Scritto: Giovedì, 19 Novembre 2020 18:54 Ultima modifica: Venerdì, 20 Novembre 2020 05:11

Addio, Arecibo!


Il danno al telescopio dopo la rottura del secondo cavo è troppo esteso per essere riparato e la NSF ha deciso per lo smantellamento della struttura. E' la fine di un'era!

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Una eloquente immagine dello squarcio prodotto dalla caduta dei due cavi d'acciaio Una eloquente immagine dello squarcio prodotto dalla caduta dei due cavi d'acciaio Credits: Università della Florida centrale, Arecibo Observatory

 Della difficile situazione del radiotelescopio più celebre al mondo avevamo parlato solo 5 giorni fa, adesso ci sono ulteriori sviluppi e non sono affatto positivi. Lo scorso 6 novembre uno dei 18 cavi d'acciaio principali che sorreggono la piattaforma sospesa nel fuoco del riflettore si è improvvisamente spezzato, cadendo rovinosamente sul riflettore stesso e allargando la voragine creata in precedenza dalla caduta di un cavo ausiliario, lo scorso 10 agosto. La National Science Foundation ( NSF) che gestisce la struttura insieme alla Cornell University, oggi ha dato il triste annuncio del graduale de-commissionamento di questo strumento così importante per la radioastronomia, che era anche il più grande radar astronomico al mondo.

 La triste decisione è giunta dopo una revisione ingegneristica dei danni, in base ai quali si è stabilito che la struttura non può essere stabilizzata senza correre seri rischi per le maestranze e per il personale della struttura, Pertanto, dopo 57 anni di onorato servizio e innumerevoli ricerche nei settori della radioastronomia, della planetologia e in campo geospaziale, l'osservatorio verrà smantellato nei prossimi mesi. La decisione arriva dopo avere esaminato molteplici valutazioni da parte di società indipendenti che hanno scoperto che la struttura del telescopio rischia un guasto catastrofico e che i suoi cavi potrebbero non essere più in grado di sopportare i carichi per cui erano stati progettati. Anche in caso di riparazioni a lungo termine, si è scoperto che la struttura avrebbe probabilmente presentato problemi di stabilità a lungo termine.

 "NSF dà la priorità alla sicurezza dei lavoratori, del personale dell'Osservatorio di Arecibo e dei visitatori, il che rende necessaria questa decisione, anche se triste", ha detto il direttore della NSF Sethuraman Panchanathan.

Arecomparison

Confronto tra le immagini satellitari riprese il 10 agosto (a sinistra) e il 17 Novembre (a destra), il peggioramento è evidente! - Credits: Planet Lab/SkySat - Processing: Marco Di Lorenzo

 Il processo di disattivazione prevede lo sviluppo di un piano tecnico di esecuzione e la garanzia del rispetto di una serie di requisiti legali, ambientali, di sicurezza e culturali nelle prossime settimane. NSF ha autorizzato un'indagine fotografica ad alta risoluzione utilizzando droni. Attrezzature e altri materiali verranno temporaneamente spostati in edifici al di fuori della zona di pericolo e, alla fine, il telescopio sarà soggetto a uno smontaggio controllato.

 Dopo lo smantellamento del telescopio, NSF intende ripristinare le operazioni in attività come la struttura LIDAR dell'Osservatorio di Arecibo, un prezioso strumento di ricerca geospaziale, nonché presso il centro visitatori e la struttura fuori sede di Culebra, che analizza i dati sulla copertura nuvolosa e sulle precipitazioni. Continuerebbero alcune operazioni di Arecibo che comportano l'analisi e la catalogazione dei dati archiviati raccolti dal telescopio nel 2019.

 "Nel corso della sua vita, l'Osservatorio di Arecibo ha contribuito a trasformare la nostra comprensione della ionosfera, mostrandoci come densità, composizione e altri fattori interagiscono per plasmare questa regione critica in cui l'atmosfera terrestre incontra lo spazio", ha affermato Michael Wiltberger, capo della Sezione Geospaziale di NSF. "Anche se sono deluso dalla perdita delle capacità investigative, credo che questo processo sia un passo necessario per preservare la capacità della comunità di ricerca di utilizzare le altre risorse dell'Osservatorio di Arecibo e, auspicabilmente, garantire che un lavoro importante possa continuare presso la struttura".

AreFocus

Il cavo principale che ha ceduto il 6 novembre (al centro) mostra fili che si sono rotti subito prima del collasso inaspettato. - Credits: Università della Florida centrale, Arecibo Observatory

 La rottura del secondo cavo era inaspettata: le valutazioni ingegneristiche fatte dopo la caduta del cavo ausiliario hanno indicato che la struttura era stabile e il processo di pianificazione per ripristinare il funzionamento del telescopio era in corso. Gli ingegneri hanno successivamente scoperto che questo cavo principale da 3 pollici ha ceduto a circa il 60% di quella che doveva essere la sua resistenza minima in buone condizioni meteorologiche. Questo fa aumentare parecchio la probabilità che ora altri cavi, soggetti a uno sforzo aumentato, si rompano all'improvviso, facendo precipitare l'intera piattaforma di 900 tonnellate da un'altezza di 100 metri!

 Chissà se si deciderà un giorno di ricostruire il radiotelescopio in quella stessa conca o nelle vicinanze, magari con tecnologie più moderne come la geometria variabile del riflettore adottata nel competitore cinese FAST...

 

Riferimenti:
https://www.nsf.gov/news/news_summ.jsp?cntn_id=301674
https://www.nature.com/articles/d41586-020-03270-9

Altre informazioni su questo articolo

Read 95 times Ultima modifica Venerdì, 20 Novembre 2020 05:11
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1 commento

  • Comment Link Massimo Martini Sabato, 21 Novembre 2020 02:02 posted by Massimo Martini

    E' un vero peccato... ma in fondo l'età la dimostrava tutta. Ora però c'è il FAST che dovrebbe prendere in mano la sua eredità (sempre che i cinesi si aprano di più a collaborazioni internazionali).

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