Scritto: Giovedì, 10 Marzo 2022 04:58 Ultima modifica: Giovedì, 10 Marzo 2022 06:03

Bolle dentro altre bolle al centro della Via Lattea


Nel 2020, il telescopio a raggi X eRosita ha ripreso due enormi bolle che si estendono per circa 80° sopra e sotto il Centro Galattico. Da allora, gli astronomi hanno dibattuto sulla loro origine.

Rate this item
(2 votes)
Un'immagine della Via Lattea, scattata dall'osservatorio spaziale Gaia dell’ESA e una rappresentazione delle simulazioni delle bolle eRosita e Fermi.
Un'immagine della Via Lattea, scattata dall'osservatorio spaziale Gaia dell’ESA e una rappresentazione delle simulazioni delle bolle eRosita e Fermi.
Crediti: ESA/Gaia/DPAC, CC BY-SA 3.0 IGO

La morfologia delle "bolle eROSITA" ha una notevole somiglianza con le "bolle di Fermi" scoperte nel 2010 dal telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della NASA e con la foschia a microonde, una nebbia di particelle cariche che permea il centro della Galassia. L'origine fisica di queste straordinarie strutture è stata intensamente dibattuta tuttavia, a causa della loro simmetria rispetto al Centro Galattico, probabilmente è collegata ad alcune esplosioni energetiche avvenute nel centro della Via Lattea in passato.

Ora, un nuovo studio suggerisce che le bolle eROSITA, le bolle di Fermi e la foschia a microonde potrebbero essere spiegate simultaneamente da un singolo evento come il risultato di un potente getto di attività proveniente dal buco nero supermassiccio al centro della nostra Galassia. 
Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy e condotto dalla National Tsing Hua University in collaborazione con UM e l'Università del Wisconsin, mostra anche che l'espulsione di materia è iniziata circa 2,6 milioni di anni fa ed è durato circa 100.000 anni.

Le bolle della Via Lattea

Attualmente ci sono due modelli per spiegare le bolle di eROSITA e di Fermi. Il primo suggerisce che il deflusso sia guidato da uno starburst nucleare, che si verifica quando una stella esplode in una supernova ed espelle materiale. Il secondo modello, supportato dai risultati di questo studio, suggerisce che questi deflussi siano guidati dall'energia espulsa dal buco nero supermassiccio al centro della nostra Galassia. 

Questi deflussi dai buchi neri si verificano quando il materiale viaggia verso il buco nero ma non attraversa l'orizzonte degli eventi, cioè il confine oltre il quale nulla può più sfuggire. Poiché parte di questo materiale viene rigettato nello spazio, i buchi neri non crescono in modo incontrollato e la loro l'energia crea queste grandi bolle, spostando il materiale attorno.

Le bolle di eRosita racchiudono quelle di Fermi, il cui contenuto è sconosciuto. Sono circa due volte più grandi di quest'ultime e si sono formate a causa di un'onda di energia, o un'onda d'urto, espulsa dalle bolle di Fermi, secondo i ricercatori. 
Le strutture osservate al centro della Via Lattea sono alte quasi 36.000 anni luce, o 11 kiloparsec (un parsec equivale a 3,26 anni luce). Per fare un confronto, la Via Lattea ha un diametro di 30 kiloparsec e il nostro Sistema Solare risiede a circa 8 kiloparsec dal centro della Galassia.

Gli astronomi sono interessati all’osservazione di queste bolle perché sono molto vicine a noi rispetto a oggetti situati in altre galassie.
"Non solo possiamo escludere il modello starburst ma possiamo anche mettere a punto i parametri necessari per produrre le stesse immagini, o qualcosa di molto simile a ciò che c'è nel cielo", ha detto l'astronomo Mateusz. Ruszkowski, coautore dello studio.

Il team ha eseguito simulazioni numeriche del rilascio di energia dal buco nero che tengono conto dell’idrodinamica, della gravità e dei raggi cosmici, utilizzando i dati della missione eRosita, del telescopio spaziale Fermi Gamma-ray della NASA, dell'Osservatorio Planck e della sonda Wilkinson Microwave Anisotropy.
La nostra simulazione è unica in quanto tiene conto dell'interazione tra i raggi cosmici e il gas all'interno della Via Lattea. I raggi cosmici, iniettati con i getti del buco nero, si espandono e formano le bolle di Fermi che brillano nei raggi gamma", ha detto Karen Yang, autrice principale dello studio e assistente presso la National Tsing Hua University di Taiwan. “La stessa esplosione spinge il gas lontano dal centro galattico e forma un'onda d'urto che viene osservata come le bolle di eRosita. La nuova osservazione delle bolle eRosita ci ha permesso di limitare in modo più accurato la durata dell'attività del buco nero e di comprendere meglio la storia passata della nostra stessa Galassia".

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 190 volta/e Ultima modifica Giovedì, 10 Marzo 2022 06:03

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Devi essere registrato e fare login per inserire un commento.

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

coelum logo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2022.

StatisticaMENTE

Tiangong orbit

Tiangong orbit

Evoluzione dell'orbita della Stazione Spaziale Cin...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 19 Maggio. ...

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte e del s...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 18 maggio. Statistiche sul...

LIBRO CONSIGLIATO

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora