Scritto: Lunedì, 24 Gennaio 2022 05:00 Ultima modifica: Lunedì, 24 Gennaio 2022 08:04

Confermata una fusione tra due buchi neri “eccentrici”


Quando i buchi neri si fondono, emettono onde gravitazionali, che differiscono in base alla forma della loro orbita. Ora, gli scienziati ritengono di aver rilevato una fusione di due buchi neri con orbite eccentriche

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Confermata una fusione tra due buchi neri “eccentrici”
Crediti: Mark Myers, ARC Centre of Excellence for Gravitational Wave Discovery (OzGrav)

Le orbite eccentriche a forma di uovo si formano quando due buchi neri si avvicinano a spirale e si scontrano sotto la forte influenza gravitazionale esercitata a vicenda. Quindi, orbite altamente eccentriche suggeriscono che buchi neri spuntino ripetutamente da altri buchi neri in aree densamente popolate, come il centro di una galassia, con una sorta di meccanismo di autorigenerazione.

L'articolo pubblicato su Nature Astronomy dai ricercatori del Center for Computational Relativity and Gravitation del Rochester Institute of Technology e dell'Università della Florida, può aiutare a spiegare come mai alcune delle fusioni di buchi neri rilevate dalla LIGO Scientific Collaboration e dalla Virgo Collaboration siano molto più potenti di quanto si pensasse.

I ricercatori hanno studiato GW190521, il segnale d'onda gravitazionale più massiccio osservato da un sistema binario di buchi neri.
"Le masse stimate dei buchi neri sono più di 70 volte le dimensioni del nostro Sole ciascuna, posizionate ben al di sopra della massa massima stimata attualmente prevista dalla teoria dell'evoluzione stellare", ha detto Carlos Lousto, professore al RIT e coautore della nuova ricerca. "Questo è un caso interessante da studiare come sistema binario di buchi neri di seconda generazione e apre a nuovi possibili scenari di formazione di buchi neri in densi ammassi stellari".

La fusione, che ha generato un mostro di oltre 140 masse solari, era stata osservata da LIGO e VIRGO a maggio 2019.
Il team, utilizzando centinaia di simulazioni al computer, ha scoperto che il segnale GW150521 è meglio spiegato da un'elevata eccentricità nelle orbite dei due buchi neri prima della fusione.

"Questo rappresenta un importante progresso nella nostra comprensione di come i buchi neri si fondono", ha affermato nel comunicato Manuela Campanelli, professoressa e coautrice del RIT. "Attraverso le nostre sofisticate simulazioni con supercomputer e la ricchezza di nuovi dati forniti da LIGO e dai rivelatori in rapida evoluzione di Virgo, stiamo facendo nuove scoperte sull'Universo a velocità sorprendenti".

I ricercatori hanno svolto un esercizio, utilizzando le osservazioni delle onde gravitazionali di GW150521 e la sua controparte elettromagnetica candidata, osservata dalla Zwicky Transient Facility, per misurare la costante di Hubble, un'unità di misura usata per descrivere l'espansione dell'universo, trovando un ottimo accordo con i valori attesi

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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