Encelado è solo il sesto tra i satelliti naturali di Saturno in termini di dimensioni ma, insieme a Titano, si contende il primo posto come "luna più interessante".
La sonda della NASA Cassini ci passò vicino per la prima volta il 17 febbraio 2005, rilevando qualcosa di strano. Il magnetometro MAG mostrò che il campo magnetico del pianeta veniva disturbato in prossimità del polo sud di Encelado da interazioni simili a quelle che si verificherebbero con una cometa. La scoperta di possibili geyser ebbe un impatto incredibile sull'intera missione e richiese un urgente revisione delle traiettorie della sonda per massimizzare gli incontro con la luna (per un approfondimento si rimanda al mio libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno"). Nei sorvoli successivi, la Cassini raccolse  prove inconfutabili dell'ocenao sotterraneo globale e dei potenti geyser che fuoriescono dalle profonde fessure chiamate tiger stripes ("strisce della tigre"), campionando perfino i getti di vapore acqueo, sali, sostanze organiche ed altri elementi.

Encelado è l'unico altro luogo del Sistema Solare. oltre alla Terra, in cui abbiamo prove tangibili della presenza di acqua allo stato liquido ma sono diversi i mondi che, attraverso prove indirette, dimostrano di avere un oceano nascosto.

 

Oceano alieno

L'oceano di Encelado è molto diverso da quello terrestre. Sul nostro pianeta è relativamente poco profondo (ha una profondità media di 3,6 km), è più caldo in superficie dove l'acqua è riscaldata dalla luce del Sole e più freddo negli abissi ed è caratterizzato da correnti influenzate dai venti. L'oceano di Encelado, invece, è completamente sotterraneo. È profondo almeno 30 chilometri, è più freddo vicino al guscio ma è probabilmente riscaldato sul fondale dal calore del nucleo della luna. Tuttavia, nonostante tante differenze, secondo una recente ricerca, potrebbe sviluppare delle correnti oceaniche simili a quelle terrestre.

Lo studio, guidato da Ana Lobo della Caltech e pubblicato su Nature Geoscience, parte dal presupposto che sia l'oceano di Encelado che quello terrestre sono salati e proprio le variazioni di salinità sarebbero il motore della circolazione oceanica sulla luna di Saturno, proprio come succede nell'Oceano Meridionale della Terra, che circonda l'Antartide. Il lavoro si basa sulle misurazioni della Cassini e sulla ricerca di Andrew Thompson, professore di scienze ambientali e ingegneria, che ha studiato il modo in cui il ghiaccio e l'acqua interagiscono e guidano la miscelazione nei mari intorno al polo sud terrestre.

Le misurazioni gravitazionali e i calcoli sul calore interno della luna basati sui dati della Cassini, avevano già rivelato che il guscio ghiacciato è più sottile ai poli che all'equatore. Secondo Thompson, questa condizione è probabilmente associata allo scioglimento del ghiaccio sui poli e al congelamento dello stesso nelle regioni equatoriali a formare uno strato più spesso. Ciò influisce sulle correnti oceaniche perché quando l'acqua salata gela, rilascia i sali che rendono l'acqua circostante più pesante e facendola "affondare". L'opposto accade nelle regioni di fusione.

Un modello computerizzato, basato sugli studi di Thompson sull'Antartide, suggerisce che le regioni di congelamento e scioglimento, identificate dalla struttura del ghiaccio, sarebbero collegate dalle correnti oceaniche. Ciò creerebbe una circolazione dal polo all'equatore che influenza la distribuzione del calore e dei nutrienti.

circulation ocean world

Crediti: Courtesy of NASA/JPL-Caltech/Southwest Research Institute

 

Implicazioni per la vita

Quasi contemporaneamente a questa ricerca, lo scienziato planetario Alan Stern del Southwest Research Institute ha presentato un approfondimento sui mondi oceanici durante la 52a Planetary Science Conference (LPSC 52). Secondo Stern, la quantità di mondi con oceani sommersi (che lui stesso definisce mondi !WOW, con un chiaro riferimento al famoso segnale radio) presenti noti nel nostro Sistema Solare (Europa, Titano, Encelado, Plutone e forse anche Cerere ed altri) suggerisce che "potrebbero essere prevalenti anche in altri sistemi stellari, espandendo enormemente le condizioni per l'abitabilità planetaria e la sopravvivenza biologica nel tempo". D'altra parte, i mondi come la Terra, con gli oceani superficiali, sono soggetti a molti tipi di minacce per la vita, che vanno dagli impatti di asteroidi e comete, ai brillamenti stellari con radiazioni pericolose, alle esplosioni di supernove vicine e altro ancora, dice Stern. I mondi con oceani sotterranei, invece, sono impermeabili a tali minacce perché i loro mari rimangono protetti da un tetto di ghiaccio e roccia, tipicamente spesso diverse decine di chilometri: "I mondi oceanici con acque interne sono più adatti a fornire molti tipi di stabilità ambientale e hanno meno probabilità di subire minacce alla vita dalla loro stessa atmosfera, dalla loro stella, dal loro sistema solare e dalla galassia, rispetto a mondi come la Terra". E, se  questi in mondi ci fosse la vita, sottolinea Stern, sarebbe nascosta alla nostra vista perché non saremmo in grado di rilevarla con nessuna delle tecniche astronomiche attualmente utilizzate.

"Se tali mondi sono le dimore predominanti della vita nella galassia e se in essi sorge la vita intelligente - entrambe grandi se", ha detto "allora questi IWOW possono anche aiutare a decifrare il cosiddetto paradosso di Fermi". Presentato dal premio Nobel Enrico Fermi all'inizio degli anni '60, il paradosso di Fermi si domanda perché non vediamo prove evidenti della vita se è prevalente in tutto l'universo.

D'altra parte, comprendere meglio cosa succede sotto i gusci ghiacciati di pianeti e lune, può indicarci come e dove cercare la vita:
anche su Encelado, "capire quali regioni del sottosuolo oceanico potrebbero essere le più ospitali, potrebbe essere di aiuto per focalizzare gli sforzi nella ricerca di segni di vita come la conosciamo", ha commentato Thompson.