Scritto: Martedì, 12 Ottobre 2021 13:01 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Ottobre 2021 16:36

2021 TA8 sul primo gradino di Torino


L'asteroide PHA, scoperto a inizio mese, esibisce una probabilità bassa ma non trascurabile di venirci addosso nel 2034 ed è quindi attualmente l'unico oggetto ad occupare il primo livello di attenzione nella scala della pericolosità.

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Attuale collocazione di 2021 TA8 sulla scala di Torino (cerchio blu) Attuale collocazione di 2021 TA8 sulla scala di Torino (cerchio blu) Credits: Wikipedia - Processing: Marco Di Lorenzo

 L'anno scorso era già successo un paio di volte, prima con 2020 NK1 (oggetto lungo quasi 1 km) in e poi con 2020 XR (quasi 400m di diametro stimato). In entrambi i casi, dopo poche settimane di osservazioni, la possibilità di impatto è stata definitivamente esclusa grazie ad una migliore determinazione dell'orbita.

 Adesso tocca a 2021 TA8, un asteroide osservato per la prima volta dal telescopio Pan-STARRS 2 da 1,8 metri, posto a Haleakala nelle isole Hawaii, quando in Italia erano le 9:30 del mattino del 3 ottobre scorso. All'epoca, l'oggetto appariva di magnitudine 22,2 e si trovava a oltre 97 milioni di km dalla Terra; nella successiva settimana è stato osservato altre 12 volte anche da altri osservatori, posti sempre nelle isole Hawaii e anche sulle Ande cilene (Cerro Tololo). Questo ha permesso di calcolarne un'orbita grossolana, che è risultata intersecare l'orbita terrestre (passando a soli 12000 km da essa). Ciò rende l'oggetto potenzialmente pericoloso e infatti, dai calcoli effettuati ieri ad opera del JPL/NASA, ci sono ben 17 opportunità di impatto nel periodo che va dal 2031 al 2086. Tuttavia, di queste opportunità, solo una ha una probabilità non trascurabile ovvero superiore a una parte su 10 milioni; essa corrisponde a due distinte traiettorie destinate a portare l'asteroide a collidere con noi poco dopo la mezzanotte del 3 maggio 2034, tra 13,5 anni; sommando le probabilità relative a queste due soluzioni particolari, si ottiene una probabilità di impatto pari a 0,017% ovvero una possibilità su 6000 circa.

Aggiornamento: con l'aggiunta di osservazioni, alcune risalenti a ben 11 anni fa, la sera del 12 ottobre l'orbita è stata ricalcolata con grande precisione e, come previsto, è stata esclusa ogni possibilità di impatto per oltre un secolo nel futuro. Quello del 2034 sarà solo un passaggio neanche troppo ravvicinato (6,5 milioni di km) e altri incontri simili sono previsti anche nel 2037 e nel 2040.

 Non si tratta comunque di una probabilità elevata ma va sottolineato che l'oggetto, sulla base della sua luminosità apparente, ha un diametro dell'ordine dei 200 metri e rientra dunque nella categoria deigli asteroidi potenzialmente pericoloso (PHA), che in caso di collisione su una regione densamente popolata sono capaci di causare gravi danni locali, uccidendo migliaia di persone. Infatti, la potenza distruttiva è stimata in quasi 400 Mton, circa 7 volte quella del più potente ordigno nucleare mai costruito. Anche il sito europeo ESO/NEODyS fornisce stime simili a queste.

TA8 orbit

Orbita e posizione attuale di 2021 TA8 nel sistema solare interno. - Credits: NASA/JPL/SSD

 La figura d'apertura mostra la collocazione dell'evento del 2034 sulla scala di Torino, uno strumento creato per fornire in maniera indicativa al pubblico il livello di pericolosità di un potenziale impattatore. Essa contiene, come si vede, 10 livelli (da 0 a 10) con una crescente combinazione di probabilità e potenza distruttiva. Gli oggetti al livello zero non meritano, di fatto, alcuna reale attenzione mentre quelli al livello 1, pur non essendo seriamente preoccupanti, meritano comunque un "follow-up"; è proprio quello che succederà nelle prossime settimane dato che 2021 TA8 dovrebbe rimanere comunque osservabile per almeno un mese, prima di allontanarsi e diventare prospetticamente troppo vicino al Sole. Il destino più probabile è che queste nuove osservazioni permetteranno di rifinire l'orbita fino al punto in cui la probabilità di collisione con la Terra nel 2034 crollerà praticamente a zero, come è successo già per altri oggetti in passato. Anche nella remota eventualità che ciò non avvenga e che l'impatto sia confermato, il tempo a disposizione dovrebbe essere sufficiente per pianificare una missione spaziale volta a deviarne la traiettoria, qualcosa di simile a quello che dovrà tentare di fare le missioni DART/HERA di NASA/ESA, in partenza il mese prossimo.

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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