Scritto: Mercoledì, 23 Marzo 2022 06:01 Ultima modifica: Mercoledì, 23 Marzo 2022 06:36

Apophis: aspettando il 2029


L'asteroide si avvicinerà alla Terra nel 2029 e ora, un nuovo studio, ne ha analizzato le caratteristiche fisiche e i possibili effetti del passaggio ravvicinato sul nostro pianeta.

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Queste immagini dell'asteroide Apophis sono state registrate dalle antenne radio del complesso Goldstone della Deep Space Network in California e dal Green Bank Telescope nel West Virginia. L'asteroide era a 17 milioni di chilometri di distanza e ogni pixel ha una risoluzione di 38,75 metri.
Queste immagini dell'asteroide Apophis sono state registrate dalle antenne radio del complesso Goldstone della Deep Space Network in California e dal Green Bank Telescope nel West Virginia. L'asteroide era a 17 milioni di chilometri di distanza e ogni pixel ha una risoluzione di 38,75 metri.
Crediti: NASA/JPL-Caltech e NSF/AUI/GBO

L'asteroide Apophis, noto anche come 99942 2004 MN4, è stato scoperto nel 2004 e da allora è stato costantemente monitorato a causa della sua classificazione come asteroide potenzialmente pericoloso (PHA). L'oggetto, che si pensava avesse una probabilità del 2% di colpire la Terra, è stato poi declassato. Le recenti stime indicano che il passaggio del 2029 sarà solo un sorvolo molto ravvicinato: Apophis raggiungerà la sua distanza minima dalla Terra, 38.000 chilometri, il 13 aprile 2029. Sarà più vicino dei satelliti geosincroni e risulterà visibile agli osservatori nell'emisfero sud senza l'ausilio di un telescopio o di un binocolo ma non costituirà un pericolo per il pianeta.

La recente ricerca, a cui partecipano l'Universidad Carlos III de Madrid (UC3M) e l'Universidad Estatal Paulista Júlio de Mesquita Filho (Júlio de Mesquita Filho Paulista State University, UNESP del Brasile, analizza la superficie e la dinamica dell'oggetto.

Gabriel Borderes-Motta, ricercatore presso il Dipartimento di Bioingegneria e Ingegneria Aerospaziale dell'UC3M, spiega che "la collisione non è l'unica possibilità in eventi di avvicinamento come questo. L'interazione gravitazionale tra un pianeta e un corpo come Apophis [di 370 metri di diametro] può cambiare la forma del corpo, rompere il corpo in pezzi, disintegrare eventuali pietre sciolte sulla superficie dell'asteroide o anche rimuovere altri corpi in orbita attorno all'asteroide (come rocce, satelliti o anelli)... Il nostro studio si concentra sulle ultime due possibilità: cosa succede a le possibili pietre sulla superficie e l'orbita dell'asteroide".

Simulando si impara

Il team di ricerca ha analizzato sia gli aspetti fisici dell'asteroide, tra cui la sua forma e le caratteristiche del suo campo gravitazionale, sia i fattori che possono influenzare la sua traiettoria e il suo angolo di inclinazione, come la pressione di radiazione solare  o il disturbo causato della sua vicinanza alla Terra.

La squadra ha effettuato una serie di simulazioni numeriche, in due ambienti di simulazione con tre casi sperimentali ciascuno, utilizzando un disco di 15.000 particelle di diverse dimensioni come campione, attorno ad Apophis. L'obiettivo era quello di cercare di prevedere come le particelle in orbita attorno all'asteroide reagiranno a diverse situazioni e come queste ipotesi potrebbero influenzare il comportamento di Apophis.
La prima serie di simulazioni è stata progettata considerando solo il disturbo gravitazionale di Apophis in periodi di 24 ore nell'arco di 30 anni. La seconda serie di simulazioni includeva il disturbo causato dalla pressione della radiazione solare. Sono stati proposti tre casi in entrambi i set, in cui l'asteroide aveva densità diverse.
"Abbiamo valutato un poliedro di 340 metri con una densità uniforme in tre casi diversi. In ogni caso, il punto di partenza era una densità di particelle diversa, dalla più alta alla più bassa", ha detto Gabriel Borderes-Motta.

Da queste simulazioni è emerso che l'angolo di inclinazione dell'asteroide è maggiore alle basse densità (4°) piuttosto che alle alte densità (2°). Inoltre, minore è la densità delle particelle e maggiore è la pressione della radiazione solare e meno particelle rimangono intatte. In altre parole, nello scenario in cui Apophis avesse una bassa densità, circa il 90% delle pietre sciolte verrebbe rimosso dalla sua superficie durante l'avvicinamento alla Terra.

I risultati hanno mostrato che questo approccio potrebbe influenzare leggermente le maree e causare alcune frane sulla superficie dell'asteroide.

Ora, al team non resta che aspettare il 2029 per scoprire l'accuratezza del loro modello e migliorarlo.

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Letto: 651 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 23 Marzo 2022 06:36

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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