Scritto: Giovedì, 08 Aprile 2021 05:19 Ultima modifica: Giovedì, 08 Aprile 2021 06:12

Marte: un lago alimentato dai ghiacciai


In un recente studio, guidato dalla Brown University, lo studente Ben Boatwright descrive un cratere di Marte senza nome che mostra evidenti tracce di antichi ruscelli e stagni ma alcun segno di immissari o di acque sotterranee in risalita. Ma allora, da dove arrivava l'acqua?

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Creste rialzate che attraversano il pavimento di un cratere marziano. Creste rialzate che attraversano il pavimento di un cratere marziano. Crediti: NASA

Secondo il team, il lago sarebbe stato alimentato dal deflusso da un ghiacciaio marziano perduto da tempo.

Il tipo di lago descritto in questo studio, pubblicato sulla rivista Planetary Science Journal, differisce nettamente dagli altri laghi da cratere di Marte, come quelli del Gale e del Jezero che la NASA sta attualmente esplorando con Curiosity e Perseverance rispettivamente. "Questo è un tipo di sistema idrologico su Marte precedentemente non riconosciuto", ha detto Boatwright. "Nei sistemi lacustri caratterizzati finora, vediamo prove di drenaggio proveniente dall'esterno del cratere, che sfonda la parete del cratere stesso e in alcuni casi scorre dall'altra parte. Ma non è quello che è accaduto qui. Tutto si è svolto all'interno del cratere e questo è molto diverso da quello che è stato descritto finora".

Questo cratere fornisce importanti indizi sul clima primordiale del pianeta. Secondo il team, non c'è dubbio che un tempo Marte fosse più caldo ed umido del ghiacciato deserto che vediamo oggi ma non è chiaro se abbia avuto un clima simile alla Terra con acqua in superficie per millenni, o se sia stato per lo più freddo e ghiacciato con fugaci periodi di calore e scioglimento. "Le simulazioni climatiche per il primo Marte suggeriscono che le temperature raramente raggiunsero picchi sopra lo zero ma le prove geologiche per condizioni fredde e ghiacciate sono state scarse", ha detto Boatwright. Questo è un nuovo tassello che potrebbe cambiare le carte in tavola.

"Lo scenario freddo e ghiacciato è stato in gran parte teorico, qualcosa che deriva dai modelli climatici", ha detto Boatwright. "Ma le prove della glaciazione che vediamo qui aiutano a colmare il divario tra teoria e osservazione. Penso che questo sia davvero un grande risultato".

Boatwright è stato in grado di mappare i dettagli del sistema lacustre del cratere utilizzando le immagini ad alta risoluzione scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Le foto hanno mostrato la firma rivelatrice di antichi corsi d'acqua chiamati canali fluviali invertiti, cioè canali in cui la topografia ha invertito la sua elevazione.
Quando l'acqua scorre, erode e deposita sedimenti. Quando questi si fermano in punto e continuano ad interagire con l'acqua stessa, possono formare minerali più duri della roccia circostante. Quindi, nel corso di milioni di anni, la roccia (più debole) viene erosa mentre i canali mineralizzati rimangono come creste rialzate che attraversano il paesaggio. Queste caratteristiche, insieme ai depositi di sedimenti e all'aspetto del litorale, mostrano chiaramente dove l'acqua scorreva e si accumulava sul fondo del cratere. Ma senza alcun segno di un canale di ingresso con cui l'acqua è entrata, "la domanda è: come sono arrivati questi qui?"', ha detto Boatwright.

lago marte ghiacciaio

La mappa dei punti in cui l'acqua scorreva e si accumulava all'interno del cratere.
Crediti: Brown University

Ben ed il collega Jim Head della Brown University hanno escluso l'attività delle acque sotterranee  perché il cratere è privo dei canali caratteristici che si formano in questi casi. Questi, di solito, appaiono corti, tozzi e privi di affluenti, completamente l'opposto delle reti fitte e ramificate di canali invertiti osservati nel cratere. Un attento esame del bacino ha anche rivelato una serie distinta di creste che sono rivolte verso l'alto e verso la parete del bordo. Dettagli che sono coerenti con le creste che si formano dove termina un ghiacciaio e deposita cumuli di detriti rocciosi.

Ricerche successive hanno dimostrato che questo cratere non è l'unico nel suo genere. Alla Lunar and Planetary Science Conference di quest'anno, Boatwright ha presentato una ricerca in cui sono stati identificati più di 40 crateri su Marte che sembrano avere caratteristiche correlate. "Abbiamo questi modelli che ci dicono che il primo Marte era freddo e ghiacciato ed ora abbiamo alcune prove geologiche davvero convincenti che li confermano", ha commentato Head. "Non solo, questo cratere fornisce i criteri di cui abbiamo bisogno per iniziare a cercare ancora più prove per testare questa ipotesi, il che è davvero eccitante".

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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