Scritto: Sabato, 28 Settembre 2013 20:45 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Le discusse origini della Luna: più giovane del previsto


La Luna è più giovane del previsto, probabilmente tra i 4.4 e 4.45 miliardi di anni e non 4.56 miliardi anni come ritenuto finora.
Questi, i risultati presentati dal professor Richard Carlson del Carnegie Institution di Washington in un incontro sulle origini del nostro satellite, il 23 settembre, alla Royal Society.

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Origini della Luna - grande impatto

Credit: NASA/JPL-Caltech

La Luna è più giovane del previsto, probabilmente tra i 4.4 e 4.45 miliardi di anni e non 4.56 miliardi anni come ritenuto finora.
Questi, i risultati presentati dal professor Richard Carlson del Carnegie Institution di Washington in un incontro sulle origini del nostro satellite, il 23 settembre, alla Royal Society.

La "giovane età" della Luna implica un'origine da impatto di un corpo celeste con la Terra.

Gli scienziati da molto tempo cercano di studiare le rocce della crosta lunare per una datazione.
In passato, ottenere un'età precisa non era cosa facile ma quando la tecnologia è migliorata, le rocce lunari non sembrano avere 4.568 miliardi di anni, ossia l'età esatta dl nostro Sistema Solare, ma piuttosto tra i 4.36 e 4.45 miliardi di anni.
Per la Terra la datazione è ancora meno definita ma comunque tende ad essere inferiore ai 4.5 miliardi di anni.

I modelli attuali prevedono che i pianeti si sono formati abbastanza rapidamente dalla nebulosa planetaria, cioè in un paio di milioni di anni. Ad un tale ritmo gli urti violenti dovevano essere all'ordine del giorno: i planetesimi, cioè gli oggetti massicci pensati essere i precurcursori dei pianeti, dovevano avere a volte orbite caotiche e il riscaldamento causato dal decadimento di elementi radioattivi doveva provocare fusioni su larga scala.

Durante il processo di aggregazione e di fusione, il ferro si concentrava al centro dei planetesimi e la maggior parte degli elementi volatili si muovevano in una sorta di atmosfera. Quando la differenziazione chimica si verificava in un piccolo pianetino e la gravità non era sufficiente a trattenere l'atmosfera, allora questa sfuggiva nello spazio.
La Terra, ad esempio, è molto impoverita in elementi volatili rispetto alla composizione media del Sistema Solare, probabilmente perché è stata formata da planetesimi che avevano già perso le loro atmosfere.

Il Professore Carlson ha usato l'asteroide Vesta come esempio per spiegare l'approccio scientifico adottato per determinare l'età della Luna:
"Se si chiedesse 'quanti anni ha l'asteroide Vesta?' La risposta sarebbe 4.565 ± 0.001 miliardi di anni.
Gli scienziati possono affermare questo perché la fusione globale dell'asteroide Vesta, come dimostrato da un gruppo di meteoriti conosciuti come Eucriti, è accaduta così in fretta che l'età è stata congelata nelle rocce formatesi durante l'evento. Inoltre, non si sono verificati altri significativi fatti geologici da disturbare l'età registrata nelle rocce perché Vesta è troppo piccolo per trattenere calore interno sufficiente per un ulteriore fusione / vulcanismo.
Tuttavia, la stessa domanda riferita alla Terra o alla Luna non ottiene una risposta altrettanto precisa.
La Terra probabilmente ha avuto bisogno di più tempo per crescere fino alla dimensione completa rispetto ad un piccolo asteroide come Vesta ed ogni passo della sua crescita tende a cancellare, o almeno ad offuscare la memoria di eventi precedenti".

Confrontando le età planetarie in questo modo, gli scienziati hanno concluso che la formazione della Luna, che molti credono essere il risultato di un impatto molto grande con la proto-Terra, non si è verificata fino a circa 4.4 - 4.5 miliardi di anni fa. L'impatto gigante fissa l'età della Luna ma ripristinare anche la maggior parte della storia terrestre.

L'età più precisa della crosta lunare, formatasi probabilmente direttamente dall'oceano di magma durante la formazione del nostro satellite, è di 4.360 ± 0.003 miliardi anni.
Negli ultimi dieci anni, sulla Terra sono state trovate due aree la cui età si avvicina a questa data: una in Australia occidentale, l'altra lungo le rive della baia di Hudson in Canada. Quindi, esiste la possibilità che la crosta terrestre che stiamo vedendo ora risalga alla formazione della Luna, dopo il grande impatto

Il Professor Carlson sottolinea:
"Ci sono diverse importanti implicazioni in questa teoria sulla formazione della Luna tardiva, che non sono ancora state elaborate. Per esempio, se la Terra era già differenziata prima del gigantesco impatto, l'impatto avrebbe fatto perdere gran parte della sua atmosfera primordiale?"

Ma ad oggi, Molti scenari rimangono ancora aperti.

Letto: 4837 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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