La possibile presenza di ghiacciai su Marte fu studiata fin dagli anni '70, utilizzando immagini satellitari del programma Viking della NASA. Gli scienziati erano incuriositi dalle increspature e dai flussi apparenti diffusi sulla superficie marziana, cautamente definiti "viscous flow features" (letteralmente, "caratteristiche di flusso viscoso"), molti con peculiarità simili a quelle moreniche dei paesaggi glaciali terrestri.

Il nuovo studio, guidato da Sharon Hibbard dell'Università dell'Ontario, indaga queste aspetti alle basse e medie latitudini in Arcadia Planitia, mappando in modo esaustivo dozzine di dettagli superficiali probabilmente prodotti dai ghiacciai sotterranei marziani fatti di ghiaccio d'acqua.

Durante il processo di mappatura, il team ha trovato qualcosa di inaspettato: la prova di un flusso ghiacciato in una regione pianeggiante dell'Arcadia Planitia, in un'area isolata da scogliere o pendii. Qui, le evidenze sono rafforzate da "depositi di detriti lobati e dal riempimento della valle", si legge nel documento. Questo tipo di caratteristiche non sono diffuse nelle pianure di Marte. La maggior parte delle tracce superficiali potenzialmente legate ai ghiacciai sotterranei si trovano sui pendii, dove la gravità può teoricamente invitare il ghiaccio a scivolare verso il basso.

In questi decenni di esplorazione ulteriori osservazioni hanno confermato la presenza di depositi ghiacciati, probabilmente di ghiaccio d'acqua, sotto la superficie del Pianeta Rosso, ricoperti da uno strato più o meno consistente di detriti. Questi farebbero da cuscinetto protettivo evitando all'acqua di sublimare, alle condizioni di temperatura e pressione marziane. D'altra parte, la presenza di ghiaccio d'acqua sotto la superficie è stata definitivamente confermata nel 2008 dal lander Phoenix.

Il ghiaccio d'acqua nascosto sotto le pianure dell'Arcadia è stato misurato direttamente dal radar di Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. I dati hanno mostrato che inizia a pochi centimetri sotto lo strato superficiale di polvere e si estende verso il basso fino a una profondità media di 38 metri.

 

Cosa fa scorrere i ghiacciai di Marte?

Cercare l'origine del movimento alla base di un ghiacciaio sotto la superficie di un pianeta a centinaia di milioni idi chilometri di distanza, non è un compito semplice. Ma, fortunatamente Hibbard e la sua squadra hanno trovato qualcosa di molto simile sulla Terra, nella geomorfologia creata dalle correnti di ghiaccio in Antartide. Questi sono dei flussi veloci all'interno della calotta glaciale che scaricano ghiaccio e sedimenti, scorrendo ordini di grandezza più velocemente rispetto al ghiaccio circostante.

Sebbene il meccanismo alla base del fenomeno non sia pienamente compreso neppure sulla Terra, i ricercatori concordano che la topografia del sottosuolo e lo scioglimento sul fondo della calotta glaciale possono entrambe svolgere un ruolo cruciale. Secondo Hibbard, i ghiacciai si muovevano in Arcadia Planitia quando l'asse di rotazione del pianeta aveva una diversa inclinazione (a differenza della Terra, l'inclinazione di Marte cambia sostanzialmente su scale temporali da centinaia di migliaia a milioni di anni). Ma, da allora, il ghiaccio ha smesso di scorrere accumulando detriti e diventando un flusso di ghiaccio stagnante.

Il ghiaccio d'acqua in questa regione sarebbe davvero una risorsa importate a portata di mano per i futuri coloni. Arcadia Planitia offrirebbe anche temperature più miti rispetto ad altre zone di Marte e una maggiore disponibilità annua di energia solare. Ora, dobbiamo solo aspettare che arrivi Mark Watney con la spedizione Ares 3 a coltivare patate!