Scritto: Mercoledì, 02 Settembre 2020 05:39 Ultima modifica: Mercoledì, 02 Settembre 2020 06:40

Venere è stata abitabile?


Hanno cercato di scoprirlo gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA con 45 diverse simulazioni. Il team ha sfruttato le risorse di supercalcolo dell'Agenzia Spaziale Americana per esplorare la storia climatica del pianeta negli ultimi 4,2 miliardi di anni.

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Questa è un'immagine tratta dalla simulazione n. 28 che mostra la temperatura dell'aria (in Celsius) 2,9 miliardi di anni fa per un'ipotetica Venere con un'atmosfera dominata da azoto (N2) con pressione superficiale di 0,25 bar e una topografia terrestre con un oceano profondo 310 metri. Questa è un'immagine tratta dalla simulazione n. 28 che mostra la temperatura dell'aria (in Celsius) 2,9 miliardi di anni fa per un'ipotetica Venere con un'atmosfera dominata da azoto (N2) con pressione superficiale di 0,25 bar e una topografia terrestre con un oceano profondo 310 metri. Tratta da: M.J. Way and A.D. Del Genio, J. Geophys. Res. Planets.

La comunità scientifica planetaria concorda sul fatto che Venere ed il nostro pianeta si sono formati con strutture geochimiche simili e grandi quantità di acqua. Ma dopo, le teorie principali sulla storia del "gemello della Terra" divergono e prendono due strade distinte.

Nel primo caso, il pianeta ha un'atmosfera iniziale di anidride carbonica (CO2), vapore acqueo ed un oceano di magma che perdura per 100 milioni di anni.
Con il giovane Sole molto più attivo di oggi, i raggi X ed i fotoni ultravioletti dividono efficacemente le molecole di vapore acqueo in idrogeno (H2) ed ossigeno (O) e, in 100 milioni di anni, tutta l'acqua evapora nello spazio, mentre l'oceano di magma assorbe l'ossigeno. Raffreddandosi, Venere sarebbe quindi rimasta con una atmosfera senza acqua ed una superficie asciutta.

Nel secondo scenario, Venere ha sempre un'atmosfera iniziale di CO2 e vapore acqueo ma l'oceano di magma dura solo pochi milioni di anni. In questo lasso di tempo molto più breve, la maggior parte del vapore acqueo viene preservato e quando il magma si raffredda, si condensa sulla superficie creando oceani di acqua liquida.

I ricercatori hanno esplorato questa seconda teoria.
Il modello Venere GISS ha simulato varie topografie (prese dalle mappe radar della missione Magellan della NASA), diverse configurazioni terra-mare, tipi di suolo, pressioni superficiali, composizioni atmosferiche, quantità di luce solare (insolazione) e velocità di rotazione del pianeta. I dati di output sono arrivati a 13 terabyte. "Le risorse di supercalcolo NCCS ci hanno permesso di eseguire un'ampia suite di simulazioni in un tempo modesto", ha affermato nella press release il ricercatore del GISS Michael Way. “Abbiamo anche beneficiato dell'eccellente supporto per compilatori e librerie e della loro capacità di mantenere i supercomputer in esecuzione in modo efficiente per molti mesi contigui con pochi arresti. È una risorsa straordinaria di cui il nostro gruppo fa tesoro!".

Le nuove simulazioni GISS hanno mostrato che, se Venere avesse avuto acqua superficiale liquida all'inizio, il pianeta avrebbe potuto avere condizioni abitabili per quasi 3 miliardi di anni.
Gli scienziati hanno anche ipotizzato che Venere avrebbe potuto evolversi nel suo attuale stato serra dopo il riemergere su larga scala dalle eruzioni vulcaniche, che avrebbero rilasciato abbastanza CO2 da prosciugare l'acqua in superficie. In effetti, secondo recenti studi, ci sono prove di attività vulcanica recente sul pianeta. Ma Way e colleghi hanno intenzione di scendere più in dettaglio ed esplorare ogni possibilità nelle prossime simulazioni: "Vogliamo esaminare più da vicino la primissima evoluzione di Venere - i primi 100 milioni di anni - per capire meglio se l'acqua potrebbe potuto condensarsi in superficie oppure no. Abbiamo anche intenzione di indagare se Venere poteva veramente entrare in uno stato serra come è oggi dallo scenario clemente che proponiamo".

Questo studio potrà offrire importanti spunti anche ai cercatori di esopianeti che potrebbero concentrarsi su mondi simili a Venere che risiedono nella fascia abitabile di stelle simili al Sole.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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