Scritto: Mercoledì, 06 Aprile 2022 05:59 Ultima modifica: Mercoledì, 06 Aprile 2022 06:31

Il pianeta più distante trovato da Kepler è un gemello di Giove


Si trova a 17.000 anni luce dalla Terra è stato trovato nascosto nei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler, ora in pensione. È il mondo più distante che l'osservatorio abbia mai rilevato, al doppio della distanza del suo record precedente.

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Il pianeta più distante trovato da Kepler è un gemello di Giove
Crediti: University of Manchester

L'esopianeta è quasi un gemello esatto di Giove, di massa simile e in orbita attorno alla sua stella quasi alla stessa distanza di Giove dal Sole.
Si chiama K2-2016-BLG-0005Lb ed è il primo esopianeta confermato da un'analisi dei dati del 2016 che ha rilevato 27 possibili candidati utilizzando una tecnica chiamata microlensing gravitazionale anziché il metodo del transito, che è il metodo primario usato da Kepler.

"Kepler non è mai stato progettato per trovare pianeti usando il microlensing, quindi, in molti modi, è sorprendente che lo abbia fatto", ha affermato l'astronomo Eamonn Kerins dell'Università di Manchester.
Il microlensing gravitazionale (microlente gravitazionale) si avvale di allineamenti casuali tra le stelle. Previsto dalla teoria della relatività generale, si verifica quando una stella in primo piano "passa vicino" ad una stella più distante sullo sfondo, secondo la nostra visuale, creando un effetto lente. Ciò produce una breve esplosione di luminosità che può durare da ore a pochi giorni. Circa una stella su ogni milione nella nostra Galassia è visibilmente colpita dal microlensing in un dato momento e si prevede che solo una piccola percentuale di queste sia causata dai pianeti. Kepler, invece, era stato progettato per cercare pianeti con il metodo del transito che misura la diminuzione della luce della stella ospite mentre il pianeta ci passa davanti.

La coperta è stata presentata su arXiv.


Grande Kepler

Il telescopio spaziale Kepler è stata determinante nel far esplodere il campo dell'astronomia degli esopianeti. È stato lanciato nel 2009 e ha trascorso quasi 10 anni a caccia di esopianeti. Le sue osservazioni hanno rivelato oltre 3.000 mondi extrasolari confermati e altri 3.000 candidati.

Il microlensing gravitazionale è molto buono per trovare esopianeti a lunga distanza dalla Terra, in orbita attorno alle loro stelle a distanze abbastanza grandi, fino a masse planetarie molto piccole. L'esopianeta galattico più distante scoperto fino ad oggi è stato rilevato dal microlensing, un mondo di massa terrestre a 25.000 anni luce di distanza. Ma, poiché Kepler era ottimizzato per il metodo del transito, un team di ricercatori guidato dall'Università di Manchester ha recentemente pensato di esaminare i dati di Kepler per eventi di microlensing, prendendo come base alcuni mesi del 2016. Ha identificato 27 eventi, cinque dei quali erano del tutto nuovi, non ancora visti nei dati dei telescopi terrestri.

"Per vedere l'effetto è necessario un allineamento quasi perfetto tra il sistema planetario in primo piano e una stella sullo sfondo", ha spiegato Kerins.
"La possibilità che una stella sullo sfondo sia influenzata in questo modo da un pianeta è da decine a centinaia di milioni contro uno. Ma ci sono centinaia di milioni di stelle verso il centro della nostra galassia. Quindi Keplero si è messo comodo e le ha osservate per tre mesi".

Uno dei cinque eventi era K2-2016-BLG-0005Lb. Quindi, la squadra ha cercato tra i dati di altri telescopi terrestri che nello stesso periodo stavano guardando la stessa porzione di cielo, trovando altre prove. Questo set di dati combinato ha permesso di determinare che l'esopianeta è circa 1,1 volte la massa di Giove, in orbita attorno alla sua stella a una distanza di 4,4 unità astronomiche (la distanza media di Giove dal Sole è di 5,2 unità astronomiche).
"La differenza di punto di osservazione tra Keplero e gli osservatori qui sulla Terra ci ha permesso di triangolare la posizione", ha detto Kerins. "Kepler è stato anche in grado di osservare indipendentemente dalle condizioni meteo o dalla luce del giorno, permettendoci di determinare con precisione la massa dell'esopianeta e la sua distanza orbitale dalla sua stella ospite. Fondamentalmente è il gemello identico di Giove in termini di massa e posizione dal suo sole, che è circa il 60 per cento della massa del nostro".

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Letto: 344 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 06 Aprile 2022 06:31

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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