Scritto: Domenica, 07 Febbraio 2021 07:26 Ultima modifica: Domenica, 07 Febbraio 2021 08:25

MESSENGER osservò un meteoroide colpire Mercurio


La sonda della NASA MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging) potrebbe aver ripreso un impatto su Mercurio nel 2013.

Rate this item
(1 Vote)
Illustrazione artistica dell'impatto di un meteoroide osservato da MESSENGER. Illustrazione artistica dell'impatto di un meteoroide osservato da MESSENGER. Crediti: Jacek Zmarz

Meteoroidi che colpiscono la Luna vengono osservati di continuo, così come è piuttosto ampia la casistica delle collisioni registrate su Giove, ad iniziare dalla famosa cometa Shoemaker-Levy 9 che impattò sul gigante gassoso nel 1994. Tuttavia, collisioni in diretta su altri mondi rocciosi finora non erano mai state osservate.
Adesso, gli scienziati hanno trovato le prove di un meteoride che colpì Mercurio, conservate negli archivi della missione MESSEGER. Sebbene non si tratti di documentazione fotografica capace di fugare ogni dubbio, i dati mostrano come l'evento abbia influenzato la sottile atmosfera del pianeta.

"È semplicemente incredibile che MESSENGER abbia potuto assistere a questo evento", ha detto Jamie Jasinski, fisico spaziale presso il Jet Propulsion Laboratory e autore principale dello studio pubblicato su Nature Commmunications.. "Questi dati giocano un ruolo davvero importante nell'aiutarci a capire in che modo gli impatti dei meteoroidi apportano materiale all'esosfera di Mercurio".

Mercurio ha un'atmosfera molto sottile con una pressione che è un quadrilionesimo di quella percepita al livello del mare sulla Terra. Questa leggera esosfera si forma sul lato del pianeta rivolto al Sole, dalla decomposizione del materiale sulla superficie. Gli scienziati ritengono che gli impatti dei meteoroidi, in parte, siano responsabili dell'apporto di tale materiale nell'atmosfera.

La strana anomalia è stata scovata nei dati di archivio: il 21 dicembre 2013, il Fast Imaging Plasma Spectrometer (FIPS) di MESSENGER vide un numero insolitamente elevato di ioni di sodio e silicio soffiare nel vento solare del Sole, le particelle ad alta energia che fuoriescono dal Sole. Stranamente, queste particelle viaggiavano in un fascio stretto, quasi tutte nella stessa direzione e alla stessa velocità. Utilizzando la velocità e la direzione delle particelle, i ricercatori hanno "riavvolto il nastro", rintracciandone la fonte: provenivano da un denso pennacchio che si estendeva nello spazio per oltre 5.000 chilometri, esploso dalla superficie di Mercurio.

Secondo le stime ed in base ai modelli computerizzati, il meteoroide doveva essere lungo poco più di un metro.

Prima della missione, gli scienziati si aspettavano che la sonda catturasse fino a due impatti all'anno durante i suoi quattro anni in orbita. Tuttavia, nessuno è mai stato registrato nelle immagini dal 2011 al 2015.
"Questo dimostra quanto è difficile avere un veicolo spaziale nel posto giusto e nel momento giusto", ha commentato il coautore dello studio Leonardo Regoli, del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, dove la sonda era stata costruita. Forse, BepiColombo, che arriverà su Mercurio nel 2025, avrà maggior fortuna.

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 111 volta/e Ultima modifica Domenica, 07 Febbraio 2021 08:25

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi...

StatisticaMENTE

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 4 Marzo [updated on March, ...

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 3 Marzo [Last update:&...

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte (aggior...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 28/2/21 - Sol 802] - Mete...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 28 febbraio [Last upda...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

Hot! (aggiornato il 27/01/21). Le manovre del...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista