Scritto: Domenica, 09 Gennaio 2022 05:20 Ultima modifica: Domenica, 09 Gennaio 2022 06:44

Una supergigante rossa muore in diretta


"Questa è una svolta nella nostra comprensione di ciò che fanno le stelle massicce pochi istanti prima di morire", ha affermato Wynn Jacobson-Galán, ricercatore della National Science Foundation presso l'Università della California a Berkeley

Rate this item
(4 votes)
Una rappresentazione artistica di una stella supergigante rossa nell'ultimo anno della sua vita che emette una tumultuosa nuvola di gas.
Una rappresentazione artistica di una stella supergigante rossa nell'ultimo anno della sua vita che emette una tumultuosa nuvola di gas.
Crediti: Osservatorio WM Keck/Adam Makarenko

Usando due telescopi alle Hawaii, Pan-STARRS dell'Università delle Hawaii sul Haleakalā e il WM Keck Observatory sul Maunakea, un team di astronomi ha potuto seguire in tempo reale la drammatica fine di una supergigante rossa, osservando la rapida autodistruzione della stella massiccia e l'agonia finale prima che collassasse in una supernova di tipo II.

La supernova, chiamata (SN) 2020tlf, è stata osservata per 130 giorni prima della detonazione mortale ed è stata definita una delle più intriganti nel suo genere.

"Per la prima volta, abbiamo visto esplodere una stella supergigante rossa!", ha dichiarato nel comunicato Jacobson-Galán che è anche l'autore principale del nuovo studio pubblicato sul The Astrophysical Journal.


Osservazioni uniche

Pan-STARRS ha rilevato per la prima volta la stella condannata nell'estate del 2020 attraverso l'enorme quantità di luce che irradiava. Pochi mesi dopo, nell'autunno del 2020, una supernova ha illuminato il cielo.
Il team, quindi, ha rapidamente catturato il potente flash e ottenuto il primo spettro dell'esplosione energetica di (SN) 2020tlf, utilizzando il Low Resolution Imaging Spectrometer (LRIS) dell'Osservatorio Keck. I dati hanno mostrato prove dirette della presenza di denso materiale circumstellare, attorno alla stella nel momento dell'esplosione. Probabilmente, lo stesso identico gas che aveva partecipato alla violenta espulsione ripresa da Pan-STARRS all'inizio dell'estate.

Quindi, gli astronomi hanno continuato a monitorare (SN) 2020tlf dopo l'esplosione.
Sulla base dei dati ottenuti dal DEep Imaging and Multi-Object Spectrograph (DEIMOS) e dal Near Infrared Echellette Spectrograph (NIRES) dell'Osservatorio Keck, hanno determinato che la supergigante rossa progenitrice di (SN) 2020tlf, situata nella galassia NGC 5731 a circa 120 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, era 10 volte più massiccia del Sole.

"È stato come guardare una bomba a orologeria", ha affermato l'autrice senior dello studio Raffaella Margutti, astronoma dell'UC Berkeley. "Finora, non avevamo mai confermato un'attività così violenta in una stella supergigante rossa morente che produce un'emissione così luminosa, poi collassa e brucia".



Evoluzione da rivedere

La scoperta sfida le teorie precedenti sull'evoluzione delle stelle supergiganti rosse in procinto di diventare supernove.

Prima di questo studio, tutte le supergiganti rosse osservate erano relativamente quiescenti prima dell'esplosione. Non mostravano evidenza di eruzioni violente o emissioni luminose, a differenza di quanto è stato visto in (SN) 2020tlf prima dell'evento. Questo nuovo rilevamento, in cui la supergigante rosa ha emesso potenti radiazioni nell'ultimo anno prima dell'esplosione, suggerisce che almeno alcune di queste stelle devono subire cambiamenti significativi nella loro struttura interna, i quali si traducono in una tumultuosa espulsione di gas pochi istanti prima del collasso.

Lo studio apre la strada a nuove indagini transitorie mirate per cercare la radiazione luminosa proveniente dalle supergiganti rosse e raccogliere ulteriori prove che tale comportamento segna l'imminente scomparsa di una stella.
"Il rilevamento di più eventi come (SN) 2020tlf avrà un impatto importante sul modo in cui definiamo gli ultimi mesi dell'evoluzione stellare, unendo osservazioni a simulazioni nella ricerca per risolvere il mistero su come le stelle massicce trascorrono gli ultimi momenti della loro vita", ha detto Jacobson-Galán.

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 528 volta/e Ultima modifica Domenica, 09 Gennaio 2022 06:44

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Devi essere registrato e fare login per inserire un commento.

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

coelum logo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2022.

StatisticaMENTE

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte e del s...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 23 maggio. Statistiche sul...

Tiangong orbit

Tiangong orbit

Evoluzione dell'orbita della Stazione Spaziale Cin...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 19 Maggio. ...

LIBRO CONSIGLIATO

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora