Scritto: Mercoledì, 05 Maggio 2021 05:21 Ultima modifica: Mercoledì, 05 Maggio 2021 06:20

Parker ha rilevato le emissioni radio della ionosfera di Venere


Il segnale radio naturale è stato rilevato dalla sonda della NASA Parker mentre attraversava l'atmosfera superiore del pianeta.

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Parker ha rilevato le emissioni radio della ionosfera di Venere Crediti: NASA/Johns Hopkins APL/Naval Research Laboratory/Guillermo Stenborg and Brendan Gallagher - Processing Elisabetta Bonora / Marco Faccin / aliveuniverse.today

Questa è stata la prima misurazione diretta dell'atmosfera venusiana in quasi 30 anni e mostra come l'alta atmosfera subisce cambiamenti importanti durante il ciclo solare

Definito il “gemello della Terra” perché con il nostro pianeta deve aver condiviso la composizione iniziale e grandi quantità d’acqua, per massa e dimensioni simili, oggi Venere è un mondo completamente diverso ed inospitale. Le strade si divisero alla nascita. Venere è priva di campo magnetico e le temperature in superficie raggiungono i 465 gradi Celsius, ha un’atmosfera di anidride carbonica che genera un imponente effetto serra e nubi di acido solforico. Ma studiare Venere aiuta gli scienziati a capire come si sono evoluti questi mondi gemelli e cosa rende i pianeti simili alla Terra abitabili o meno.

L'11 luglio 2020, Parker ha eseguito il terzo fly-by attorno al pianeta, scattando la foto in apertura. Ogni sorvolo è progettato per sfruttare la gravità di Venere e spingere la sonda sempre più vicino al Sole. Nel momento del massimo avvicinamento, Parker è passata a soli 833 chilometri dalla superficie del pianeta. "Ero così entusiasta di avere nuovi dati da Venere", ha detto Glyn Collison del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, autore principale dello studio pubblicato su Geophysical Research Letters. Esperto di Venere, Collinson ha esaminato più volte tutti i dati disponibili sul pianeta, da missioni passate come il Pioneer Venus Orbiter della NASA e il Venus Express dell'ESA. Ma quando Parker ha sfiorato l'atmosfera di Venere, il suo strumento FIELDS, progettato per misurare i campi magnetici nella corona solare, ha rilevato un segnale radio naturale a bassa frequenza.

"La forma e la forza del segnale sembravano familiari ma non riuscì ad identificarlo", ha detto Collinson. "Poi il giorno dopo, mi sono svegliato e ho pensato, 'Oh mio Dio, so di cosa si tratta!'.
Collinson si era ricordato di aver già visto qualcosa di simile lavorando sui dati della sonda Galileo che ha esplorato Giove e le sue lune prima nel 2003. Un segnale analogo appariva ogni volta che la sonda passava attraverso le ionosfere delle lune di Giove.

Come la Terra, Venere ha uno strato di gas caricato elettricamente al bordo superiore della sua atmosfera, chiamato ionosfera. Questo plasma emette naturalmente onde radio che possono essere rilevate da strumenti come FIELDS. Quando Collinson ed il suo team hanno identificato quel segnale, hanno ricevuto la conferma che Parker Solar Probe aveva sfiorato l'atmosfera superiore del pianeta durante il fly-by.

 

La densità della ionosfera di Venere

I ricercatori hanno utilizzato questa emissione radio per calcolare la densità della ionosfera attraversata da Parker. Misurazioni dirette precedenti dirette erano state ottenute dal Pioneer Venus Orbiter nel 1992, quando il Sole era vicino al massimo solare. Negli anni seguenti, le osservazioni con i telescopi terrestri suggerivano grandi cambiamenti mentre il Sole andava verso il minimo: la ionosfera, che si trova nella parte superiore, dove i gas possono fuoriuscire nello spazio, era molto più sottile. Ma senza prove dirette era impossibile confermare questo comportamento. I dati dal recente sorvolo di Parker Solar Probe, avvenuto sei mesi dopo l'ultimo minimo solare, confermano l'andamento.
"Quando più missioni confermano lo stesso risultato, una dopo l'altra, ciò ti dà molta fiducia che l'assottigliamento sia reale", ha detto Robin Ramstad, coautore dello studio e ricercatore post-dottorato presso il Laboratorio di Atmosfera e Spazio Fisica presso l'Università del Colorado, Boulder.

Questi risultati ci aiuteranno a comprendere meglio come Venere risponde al Sole e questo, a sua volta, aiuterà i ricercatori a stabilire come il pianeta una volta simile al nostro, sia diventato il mondo difficile che conosciamo oggi. La raccolta di dati su questo e altri cambiamenti nella ionosfera è la chiave per capire come l'atmosfera di Venere si è evoluta nel tempo.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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