Scritto: Giovedì, 04 Febbraio 2021 19:53 Ultima modifica: Venerdì, 05 Febbraio 2021 11:03

Ultimo saluto da 2020 SO


 La luna temporanea della Terra, di fatto un detrito spaziale degli anni '60, ha effettuato in questi giorni il suo ultimo perigeo e si accinge a tornare in orbita solare.

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Traiettoria geocentrica di 2020 SO rispetto alle stelle fisse Traiettoria geocentrica di 2020 SO rispetto alle stelle fisse Dati: JPL/Horizons - Processing/plot: Marco Di Lorenzo

 Ci siamo, il detrito spaziale degli anni '60, dopo essersi avvicinato per l'ultima volta alla Terra lo scorso 2 Febbraio, sta per lasciare la nostra sfera di influenza gravitazionale. Il prossimo 10 marzo, infatti, esso si troverà in prossimità del punto di librazione L1, a 1,55 milioni di km dalla Terra, in direzione del Sole. Il 7 novembre scorso, era entrato dal lato opposto, il punto L2, provenendo da oltre l'orbita terrestre.Questi sono stati i punti di ingresso ed uscita nella momentanea "trappola gravitazionale" della Terra, attorno alla quale l'oggetto ha compiuto una rivoluzione e mezza, subendo significative perturbazioni ad opera della Luna.

 2020 SO1 è stato scoperto a fine agosto e, il 1 dicembre, aveva sorvolato il nostro pianeta passando a soli 44000 km di altezza, lambendo la fascia dei satelliti geostazionari. In quella occasione, divenne evidente che si trattava di un oggetto artificiale, un sospetto che era venuto già esaminando l'orbita (simile a quella terrestre) e la curva di luce (indicatrice di un oggetto allungato in rapida rotazione); l'idea del relitto è poi diventata certezza sulla base di altre due evidenze schiaccianti: la bassa densità superficiale, dedotta dalla elevata accelerazione non gravitazionale prodotta dalla pressione di radiazione solare, e lo spettro della radiazione riflessa, corrispondente a quella di un razzo di acciaio "stagionato" dalla prolungata permanenza nello spazio. La conclusione è che, probabilmente, 2020 SO è il secondo stadio del vettore Atlas-Centaur utilizzato nel 1966 per inviare la sonda Surveyor-2 verso la Luna, tornato a farci visita dopo ben 54 anni!

 

2020 SO speed

Velocità di 2020 SO rispetto alla Terra (in blu) a confronto con la sua velocità di fuga (in rosso) - Dati: JPL/Horizons - Processing/plot: Marco Di Lorenzo

 Il grafico qui sopra mostra che, sebbene il periodo di permanenza all'interno della "sfera di Hill" durerà 4 mesi, questo oggetto in realtà rimarrà sotto l'influenza gravitazionale della Terra da metà ottobre 2020 fino ad inizio aprile 2021, cioè quasi 6 mesi; in questo intervallo di tempo, infatti, la velocità rispetto alla Terra sarà sempre più bassa della velocità di fuga e quindi esso risulterà comunque legato gravitazionalmente a noi, sebbene in maniera debole e temporanea.

 Alcuni giorni dopo il passaggio ravvicinato del 1 dicembre, il numero di osservazioni ottiche su questo oggetto aveva raggiunto quota 450, permettendo di stabilirne in maniera estremamente accurata la traiettoria e anche l'entità del cosiddetto effetto Yarkowski; in particolare, la distanza minima del primo apogeo era stata misurata con una incertezza minima, dell'ordine di mezzo chilometro, secondo le stime del JPL. Tuttavia, a partire dal 15 dicembre, il sito della NASA ha ricalcolato la traiettoria basandosi solo sulle nuove osservazioni, come se si trattasse di un nuovo oggetto. Pertanto, al momento attuale vengono elencate solo 171 osservazioni ottiche recenti (dal 15 dicembre al 2 febbraio) ed è improbabile che questo numero possa crescere in modo significativo nelle prossime settimane, dato che ora l'oggetto si sta allontanando da noi in direzione del Sole, quindi è ormai debole e difficile da osservare.

2020 SO neo orbita

Nuovi parametri orbitali per 2020 SO, riferiti alla data del 31/5/20 - Source: NASA/JPL/SDSS - Processing/optimization: Marco Di Lorenzo

 La tabella qui sopra mostra gli elementi orbitali dedotti da queste ultime osservazioni; rispetto alla fonte originale, qui riporto solo il numero di cifre realmente significative, utilizzando un intervallo di confidenza del 90% e non del 68% (pari a una deviazione standard). Al contrario, il sito ESA/NEODyS considera tutte le osservazioni effettuate in maniera praticamente continua nell'arco degli ultimi 5,5 mesi e fornisce i seguenti parametri orbitali, circa un ordine di grandezza più precisi (stavolta l'incertezza è pari a 1σ):

NEODyS elements final

Credits: NEODyS-2 / ESA

 La NASA riporta anche i valori ricalcolati per le distanze minime dal centro della Terra durante i due apogei, esse risultano pari a 50410 (±9) km il 1 dicembre e 225190,4 (±1,8) km per il 2 febbraio. Inoltre, la forza non gravitazionale radiale, dovuta alla pressione di radiazione solare, è stata stimata daccapo e ora risulta pari a 5,11·10-9 au/giorno2 ovvero 1,01·10-7 m/s2 alla distanza della Terra dal Sole, con una incertezza dell'1%.

 Come già era successo il 28 novembre, ieri 2020 SO ha effettuato un nuovo incontro ravvicinato con la Luna, a una distanza di 132700 km. Questo ne ha perturbato la traiettoria quel tanto che basta per imboccare la fuga dalla pozza gravitazionale in cui era caduto lo scorso autunno. Sulla base delle ultime effemeridi, dovrebbe tornare dalle nostre parti in diverse occasioni durante il secolo, a partire dal 2036, però non dovrebbe mai avvicinarsi tanto da essere nuovamente catturato dalla Terra, nemmeno temporaneamente. Tuttavia, secondo le previsioni attuali di NEODyS, il prossimo secolo potrebbe offrirci altre due occasioni di cattura momentanea, una nel 2106 e l'altra nel 2115.

 Eventi di cattura temporanea simili a questo non sono nuovi, in realtà. Il primo caso di "Temporary Satellite Capture" (TSC) è stato osservato 15 anni fa, quando un picco asteroide, chiamato 2006 RH120, dopo essere stato catturato nel campo gravitazionale della Terra a Settembre 2006, effettuò una serie di rivoluzioni attorno al pianeta e se ne allontanò 9 mesi più tardi; peraltro, potrebbe tornare ad essere nuovamente un nostro satellite nel 2028. Anche in quel caso, si sospettò che potesse trattarsi di uno stadio del Saturn usato in una missione Apollo, poi finito in un'orbita solare con periodo di 11 mesi. Più di recente, c'è stato il caso di 2020 CD3, un minuscolo oggetto che ha inanellato diverse orbite caotiche intorno alla Terra per almeno un anno e poi, appena scoperto, ci ha abbandonati come preso da improvvisa timidezza!

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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