Gli scienziati della NASA stanno incoraggiando la comunità scientifica a stabilire nuove linee guida che forniscano un contesto per i risultati sulla ricerca della vita. Scrivendo sulla rivista Nature, propongono di creare una scala per valutare e combinare le diverse prove che alla fine porterebbero a rispondere alla domanda: siamo soli nell'universo?

Nel nuovo articolo guidato da James (Jim) Green, capo scienziato dell'Agenzia, un team di scienziati offre una scala di esempio da utilizzare come punto di partenza, basata su decenni di esperienza in astrobiologia, un campo che sonda le origini della vita sulla Terra e le possibilità di vita altrove nel Sistema Solare e nell'Universo.

 

"Da un grande potere derivano grandi responsabilità"

"La nostra generazione potrebbe realisticamente essere quella che scoprirà prove di vita oltre la Terra", scrive il team. "Da questo potenziale privilegio deriva la responsabilità" (proprio come per Spider-man!).
Secondo i ricercatori, è improbabile che la scoperta della vita aliena da parte dell'umanità sia un evento sì o no, tutto o niente. Piuttosto, è probabile che l'individuazione della vita extraterrestre sarà un'indagine in continua evoluzione e, prima sarà compresa da tutti e meglio sarà.

"Finora, abbiamo indotto il pubblico a pensare che ci siano solo due opzioni: è la vita o non è la vita", ha affermato Mary Voytek, capo del programma di astrobiologia della NASA a Washington e co-autrice dello studio. "Abbiamo bisogno di un modo migliore per condividere l'entusiasmo delle nostre scoperte e dimostrare come ogni scoperta porti alla successiva, in modo da poter guidare il pubblico e altri scienziati lungo il viaggio".

"Se riformuliamo la ricerca della vita come uno sforzo progressivo, trasmettiamo il valore di osservazioni contestuali o suggestive ma non definitive e sottolineiamo che le false partenze e i vicoli ciechi sono una parte prevista di un sano processo scientifico", scrivono gli autori. "La complessità di questo tipo di valutazione qualitativa a più livelli è tale che abbiamo bisogno di una scala progressiva per misurare e tracciare nuove scoperte".

Nasce la proposta Confidence of Life Detection

Questa scala di "confidenza di rilevamento della vita" (CoLD) prevede livelli più bassi in cui si concentra l'identificazione iniziale di potenziali biofirme e livelli più alti riservati a misurazioni più specifiche e certe del soggetto.
Ha in tutto sette livelli che conducono al un podio, dove gli scienziati potranno finalmente dichiarare di aver trovato la vita oltre la Terra.

Una scala così sfumata, che traccia potenziali rilevamenti di vita rispetto a una serie di parametri di riferimento oggettivi e progressivamente più esigenti, aiuterebbe a collocare tutte le presunte biofirme in un contesto standardizzato, supportando i ricercatori e il pubblico nell'interpretazione di qualunque nuova scoperta.
"Avere una scala come questa ci aiuterà a capire dove siamo in termini di ricerca della vita in luoghi particolari e in termini di capacità delle missioni e delle tecnologie che ci aiutano in quella ricerca", ha detto Green.

"Gli autori sperano che in futuro gli scienziati annoteranno negli studi pubblicati come i loro nuovi risultati di astrobiologia si inseriscano in tale scala. I giornalisti potrebbero anche fare riferimento a questo tipo di quadro per impostare le aspettative del pubblico nelle storie sui nuovi risultati scientifici, in modo che i piccoli passi non sembrino passi da gigante" si legge nel comunicato.

Tutta la scienza è un processo per porre domande, formulare ipotesi, sviluppare nuovi metodi per cercare indizi ed escludere tutte le spiegazioni alternative. Qualsiasi rilevamento individuale potrebbe non essere completamente spiegato da un processo biologico e deve essere confermato attraverso misurazioni di follow-up e indagini indipendenti. A volte, ci sono problemi con gli strumenti stessi. Altre volte, gli esperimenti non rivelano nulla ma forniscono comunque informazioni preziose su cosa non funziona o dove non cercare.

L'astrobiologia non è diversa (si veda anche la mia intervista su OggiScienza a Nathalie Cabrol, direttrice del SETI Institute Carl Sagan Center for Research). Questa scienza  persegue alcune delle domande più profonde che chiunque potrebbe porre, riguardo alle nostre origini e al nostro posto nell'Universo. Man mano che gli scienziati imparano sempre di più su quali tipi di segnali sono associati alla vita in diversi ambienti sulla Terra, possono creare e migliorare le tecnologie necessarie per trovare segni simili altrove. L'articolo su Nature offre solo un punto di partenza per una scala che evolverà in futuro.

Ad esempio, al "livello 1" gli scienziati potrebbero riferire di una molecola biologicamente rilevante e potenzialmente correlata alla vita, trovata su Marte.
Al "livello 2" si dovrebbero assicurare che il rilevamento non sia stato influenzato da altri fattori o errori strumentali.
Al "livello 3", andrebbe contestualizzato il risultato, tipo: la molecola è stata identificata in un antico lago come il cratere Jezero dove sta lavorando Perseverance.
Per scalare i grandini successivi, gli scienziati dovrebbero dimostrare che quell'ambiente è potenzialmente abitabile ed escludere le fonti non biologiche. Il ritorno dei campioni da Marte, ad esempio, potrebbe far balzare le scoperte ad un "livello 6".
Per raggiungere il "livello 7", lo standard in base al quale gli scienziati sarebbero più sicuri di aver rilevato la vita su Marte, potrebbe essere necessarie prove aggiuntive provenienti da una parte diversa di Marte.
Ma questa scala si applicherebbe anche alle scoperte al di fuori del Sistema Solare.

Gli autori dello studio sottolineano, però, che la scala non dovrebbe essere vista come una corsa verso l'alto. La scala indica l'importanza di avere solide rilevazioni di base anche non strettamente connesse alla rilevazione diretta di biofirme, come avviene nella caratterizzazione di ambienti su altri corpi planetari.

"Qualunque sia l'esito del dialogo, l'importante è che avvenga... In tal modo, possiamo solo diventare più efficaci nel comunicare i risultati del nostro lavoro e la meraviglia ad esso associata".