Scritto: Martedì, 02 Febbraio 2021 04:57 Ultima modifica: Martedì, 02 Febbraio 2021 06:05

Fobos potrebbe svelare i segreti di Marte


Secondo un nuovo studio, la superficie di Fobos potrebbe conservare le tracce dell'antica atmosfera di Marte, che il pianeta perde da miliardi di anni.

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Fobos ripresa il 23 marzo 2008 dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda della NASA MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) Fobos ripresa il 23 marzo 2008 dalla fotocamera HiRISE a bordo della sonda della NASA MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

La luna marziana orbita attraverso un flusso di atomi e particelle cariche che fluiscono dall'atmosfera del Pianeta Rosso. Molte di esse, ioni di ossigeno, carbonio, azoto e argon, potrebbero essersi depositate sulla sua superficie nel corso del tempo. Ciò significa che se il suolo della luna venisse analizzato nei laboratori sulla Terra, potrebbe rivelare informazioni chiave sull'evoluzione dell'atmosfera marziana, secondo una nuova ricerca pubblicata su Nature Geoscience. D'altra parte, è convinzione comune che Marte in origine avesse un'atmosfera abbastanza densa da supportare acqua liquida in mari, laghi e fiumi, oggi densa meno dell'un per cento rispetto a quella terrestre.

"Sapevamo che Marte stava perdendo atmosfera a causa dell'azione erosiva dello spazio ed ora sappiamo che una parte di essa è finita su Fobos", ha detto Quentin Nénon, ricercatore presso lo Space Sciences Laboratory dell'Università della California, Berkeley, autore principale dello studio.

 

Una storia controversa

Fobos è una dei due satelliti naturali di Marte. Orbita molto vicino al pianeta, circa 60 volte più vicino di quanto la Luna orbita attorno alla Terra, tanto che il suo percorso non è stabile. Sta perdendo quota e presto, in termini astronomici, la sua orbita scenderà troppo in basso e fino a quando non verrà sopraffatta dalla gravità di Marte e sgretolata, creando un anello di detriti attorno al globo. Con una superficie butterata da crateri e solchi, ma con un diametro cento volte più piccolo di quello della luna terrestre, è insieme a Deimos un vero grattacapo per gli scienziati. Come sono nate Fobos e Deimos? Sono asteroidi catturati dalla gravità marziana o satelliti naturali di Marte generati dalla stessa nuvola che ha creato il pianeta? Potrebbero essere nati con i detriti espulsi da Marte a seguito di una grande collisione, con una genesi simile a quella della Luna della Terra?

 

MMX: le aspettative

L'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) sta preparando la missione Martian Moons Exploration (MMX) per il 2024. La sonda dovrebbe raggiungere le lune marziane, raccogliere foto ad una risoluzione mai vista prima ed esplorare la superficie di Fobos con un rover franco-tedesco per raccogliere campioni della luna da riportare sulla Terra. L'overview della missione cita:

Circa un anno dopo il lancio, la sonda MMX arriverà su Marte. Dopodiché, MMX entrerà in un'orbita (Quasi-Stationary Orbit: QSO) attorno alla luna marziana, Fobos, ed eseguirà una serie di osservazioni. La permanenza in prossimità della luna marziana sarà decisa nel corso degli studi, così come la pianificazione osservativa. Dopo le osservazioni e la raccolta dei campioni, MMX tornerà sulla Terra dopo un viaggio di circa un anno e porterà a casa i campioni raccolti.

 jaxa mmx

Ma quei campioni, ha osservato Nénon, potrebbero svelare molto di più dell'origine di Fobos se MMX dovesse atterrare sul lato della luna più vicino al pianeta.

 

Lo studio

Per misurare gli ioni marziani nell'orbita di Fobos, il team ha utilizzato i dati raccolti dal Thermal Ion Composition (STATIC), che fa parte della suite Particles and Fields Package (PFP) (PFP), a bordo della sonda della NASA MAVEN. Questo strumento misura l'energia cinetica e la velocità delle particelle in arrivo, consentendo agli scienziati di calcolarne la massa. Ottenute queste informazioni, è possibile discriminare quali particelle arrivano da Marte e quali dal Sole. Il passo successivo è stato calcolare quanti ioni potrebbero raggiungere la superficie di Fobos e quanto in profondità potrebbero conficcarsi nel suolo. I risultati hanno mostrato che resterebbero molto in superficie penetrando non più di diverse centinaia di nanometri, che è circa 250 volte meno profondo della larghezza di un capello umano.

"Quello che Quentin ha fatto è prendere le indagini che abbiamo fatto sulla Luna e su altre lune del sistema solare e applicare gli stessi metodi a Fobos per la prima volta", ha detto Andrew Poppe, ricercatore presso lo Space Sciences Laboratory, co autore dell'articolo. In effetti, studiare le lune per saperne di più sui pianeti genitori è una pratica comune. Anche la Luna terrestre viene considerata un pozzo di informazioni sul Sistema Solare primitivo. "Quello che abbiamo visto nei campioni Apollo è che la Luna ha pazientemente registrato singoli atomi provenienti dal Sole e dalla Terra", ha detto Poppe. "È un record storico davvero interessante". Oltretutto, anche la nostra Luna è sottoposta ad un flusso di ioni provenienti dalla Terra. Poppe spera quindi che anche la superficie di Fobos possa rivelare indizi sul passato caldo ed umido di Marte.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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