore presso il Johnson Space Center della NASA, che è stato coinvolto in entrambi gli studi.

Ma per ALH 84001, gran parte della comunità scientifica era stata irremovibile nell'affermare che quei "nanofossili" fossero di origine abiotica. Così, anche il nuovo documento dovrà fare i conti con una buone dose di scetticismo.

Gibson e colleghi si sono concentrati sulle strutture microscopiche in profondità al campione di 13,5 chilogrammi del meteorite Yamato 000593, ritrovato in Antartide da un team giapponese nel 2000.

L'analisi della composizione della roccia ha mostrato che si è formata su Marte circa 1,3 miliardi di anni fa, dove è stata alterata dalla interazione con l'acqua.

Gli scienziati ritengono che la roccia sia saltata via dalla superficie del Pianeta Rosso, abbia viaggiato nello spazio e sia piombata sulla Terra, negli ultimi 10.000 anni.

Nello studio, il team, guidato da Lauren White, del Jet Propulsion Laboratory della NASA, descrive i microscopici tunnel, come bolle di minerali ricche di carbonio, incorporate all'interno degli strati di roccia.

Meteorite Yamato 000593

Per gli scienziati queste strutture sono molto suggestive perché se fossero state trovate sul fondo degli oceani terrestri, "diremmo: accidenti, questa pietra contiene la prova che c'era attività microbica che stava erodendo la roccia", dice Gibson.

White spiega alla NBC che, pubblicando questo documento, non è, e non è mai stata loro intenzione, dichiarare di aver trovato le prove della vita su Marte, ma semplicemente dovrebbe essere il lettore a valutare quanto scoperto e a contestualizzarlo.

Dalla controversa storia di ALH 84001, Gibson e altri ricercatori hanno cercato ulteriori prove a sostegno delle loro idee.
White entrò nel team nel 2007 quando gli fu chiesto di dare un'occhiata a Yamato 000593 e ne rimase ovviamente incuriosito, tanto da interpellare altri esperti per determinare se le curiose caratteristiche avessero riscontro in processi biologici qui sulla Terra. Ma la sfida maggiore era dimostrare che quelle particolari texture, fossero autoctone di Marte e non si fossero generate successivamente sul nostro pianeta.

Uno degli autori dello studio è David McKay, scienziato della NASA che prese posizioni feree per il meteorite ALH 84001, deceduto purtroppo un anno fa.

"Stava effettivamente lavorando su questo documento il giorno in cui morì ", spiega White.
"Ho promesso alla moglie che avrei pubblicato il lavoro, perché significava così tanto per lui".

Ma questa non sarà certo la svolta decisiva per sciogliere i dubbi.

"Non penso che la comunità scientifica troverà somiglianze in texture e composizione abbastanza convincenti come prova per l'origine biologica", dichiara Chris McKay (che non ha nulla a che fare con David McKay!), dell'Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California.

Quindi, quale sarà il prossimo passo?
"Dobbiamo andare alla fase successiva, strappare ed analizzare queste molecole di carbonio a parte", conclude Gibson.

Read 4461 times Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e...

StatisticaMENTE

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 30 Giugno [updated on Jun...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 30 Giugno [Last update...

ISS height

ISS height

Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Inte...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 29/6/20 - Sol 564] Meteor...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 24/6/20). Le manovre della sonda am...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista