Scritto: Sabato, 21 Novembre 2020 11:37 Ultima modifica: Mercoledì, 25 Novembre 2020 23:10

2020 SO: 10 giorni al massimo avvicinamento!


Il presunto relitto spaziale dista soli 900mila km e sta accelerando verso di noi, con una traiettoria ormai stabilita con ottima precisione. Aggiornamento

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Traiettoria dell'oggetto con le posizioni attuali (21 novembre) Traiettoria dell'oggetto con le posizioni attuali (21 novembre) Credis: NASA/JPL-Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo

Aggiornamento del 25/11: l'incertezza sulla stima NASA/cneos è crollata a soli 1,65 km (1σ) ed è ora attestata su 50475 km ovvero 44097 km sopra la superficie terrestre. La stima è destinata a diventare ancora più precisa nei prossimi giorni, soprattutto grazie alle osservazioni radar programmate da Goldstone.

Aggiornamento del 24/11: la stima CNEOS sulla distanza di perigeo ormai sfiora 50470 km con una incertezza scesa sui 6.5 km; intanto la stima NEODyS si è abbassata leggermente, riducendo il divario a circa 65 km.

Aggiornamento del 22/11: la stima CNEOS sulla distanza di perigeo continua a salire (50465 km) con una incertezza scesa sotto i 10 km; la stima NOEDyS, per contro, rimane immutata e il divario tra le due sta scendendo come ipotizzato. Nei prossimi giorni, ln base alla schedula ufficiale, anche l'antenna di Goldstone dovrebbe osservare l'oggetto e queste misure radar potrebbero dirci definitivamente se si tratta di un detrito spaziale come si sospetta.

 Rieccoci a parlare della seconda luna temporanea della Terra, un oggetto probabilmente artificiale che ormai è molto vicino a noi. Entrato nella sfera di influenza gravitazionale terrestre in vicinanza del punto di librazione L2 lo scorso 8 novembre, uscirà dalla nostra sfera di influenza gravitazionale attraverso l'altro punto lagrangiano L1 (in direzione del Sole) dopo avere trascorso 3 mesi nelle nostre vicinanze ed avendo percorso un'orbita e mezza attorno alla Terra; durante il primo perigeo, il prossimo 1 dicembre, lambirà la fascia dei satelliti geostazionari, come è illustrato anche nella figura di apertura tratta da una animazione della NASA.

 Come si ricorderà, l'oggetto è stato avvistato la prima volta a fine agosto, grazie al telescopio robotico Pan-STARRS1 nelle Hawaii; nell'arco di questi 3 mesi, la determinazione della traiettoria e dell'orbita originaria sono andate continuamente migliorando grazie alle osservazioni ottiche che si accumulavano. L'ultima stima, fatta oggi, è arrivata a fornirci una distanza minima dalla Terra pari a 50452 km dal centro della Terra, con una incertezza di 19 km (intervallo di confidenza del 90%); questo corrisponde a un'altezza di circa 44073,5 km sulla superficie terrestre, solo 8200 km più in là dei satelliti in orbita geostazionaria operativa. Il passaggio avverrà alle ore 8, 51 minuti e 30 secondi di Tempo Universale (con una incertezza di un paio di minuti) ma sarà impossibile osservarlo con strumenti ottici poiché il passaggio avverrà sopra l'Africa occidentale, in un orario diurno e in controluce, a una distanza apparente di soli 47° dal Sole. Sette ore prima, però, quando raggiungerà la massima luminosità (una magnitudine apparente di poco superiore a 14), dovrebbe essere alla portata di un telescopio amatoriale di medie dimensioni anche in Italia ma, naturalmente, non sarà facile rintracciarlo e inseguirlo perchè si starà già muovendo sulla volta celeste a una velocità apparente elevata, quasi 7 secondi d'arco ogni secondo di tempo!

2020 SO distancevol

L'evoluzione della stima sulla distanza minima durante il primo e più ravvicinato perigeo; il riquadro in rosso è ingrandito a destra, con una retta (verde) che interpola i valori - Data Source: NASA/JPL/SSD - Processing/plot: Marco Di Lorenzo

 Il grafico qui sopra mostra come si è evoluta la stima della distanza minima dal centro della Terra mano a mano che le osservazioni si accumulavano. Se, a inizio Ottobre, la stima si basava su una trentina di osservazioni astrometriche distribuite in 45 giorni ed aveva una incertezza di 2000 km, ora che l'intervallo temporale è più che raddoppiato (94 giorni) e il numero di misure è quasi decuplicato (ben 256) l'incertezza si è ridotta di oltre due ordini di grandezza, come si vede dal restringimento delle barre verticali che, nei due grafici, indicano un errore pari a una deviazione standard (1σ) in più o in meno. In pratica, l'intervallo si è andato dimezzato ogni 5-6 giorni e, estrapolando l'andamento, è ragionevole supporre che il primo dicembre ammonterà a 3-4 km soltanto. E' curioso notare come l'andamento del valore più probabile (pallini pieni) non abbia oscillato più o meno casualmente ma, ultimamente, sia andato sempre crescendo; questo andamento sistematico è insolito e fa sospettare che ci sia un effetto sistematico legato forse all'entità delle forze non gravitazionali che stanno spingendo l'oggetto e che stanno variando. Se questa tendenza continuasse, potrebbe addirittura convergere al valore già ora calcolato dal sito italiano ESA/NEODyS: intorno a 50550 km, quindi circa 100 km in più rispetto a NASA/cneos.

Centaur 1964

Immagine di repertorio del 1964 (mitico anno) che mostra un secondo stadio Centaur analogo a quello usato per il Surveyor 2, due anni dopo - Credit: NASA

 La faccenda della forza non gravitazionale si lega peraltro strettamente alla natura e alla probabile origine artificiale di 2020 SO. Infatti, secondo le ultime stime, l'oggetto sta esibendo una accelerazione "anomala" in direzione radiale che non è giustificata dalla forza di gravità ed è anzi opposta all'attrazione da parte del Sole; secondo le ultime stime, essa ammonta a 4,18(±0,14)·10-9 unità astronomiche/giorni2 ovvero, usando unità più familiari, circa 8,4·10-8 m/s2. Essa è probabilmente da attribuire alla pressione di radiazione, ovvero il trasferimento di quantità di moto da parte della luce solare che è particolarmente marcata su oggetti riflettenti o comunque chiari, come in genere sono i veicoli spaziali. A questo si aggiunga che, già dalle prime settimane di osservazioni, si era notata una curva di luce con oscillazione accentuata che generalmente indica la rotazione di un corpo con una forma decisamente allungata, dunque anche in questo caso compatibile  con il detrito in questione. Infine, propagando a ritroso l'orbita, si riscontra che anche a metà degli anni '60 l'oggetto doveva essere molto vicino alla Terra e con una traiettoria molto simile a quella che, nel Settembre 1966, doveva avere il secondo stadio del vettore che spinse la sonda americana Surveyor-2 verso la Luna, in una missione che purtroppo fallì perchè il veicolo perse il controllo e si schiantò nei pressi del cratere Copernicus. A dire il vero, in base alle ultime stime orbitali, 2020 SO si trovava a non meno di 6 milioni di km dalla Terra alla fine di Febbraio 1967 ma, se invece ci basiamo sui calcoli del suddetto NEODyS, l'oggetto era molto più vicino nello spazio e nel tempo a quell'episodio: 237000 km l'8 novembre 1966.

 In ogni caso, ad avvalorare l'idea del detrito spaziale rimangono sempre  i forti indizi di cui abbiamo parlato, cui si aggiungono le dimensioni dedotte dalla luminosità, in ottimo accordo con quelle del secondo stadio in questione.

 

Riferimenti:
https://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=7783
https://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=2020%20SO;old=0;orb=0;cov=0;log=0;cad=1#cad
https://newton.spacedys.com/neodys/index.php?pc=1.1.8&n=2020%20so

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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