Questo lavoro è iniziato nel 1997 quando un gruppo di astronomi iniziò a effettuare misurazioni ad alta precisione di stelle giganti con il Testbed Interferometer (PTI) dell'Osservatorio Palomar. Il PTI ha chiuso nel 2008 ma i ricercatori hanno continuato a raccogliere dati utilizzato i telescopi dell'Osservatorio Lowell e anche gli astronomi amatoriali hanno contribuito. La ricerca, pubblicata su The Astrophysical Journal, è stata guidata da Gerard van Belle dell'Osservatorio Lowell che è un esperto di interferometria ed è membro della facoltà di astronomia di Lowell. È anche capo scienziato per l'interferometro ottico di precisione della Marina.

 

Stelle giganti: ecco perché ci interessano

Le stelle giganti sono uno stadio evolutivo inevitabile per le stelle con più di 0.4 masse solari. Si formano quando tutto l'idrogeno nel nucleo, utilizzato per la fusione, si è esaurito. Si distinguono da quelle di sequenza principale (come il Sole) perché sono molto più luminose e grandi ma con temperature simili.

Possono essere da decine a migliaia di volte più luminose del Sole e avere raggi alcune centinaia di volte maggiori di quelli del Sole. Le stelle ancora più luminose delle stelle giganti sono chiamate supergiganti e ipergiganti.

Questi astri suscitano interesse per molteplici motivi, inclusi gli studi sugli esopianeti.
Quando gli astronomi trovano un esopianeta, la maggior parte delle informazioni che ricavano su di esso sono in relazione alla sua stella madre. La massa, la luminosità e le dimensioni della stella vengono utilizzate per dedurre le caratteristiche del pianeta, come la massa, le dimensioni e la densità. Quindi più accurate sono le misurazioni delle stelle, più accurati saranno i dati sul pianeta.

Inoltre, questo studio ci ricorda anche quale sarà il destino del Sole.
Gli astronomi sanno che alla fine il Sole diventerà una gigante rossa e aumenterà di dimensioni, inghiottendo Mercurio, Venere e forse anche la Terra. Ma ci sono molte cose che non sappiamo su questo processo e sulle stelle giganti in generale. Ad esempio, quanto si espandono, con stime che vanno da 10 a 100 volte la dimensione originale.

Questa non è la prima volta che gli astronomi effettuano un'indagine dettagliata sulle stelle giganti. Uno studio del 2003 ha esaminato 85 stelle giganti con l'interferometro stellare Mark III presso l'Osservatorio di Mount Wilson. Ma questo nuovo è degno di nota non solo per il numero di stelle osservate ma anche per la sua alta precisione. Le misurazioni della temperatura sono particolarmente precise e sono da due a quattro volte più accurate rispetto agli studi precedenti, secondo gli autori.