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Scritto: Mercoledì, 12 Gennaio 2022 04:56 Ultima modifica: Mercoledì, 12 Gennaio 2022 05:49

Nella costellazione di Ercole si gioca a rugby


Si chiama WASP-103b e orbita talmente vicino alla sua stella che le forze di marea lo hanno deformato fino a farlo assomigliare a un pallone da rugby. Questa è la prima volta in cui è stato scoperto un esopianeta così allungato.

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Nella costellazione di Ercole si gioca a rugby
Crediti: ESA

La forma curiosa può fornire importanti informazioni sulla sua struttura interna.
WASP-103b si trova nella costellazione di Ercole ed è stato deformato dalle forti forze di marea indotte dalla sua stella ospite, WASP-103, che è circa 200 gradi più calda e 1,7 volte più grande del Sole.

 

Le forze di marea

Mentre sulla Terra, sperimentiamo maggiormente le forze di marea generate dall'interazione con la Luna piuttosto che con il Sole, lo stesso non si può dire per WASP-103b. Questo esopianeta è grande quasi il doppio di Giove e ha una massa circa 1,5 maggiore ma orbita attorno alla sua stella ospite in meno di un giorno. Gli astronomi sospettavano che un'orbita così stretta avrebbe causato maree monumentali ma fino ad ora non sono stati in grado di misurarle.

Ora, utilizzando i nuovi dati del telescopio spaziale Cheops dell'ESA, combinati con i dati che erano già stati ottenuti dal telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA e dal telescopio spaziale Spitzer della NASA, gli astronomi sono stati in grado di vedere come le forze di marea deformano WASP-103b da una normale sfera alla forma di pallone da rugby.

Cheops studia i pianeti con il metodo del transito. La forma della curva di luce causata dal passaggio del pianeta davanti alla sua stella ospite offre in genere indizi preziosi, come le dimensioni del nuovo mondo. L'elevata precisione di Cheops insieme alla sua flessibilità di puntamento, che consente al satellite di tornare su un bersaglio e di osservare più transiti, ha permesso anche di rilevare il segnale minuto della deformazione mareale di WASP-103b

"È incredibile che Cheops sia stato effettivamente in grado di rivelare questa minuscola deformazione", ha detto Jacques Laskar dell'Osservatorio di Parigi, Université Paris Sciences et Lettres e coautore della ricerca.

"La dimensione dell'effetto della deformazione della marea su una curva di luce di transito di un esopianeta è molto piccola, ma grazie all'altissima precisione di Cheops siamo in grado di vederlo per la prima volta", ha detto Kate Isaak, Project Scientist dell'ESA per Cheops.

cheops WASP 103b esopianeta


Il numero di Love

Il team è stato in grado di utilizzare la curva della luce di transito di WASP-103b per derivare un parametro, il numero di Love, che misura la distribuzione della massa all'interno di un pianeta, un parametro fondamentale che può rivelare dettagli sulla struttura interna.

"La resistenza di un materiale alla deformazione dipende dalla sua composizione", ha spiegato Susana Barros dell'Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço e dell'Università di Porto, in Portogallo, autrice principale della ricerca pubblicata su Astronomy & Astrophysics. “Ad esempio, qui sulla Terra abbiamo le maree dovute alla Luna e al Sole ma possiamo vederne gli effetti solo negli oceani. La parte rocciosa non si muove molto. Misurando quanto il pianeta è deformato possiamo dire quanto di esso è roccioso, gassoso o acquoso".

Il numero di Love per WASP-103b è simile a Giove, il che suggerisce che la struttura interna sia simile. Tuttavia, "in linea di principio, ci aspetteremmo che un pianeta con 1,5 volte la massa di Giove abbia all'incirca le stesse dimensioni, quindi WASP-103b deve essere molto gonfiato a causa del riscaldamento della sua stella e forse di altri meccanismi", ha detto Susana.

Ma l'incertezza del numero di Love è ancora elevata per trarre conclusioni. Ci vorranno ulteriori osservazioni con Cheops e il James Webb per mettere a punto i dettagli

Anche l'orbita è misteriosa

Di norma, ci si aspetta che un pianeta in orbita così corta attorno a una stella finisca su percorsi sempre più stretti fino ad essere inghiottito. Ma, invece, sembra che WASP-103b si stia allontanando da WASP-103. Ciò suggerisce che oltre alle forze di marea, deve essere in gioco anche un'altra forza.

Susana e il suo team hanno esaminato altri potenziali scenari, come una stella compagna che influenza la dinamica del sistema o l'orbita del pianeta leggermente ellittica. Tuttavia, per il momento, non sono stati in grado né di confermare né di escludere questi scenari.

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Letto: 209 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 12 Gennaio 2022 05:49

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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