Scritto: Sabato, 23 Gennaio 2021 10:53 Ultima modifica: Lunedì, 25 Gennaio 2021 10:03

Apophis più pericoloso? Al contrario...


Grazie alle osservazioni svolte nell'ultimo anno, dopo i recenti allarmismi il più celebre dei PHA risulta ora "depotenziato" e fa meno paura...

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Orbita e impatti potenziali secondo i calcoli odierni di NeoDyS (in verde l'impatto più critico) Orbita e impatti potenziali secondo i calcoli odierni di NeoDyS (in verde l'impatto più critico) Credits: NEODyS/Università di Pisa

 Due mesi fa raccontammo di un possibile aumento nella probabilità di impatto nell'anno 2068 per l'asteroide 99942 Apophis, per effetto di nuove osservazioni e la conseguente nuova stima sulle forze non-gravitazionali che agiscono su di esso. Adesso che l'asteroide si è ulteriormente avvicinato, nuove osservazioni e un'orbita ancora più definita suggeriscono che la probabilità di impatto in quella data sia significativamente più bassa rispetto alle stime precedenti, tanto da fare scivolare al sesto posto questo PHA nella classifica dei possibili impattatori, sulla base della "scala di Palermo".

 Scoperto nel 2004 (da cui la designazione iniziale di 2004 MN4), a dicembre di quell'anno raggiunse il livello 4 sulla scala di Torino, caso unico fino ad oggi. La pericolosità derivava dalle stime iniziali sul possibile impatto nel 2029, con una probabilità dell'1,6%. Le successive misure, però, mostrarono in maniera sempre più chiara che quello del 2029 sarebbe stato solo un passaggio estremamente ravvicinato, all'interno della distanza geostazionaria ma senza pericolo di impatto. Anche un possibile evento successivo, previsto per il 2036, venne escluso ma rimase la previsione di possibili residui impatti nella seconda metà del 21° secolo. Il più insidioso di questi eventi possibili cade nel 2068 (il 12 aprile, per la precisione) e, per anni, la probabilità corrispondente era rimasta stabile a 6,7 parti per milione (ppm) ovvero una possibilità su 150000. Questo almeno secondo il sito cneos gestito da NASA/JPL, dove apparivano anche altri 9 potenziali impatti nel corso di questo secolo, tra il 2060 e il 2091, tutti però con probabilità più basse di almeno un ordine di grandezza. Tutto questo rendeva Apophis il terzo oggetto NEO più pericoloso nella lista, con un valore relativamente alto sulla scala di Palermo (-2,88); peraltro, gli altri due oggetti in cima alla classifica (1950 AD e Bennu) hanno potenziali impatti lontanissimi nel tempo, quindi Apophis risultava essere il primo in classifica, considerando un orizzonte temporale di 100 anni. Il valore sulla scala di Torino era comunque il più basso possibile, cioè zero.

 Le stime di pericolosità riportate fino all'altro ieri sul sito "competitore" ESA/NEODyS fornivano, per aprile 2068, una probabilità già decisamente inferiore, pari 1,88 ppm. Pur partendo dalla stessa base di osservazioni, le due previsioni differivano notevolmente per il diverso algoritmo usato e per le incertezze amplificate a seguito dell'incontro ravvicinato del 2029, un classico esempio di sistema "caotico" e quindi imprevedibile sul lungo termine.

Apophis 2017

Orbita e impatti validi fino a una settimana fa su cneos - Credits: NASA/JPL

 Tutte le considerazioni fatte si basavano su un campione di quasi 4500 osservazioni ottiche e radar, svolte su un periodo di quasi 11 anni, cioè fino al gennaio 2015. In seguito, l'asteroide si è allontanato troppo per poter essere osservato ma adesso si sta riavvicinando a noi, in vista del passaggio di inizio marzo, a circa 17 milioni di km dalla Terra.  La nuova campagna di osservazioni è partita già a febbraio 2019, quando l'asteroide è stato "riscoperto" dalla stazione di avvistamento ESA a Tenerife, come una debole stellina di magnitudine 21. Poi, a inizio 2020, si sono aggiunte altre osservazioni ad un ritmo che è divenuto incalzante in autunno. Adesso che Apophis ha raggiunto la magnitudine apparente 17, numerose osservazioni giungono ogni notte da svariate località nel mondo, soprattutto a basse latitudini o nell'emisfero sud dato che l'oggetto appare 18° sotto l'equatore celeste.

 A fine ottobre, sulla base delle nuove osservazioni, D.Tholen e collaboratori avevano annunciato di essere riusciti a stimare l'entità dell'effetto Yarkovsky, imputabile alla lieve pressione esercitata dalla radiazione termica infrarossa, emessa in maniera anisotropa dall'asteroide ed in grado di modificarne lentamente ma inesorabilmente l'orbita. Sulla base di quella stima, si affermava che la probabilità di impatto nel 2068 era destinata ad aumentare, ma non venivano fornite cifre al riguardo.

Apophis 2021a

Orbita e impatti potenziali secondo cneos - Credits: NASA/JPL

 Adesso, come si vede nell'immagine di apertura e nelle tabelle qui sopra, abbiamo le stime aggiornate ma non vanno nella direzione annunciata un paio di mesi fa. La probabilità di impatto per CNEOS è ridotta di oltre 2,5 volte e, nella classifica degli oggetti più pericolosi basata sulla scala di Palermo, adesso Apophis occupa la sesta o la quarta posizione, a seconda se consideriamo tutti i potenziali impattatori oppure solo quelli con eventi previsti entro questo secolo. Invece la probabilità per NEODyS è quasi raddoppiata e adesso risulta leggermente maggiore rispetto alla sua controparte, ma il divario tra i due si è notevolmente ridotto, segno che stiamo probabilmente andando verso una soluzione sempre più univoca e certa! 

 Ricordiamo che Apophis ha un diametro di 340 (±65) metri, una stima basata sulle misure radar del 2012/13; per valori di densità e composizione tipici, questo implica che il suo potenziale impatto libererebbe una energia di quasi 800 Megaton, quindi 100÷150 volte quella dell'ordigno nucleare più potente mai fatto esplodere. Confrontando tra loro le tabelle cneos, si nota anche che l'incertezza sui parametri orbitali è quasi dimezzata, grazie a circa 300 nuove osservazioni e una finestra temporale ampliata a quasi 17 anni; questo rende la precisione dell'orbita di Apophis ancora più straordinaria, con un errore sul semiasse maggiore che corrisponde ora a circa 500 metri (intervallo di confidenza del 90%). Anche la stima sulla forza non gravitazionale ha un valore dimezzato e un errore nettamente inferiore rispetto a prima, quando era comparabile col valore stesso!

 Tra un mese, Apophis risalirà verso l'emisfero settentrionale e la sua magnitudine apparente si avvicinerà a 16, dunque ci saranno ancora più osservazioni ottiche a disposizione. Tuttavia, come messo in evidenza sulla pagina di rischio di NEODys-2, questi nuovi dati non dovrebbero contribuire più di tanto a migliorare la precisione dell'orbita e quindi anche le probabilità di impatto, che rimarranno simili a quelle attuali e verranno aggiornate solo "occasionalmente" nelle prossime settimane. Una parola definitiva, probabilmente, la avremo solo tra 8 anni, dopo il suddetto passaggio estremamente ravvicinato del 13/4/2029; in quella occasione, l'asteroide passerà a soli 38000 km dal centro della Terra e verrà osservato di nuovo anche con i radar, stabilendo finalmente se davvero impatterà sul nostro pianeta nella seconda metà di questo secolo.

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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