Scritto: Martedì, 05 Luglio 2022 06:59 Ultima modifica: Martedì, 05 Luglio 2022 08:34

Cristalli di Chelyabinsk


I ricercatori hanno scoperto tipi di cristallo mai visti prima nascosti in minuscoli granelli di polvere di meteorite perfettamente conservata tra due strati di neve.

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Un'immagine ravvicinata di uno dei nuovi cristalli catturata utilizzando un microscopio elettronico.
Un'immagine ravvicinata di uno dei nuovi cristalli catturata utilizzando un microscopio elettronico.
Crediti: Taskaev et al.

La polvere in questione appartiene alla famosa roccia spaziale esplosa su Chelyabinsk, in Russia, nove anni fa.

Il 15 febbraio 2013, un asteroide che misurava 18 metri di diametro e pesava 12.125 tonnellate è entrato nell'atmosfera terrestre a circa 66.950 chilometri orari. Fortunatamente, la meteora esplose prima di toccare il suolo, a circa 23,3 chilometri sopral a città russa, inondando l'area circostante di minuscoli meteoriti.

L'esplosione della meteora di Chelyabinsk è stata la più grande esplosione del suo genere avvenuta nell'atmosfera terrestre dall'evento Tunguska del 1908. Secondo la NASA, è esploso con una forza 30 volte maggiore della bomba atomica che ha scosso Hiroshima. Le riprese video dell'evento hanno mostrato la roccia spaziale bruciare in un lampo di luce per un breve periodo più luminoso del Sole, prima di creare un potente boom sonoro che ha rotto i vetri, danneggiato edifici e ferito circa 1.200 persone

In un nuovo studio, i ricercatori hanno analizzato alcuni dei minuscoli frammenti di roccia spaziale rimasti dopo l'esplosione della meteora.


Prove fortunate

Normalmente, le meteore producono una piccola quantità di polvere mentre bruciano ma i minuscoli granelli finiscono dispersi perché sono troppo piccoli per essere trovati, dispersi dal vento, cadono nell'acqua o sono contaminati dall'ambiente circostante. Tuttavia, dopo l'esplosione della meteora di Chelyabinsk, un enorme pennacchio di polvere è rimasto sospeso nell'atmosfera per più di quattro giorni prima di ricadere sulla Terra. E fortunatamente, gli strati di neve caduti poco prima e poco dopo l'evento hanno intrappolato e conservato alcuni campioni di polvere fino a quando gli scienziati non sono riusciti a recuperarli.

I ricercatori si sono imbattuti in questi cristalli per caso, mentre osservavano un po' di polvere meteorica al microscopio. Dopo aver analizzato la polvere con microscopi elettronici più potenti, sono emersi molti altri cristalli tuttavia, "trovare i cristalli usando un microscopio elettronico è stato piuttosto difficile a causa delle loro piccole dimensioni", hanno scritto nel loro articolo pubblicato su The European Physical Journal Plus 

Ulteriori analisi utilizzando i raggi X hanno rivelato che i cristalli erano costituiti da strati di grafite, una forma di carbonio costituita da fogli di atomi sovrapposti, comunemente usati nelle matite, attorno a un nanocluster centrale nel cuore del cristallo. Secondo gli autori, quest'ultimo potrebbe essere buckminsterfullerene (C60), una palla di atomi di carbonio simile a una gabbia, o il poliesacicloottadecano (C18H12), una molecola composta da carbonio e idrogeno.

Il team sospetta che i cristalli si siano formati nelle condizioni di alta temperatura e alta pressione create dalla rottura della meteora, sebbene il meccanismo esatto non sia ancora chiaro.

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Letto: 239 volta/e Ultima modifica Martedì, 05 Luglio 2022 08:34

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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