Scritto: Martedì, 05 Novembre 2013 05:32 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Una nuova era astronomica inaugurata dai risultati del telescopio spaziale NASA Kepler


Gli scienziati di tutto il mondo si sono riuniti questa settimana presso l'Ames Research Center di Moffett Field, in California, per discutere dei grandi risultati del telescopio spaziale della NASA Kepler: la scoperta di 833 nuovi pianeti candidati di cui 104, sarebbero i nuovi e strani mondi che potrebbero ospitare la vita.

Dei 104 pianeti identificati, 10 sono più piccoli della Terra e orbitano nella zona abitabile della loro stella, dove potrebbe esistere l'acqua allo stato liquido in superficie.

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NASA Kepler pianeti extrasolari

Credit: SETI

Gli scienziati di tutto il mondo si sono riuniti questa settimana presso l'Ames Research Center di Moffett Field, in California, per discutere dei grandi risultati del telescopio spaziale della NASA Kepler: la scoperta di 833 nuovi pianeti candidati di cui 104, sarebbero i nuovi e strani mondi che potrebbero ospitare la vita.

Dei 104 pianeti identificati, 10 sono più piccoli della Terra e orbitano nella zona abitabile della loro stella, dove potrebbe esistere l'acqua allo stato liquido in superficie.

In questa stessa occasione, due anni fa, fu annunciato il primo pianeta nella zona abitabile: Kepler-22b. Da allora sono stati confermati altri quattro candidati nella fascia abitabile, di cui due appartenenti allo stesso sistema stellare, Kepler-62e e Kepler-62f.

Un nuovo studio dei dati Kepler, suggerisce che la maggior parte delle stelle della nostra Galassia ha almeno un pianeta.

"L'impatto dei risultati della missione Kepler sulla ricerca degli esopianeti e sull'astrofisica stellare è rafforzato dalla presenza di quasi 400 scienziati provenienti da 30 diversi paesi alla Kepler Science Conference", ha detto William Borucki, ricercatore presso l'Ames.

NASA Kepler pianeti extrasolari

Credit: NASA

Dai primi tre anni di dati rilevati da Kepler, sono emersi oltre 3.500 potenziali mondi: dall'ultimo aggiornamento del mese di gennaio, il numero è aumentato del 29%, ed ora ammontano a 3.538.

L'analisi condotta da Jason Rowe, ricercatore presso il SETI Institute di Mountain View, California, ha stabilito che il maggiore incremento, del 78%, si è verificato proprio tra i pianeti delle dimensioni della Terra, sulla base di osservazioni condotte da maggio 2009 a marzo 2012.

La statistica suggerisce che una stella su cinque, come il nostro Sole, ospita nella fascia abitabile almeno un pianeta fino a due volte la dimensione della Terra e, se questi risultati si applicano a tutta la Galassia, allora il pianeta ospitale più vicino potrebbe trovarsi a soli 12 anni luce da noi.

I dati della sonda Kepler hanno aperto la strada anche ad un nuovo campo dell'astronomia, l'asterosismologia.
Con questa scienza, i ricercatori studiano le proprietà interne delle stelle misurandone le oscillazioni di superficie, proprio come geologi utilizzano onde sismiche generate dai terremoti per sondare la struttura interna della Terra.

NASA Kepler fieldof view

Credit: Erik A. Petigura

Kepler ha smesso di rilevare dati lo scorso 11 maggio quando si sono manifestati ulteriori problemi ai giroscopi, necessari per mantenere l'assetto, ma per quattro anni il telescopio spaziale ha monitorato oltre 150.000 stelle nella costellazione del Cigno, simultaneamente e contemporaneamente, registrando una misurazione ogni 30 minuti.
Nonostante la missione abbia perciò subito un arresto prematuro, un intero anno di dati deve ancora essere analizzato.

Letto: 4520 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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