Aggiornamento. In data 4 maggio 2021, l'oggetto è stato escluso dalla lista dei possibili impattatori della Terra! Infatti, è stato possibile rintracciarlo in vecchie immagini collezionate prima e dopo la sua scoperta, per un totale di 29 osservazioni dal 2009 al 2019; questo ha permesso di stabilire che, come si accennava già a fine articolo, 2014 ES57 è in realtà un troiano di Giove, che non penetra mai nel sistema solare interno (a=5,26 au, e=0,088); anche le sue dimensioni sono state riviste verso il basso e adesso vengono stimate in circa 3,5 km di diametro. 

 Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo: meno di un mese fa, grazie a nuove osservazioni, si è potuto escludere un possibile impatto con il celebre asteroide Apophis per oltre un secolo e adesso una nuova minaccia si profila all'orizzonte, stavolta da parte di un oggetto molto più grande ma sul quale si sa veramente poco.

 Stiamo parlando di 2014 ES57, scoperto a fine febbraio del 2014, osservato per soli 3 giorni e da allora perso di vista; in pratica, le uniche informazioni che mi è stato possibile reperire in rete sono quelle riportate sul sito NASA/cneos, mentre il corrispondente sito europeo NEODyS non accenna ad esso, almeno per ora. In realtà, fino a un paio di giorni fa, questo asteroide non risultava tra i potenziali impattatori neanche nel sito americano. Poi, a quanto pare, il JPL ha ricalcolato la sua orbita sulla base di 10 osservazioni nell'arco di neanche 3 giorni. L'orbita risultante è illustrata nella tabella di seguito e anche nella figura di apertura.

2014 ES57 elements

Credits: SSDS/JPL/NASA

  Come si vede, c'è una grande incertezza specialmente sul valore di eccentricità e di distanza al perielio; di conseguenza, l'orbita effettiva potrebbe essere molto diversa da quella nominale, addirittura il perielio potrebbe trovarsi oltre l'orbita di Marte e quindi la reale traiettoria potrebbe non intercettare affatto quella terrestre, annullando ogni possibilità di impatto. Il motivo di tutta questa incertezza è legato al numero limitato di osservazioni fatte e al ristretto intervallo temporale in cui sono state eseguite. A sfavorire la conoscenza dell'orbita ha contribuito anche la grande distanza dell'oggetto al momento della scoperta, oltre l'orbita di Giove; la configurazione era in effetti molto simile a quella mostrata nella figura di apertura dato che, da allora, è trascorso un periodo di tempo pari al periodo di rivoluzione nominale.

 Di seguito, vediamo una visualizzazione dell'andamento di distanza e magnitudine apparente dell'oggetto visto da Terra, sempre assumendo per buona l'orbita nominale. Le due linee verticali indicano il momento della scoperta/osservazione (in verde) e il momento attuale; come si vede, ci sono stati altri periodi molto più favorevoli all'osservazione, specialmente in prossimità del perielio a inizio 2018, quando l'oggetto si è avvicinato al Sole diventando decisamente più luminoso; questo succederà di nuovo nel 2026, quando 2014 ES57 sarà particolarmente vicino alla Terra e sfiorerà la magnitudine apparente m=12, il che lo renderebbe individuabile persino attraverso un piccolo strumento amatoriale; a questa situazione si riferisce anche la figura immediatamente sotto al grafico.

2014 ES57 distanza magnitudine

Distanza (in blu) e magnitudine (in rosa) di 2014 ES57; la modulazione a lungo termine è effetto della rivoluzione sull'orbita allungata dell'oggetto, quella più rapida è l'effetto della rivoluzione terrestre. - data source: NASA/JPL/cneos - Processing/Plot: Marco Di Lorenzo

2014 ES57 CA

La configurazione del 20/6/26, quando 2014 ES57 sarà alla minima distanza da Terra. - Credits: SSDS/JPL/NASA

 Tutta questa incertezza, naturalmente, si riflette sulla nostra capacità di prevedere l'effettiva posizione attuale di 2014 ES57 e i suoi possibili incontri ravvicinati o impatti con la Terra. Tra le innumerevoli soluzioni possibili testate al JPL e compatibili con le poche osservazioni di 8 anni fa, una porta l'oggetto talmente vicino alla Terra da costituire una possibile minaccia. Si è così stimato che c'è una possibilità su 900 milioni (!) che, il 12/10/2059, l'asteroide colpisca effettivamente il nostro pianeta. Se lo facesse davvero, avendo un diametro stimato di oltre 7 km e una velocità di impatto stimata in 18,5 km/s, potrebbe liberare una energia di 22 milioni di Megatoni, causando una catastrofe globale simile a quella che, 65 milioni di anni fa, causò l'estinzione dei dinosauri! Il seguente grafico mostra come tale energia venga mitigata dalla probabilità bassissima ma, nonostante ciò, si tratta dell'evento potenzialmente più pericoloso nei prossimi 50 anni.

NEO asteroidi Iplot0417e

Il fattore di rischio (prodotto della probabilità per la potenza di impatto) per i potenziali eventi nei prossimi 50 anni; il possibile impatto di 2014 ES57 è cerchiato in rosso - Data source: NASA/JPL/cneos - Processing/Plot: Marco Di Lorenzo

 Non è certamente il caso di cedere ai soliti allarmismi, ma l'eventualità è sicuramente da tenere in considerazione perchè, per quanto improbabile, potrebbe avere conseguenze apocalittiche. A questo punto, ho fatto una piccola indagine suppletiva sottoponendo la questione ad una comunità di esperti professionisti e non, la "Minor Planet Mailing List" (MPML). In particolare, tra coloro che hanno risposto, Rob Seaman della Catalina Sky Survey fa notare che ci sono evidenti incongruenze temporali tra le diverse osservazioni fatte e questo fa sospettare l'esistenza di una errata associazione tra le tracce registrate presso i due osservatori coinvolti, Pan-STARRS and DECam; i dati risulterebbero compatibili con due diversi tipi di orbita, uno è effettivamente quella di un oggetto che incrocia l'orbita terrestre (Earth-crosser), l'altra è quella tipica di un asteroide troiano. Larry Wasserman, del Lowell Observatory, ha fatto notare che, anche se le osservazioni sono compatibili con la presenza di un unico oggetto con un'orbita simile a quella calcolata dal JPL, non ha semplicemente senso estrapolare tale orbita nel futuro di 45 anni perchè le incertezze si propagano amplificandosi e, a quel punto, l'oggetto potrebbe trovarsi in qualsiasi posto del cielo se osservato da Terra (cosa peraltro deducibile anche dal "condition code" pari a 9).

 A questo punto, attendiamo ulteriori sviluppi, anche se è improbabile che l'oggetto venga realmente ri-scoperto o ripescato da precedenti osservazioni; in ogni caso, il fatto che non sia stato osservato 3 anni fa, quando le condizioni erano favorevoli, indica di per sé che l'orbita nominale è probabilmente errata e che forse si tratta davvero di un troiano di Giove che non pone alcun pericolo.