Scritto: Mercoledì, 31 Marzo 2021 05:14 Ultima modifica: Mercoledì, 31 Marzo 2021 06:20

La 2I/Borisov incontaminata


Secondo gli astronomi la cometa interstellare 2I/Borisov potrebbe non essere mai passata vicino ad una stella e ciò la rende l'oggetto più incontaminato mai osservato.

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Questa immagine è stata scattata con lo strumento FORS2 sul Very Large Telescope dell'ESO alla fine del 2019, quando la cometa 2I / Borisov è passata vicino al Sole. Questa immagine è stata scattata con lo strumento FORS2 sul Very Large Telescope dell'ESO alla fine del 2019, quando la cometa 2I / Borisov è passata vicino al Sole. Crediti: ESO/O. Hainaut

La scoperta arriva grazie alle osservazioni effettuate con il con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO (European Southern Observatory o Osservatorio Europeo Australe).
"2I/Borisov potrebbe rappresentare la prima cometa veramente incontaminata mai osservata", ha affermato nella press release Stefano Bagnulo dell'Osservatorio e Planetario di Armagh, Regno Unito, che ha guidato il nuovo studio pubblicato su Nature Communications. Il team ritiene che la cometa non sia mai avvicinata ad una stella nel suo errare spaziale, prima di passare vicino al Sole nel 2019. Una condizione che la rende una rara reliquia della nuvola di gas e polvere in cui si è formata.

 

2I/Borisov

2I/Borisov è il secondo visitatore interstellare conosciuto del nostro Sistema Solare (dopo 'Oumuamua).
È stata scoperta dall'astronomo dilettante Gennady Borisov nell'agosto 2019, quando si trovava a circa 3,75 unità astronomiche dalla Terra (3,05 dal Sole) ed alcune settimane più tardi, con l'accumularsi delle osservazioni, venne confermato che l'oggetto proveniva dall'esterno del Sistema Solare.

Bagnulo e colleghi hanno utilizzato lo strumento FORS2 installato sul VLT dell'ESO, per studiare 2I/Borisov in dettaglio con una tecnica chiamata polarimetria, utilizzata normalmente per osservare le comete ed altri piccoli corpi del nostro Sistema Solare.
La luce diventa polarizzata, per esempio, quando passa attraverso determinati filtri, come le lenti degli occhiali da sole polarizzati, ma anche il materiale di cui sono composte le comete. Studiando le proprietà della luce solare polarizzata dalla polvere di una cometa, i ricercatori possono ottenere informazioni sulla fisica e la chimica dell'oggetto. Quindi, è stato possibile confrontare i dati ottenuti per 2I/Borisov con quelli delle altre comete nostrane.

 

Più Incontaminata di Hale-Bopp

Il teram ha scoperto che 2I/Borisov ha proprietà polarimetriche distinte da quelle delle comete del Sistema Solare, con l'eccezione di Hale-Bopp. Questa cometa è ben nota al pubblico ed è stata al centro dell'attenzione mediatica negli anni '90 perché è facilmente visibile ad occhio nudo e anche perché è una delle comete più incontaminate che gli astronomi avessero mai visto. Prima del suo passaggio più recente, si pensa che Hale-Bopp si sia avvicinata al Sole solo una volta e quindi sia stata influenzata solo marginalmente dal vento e dalle radiazioni solari. La sua composizione deve mantenere ancora le caratteristiche della nuvola di gas e polveri in cui si è formata, circa 4,5 miliardi di anni fa insieme al nostro Sistema Solare.

Analizzando la polarizzazione ed il colore di 2I/Borisov per raccogliere indizi sulla sua composizione, gli astronomi hanno concluso che la cometa interstellare è in realtà ancora più incontaminato di Hale-Bopp. 

"Il fatto che le due comete siano notevolmente simili suggerisce che l'ambiente in cui ha avuto origine 2I/Borisov non è così diverso per composizione dall'ambiente originario del Sistema Solare", ha detto Alberto Cellino, dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino, coautore dello studio.

Olivier Hainaut, un astronomo dell'ESO in Germania che studia le comete e altri oggetti vicini alla Terra ma non è coinvolto in questa ricerca, ha concordato: "Il risultato principale - che 2I/Borisov è diversa da qualsiasi altra cometa eccetto Hale-Bopp - è molto forte. È molto plausibile che si siano formate in condizioni molto simili".

"L'arrivo di 2I/Borisov dallo spazio interstellare ha rappresentato la prima opportunità per studiare la composizione di una cometa da un altro sistema planetario e verificare se il materiale che proviene da questa cometa è in qualche modo diverso dalla nostra varietà nativa", ha spiegato Ludmilla Kolokolova, del Università del Maryland negli Stati Uniti, che ha collaborato nello studio.

Bagnulo spera che gli astronomi avranno un'altra opportunità, ancora migliore, per studiare in dettaglio una cometa errante prima della fine del decennio. "L'ESA ha in programma di lanciare Comet Interceptor nel 2029, che avrà la capacità di raggiungere un altro oggetto interstellare in visita, se ne verrà scoperto uno su una traiettoria adeguata", ha detto

 

Una chioma di ciottoli

Parallelamente, un altro team ha studiato la composizione della cometa con l'ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array).

La squadra ha scoperto che la chioma di 2I/Borisov contiene ciottoli compatti, granelli di circa un millimetro o più grandi, mentre la quantità relativa di monossido di carbonio e acqua nella cometa cambiava drasticamente man mano che si avvicinava al Sole.

Guidata da Bin Yang, astronomo dell'ESO in Cile, gli scienziati ritengono che l'oggetto deve aver raccolto i materiali originati in punti diversi del suo sistema planetario, dove la materia potrebbe essere stata pesantemente mescolata dalla gravità di pianeti giganti

Questa ricerca è stata pubblicata su Nature Astronomy.

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Letto: 66 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 31 Marzo 2021 06:20

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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