Scritto: Giovedì, 22 Luglio 2021 05:21 Ultima modifica: Giovedì, 22 Luglio 2021 06:07

Che tempo fa di notte su Venere?


Generalmente, l'assenza di luce solare rende difficile l'imaging ma ora i ricercatori hanno escogitato un modo per utilizzare i sensori infrarossi a bordo della sonda giapponese Akatsuki per rivelare i primi dettagli del tempo notturno di Venere. Il metodo potrebbe essere utilizzato anche per studiare altri pianeti, inclusa la Terra o Marte o i giganti gassosi.

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I tre principali modelli meteorologici su Venere. I ricercatori pensano che la circolazione equatoriale diurna e la circolazione equatoriale notturna scoperta di recente possano alimentare la super-rotazione planetaria che domina la superficie del pianeta. I tre principali modelli meteorologici su Venere. I ricercatori pensano che la circolazione equatoriale diurna e la circolazione equatoriale notturna scoperta di recente possano alimentare la super-rotazione planetaria che domina la superficie del pianeta. Crediti: © 2021 JAXA/Imamura et al.

Terra e Venere hanno molto in comune. Sono simili per dimensioni e massa, sono entrambe all'interno della cosiddetta zona abitabile del Sole (ossia, la fascia all'interno della quale potrebbe esistere l'acqua liquida e forse la vita), entrambe hanno una superficie rocciosa ed un'atmosfera consistente che risente dei cambiamenti metereologici. Pertanto, lo studio del tempo su Venere può effettivamente migliorare anche la comprensione del nostro pianeta.
Per avere un quadro completo, gli scienziati devono osservare il movimento delle nuvole su Venere giorno e notte a determinate lunghezze d'onda della luce infrarossa. Tuttavia, finora le osservazioni sul lato notturno del pianeta erano scarse e molto generalizzate.

La sonda giapponese Venus Climate Orbiter Akatsuki, lanciata nel 2010, ha l'obiettivo di osservare Venere e il suo sistema meteorologico utilizzando una varietà di strumenti di bordo. La sua missione non è andata sempre liscia e ha richiesto uno stravolgimento dei piani iniziali. Ma, nonostante tutto ha ottenuto grandi risultati scientifici e osservato fenomeni mai visti prima.
Uno dei punti di forza della sonda è la termocamera a infrarossi. Questo strumento da solo non è in grado di rilevare i dettagli sul lato notturno di Venere ma ha fornito ai ricercatori lo spunto di cui avevano bisogno.

"I modelli di nuvole su piccola scala nelle immagini dirette sono deboli e spesso indistinguibili dal rumore di fondo", ha affermato il professor Takeshi Imamura della Graduate School of Frontier Sciences dell'Università di Tokyo. "Per vedere i dettagli, dovevamo sopprimere il rumore. In astronomia e scienze planetarie, è comune combinare le immagini a tale scopo, poiché le caratteristiche reali all'interno di una pila di immagini simili nascondono rapidamente il rumore. Tuttavia, Venere è un caso speciale in quanto l'intero sistema meteorologico ruota molto rapidamente, quindi abbiamo dovuto compensare questo movimento, noto come super-rotazione, al fine di evidenziare formazioni interessanti per lo studio. Il dottorando Kiichi Fukuya ha sviluppato una tecnica per superare questa difficoltà".

venere lato notturno

Le firme termiche delle nubi venusiane sul lato notturno del pianeta, riprese dalla sonda Akatsuki.
Crediti: 2021 Imamura et al.

La super rotazione è un fenomeno meteorologico significativo che, per fortuna, non abbiamo sulla Terra. Venere ruota molto lentamente, impiegando ben 243 giorni terrestri per compiere un giro completo attorno al proprio asse ma all'equatore del pianeta la sua atmosfera ruota da est ad ovest 60 volte più velocemente. Imamura e il suo team esplorano i meccanismi che sostengono questo fenomeno e ritengono che il meteo sul lato notturno venusiano di notte possa aiutare a spiegarlo.

"Siamo stati  finalmente in grado di osservare i venti nord-sud, noti come circolazione meridionale, di notte. Ciò che sorprende è che corrono nella direzione opposta ai loro omologhi diurni", ha detto Imamura. "Un cambiamento così drammatico non può verificarsi senza conseguenze significative. Questa osservazione potrebbe aiutarci a costruire modelli più accurati del sistema meteorologico venusiano che, si spera, risolveranno alcune domande di vecchia data senza risposta sul clima venusiano e probabilmente anche sul clima terrestre".

La NASA tornerà presto a studiare il pianeta con le missioni DAVINCI+ e VERITAS e l'ESA con EnVision. Queste due sonde, combinate con le capacità di osservazione di Akatsuki, forniranno nuovi importanti indizi.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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