Scritto: Sabato, 15 Giugno 2013 08:05 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Il piccolo e lontano pianeta extrasolare di TW Hydrae, un esopianeta che non dovrebbe esistere


Un team di ricercatori, grazie alle immagini del telescopio spaziale Hubble della NASA, potrebbe aver scoperto un pianeta extrasolare in formazione molto piccolo e molto distante dalla sua stella madre, la nana rossa TW Hydrae. Un pianeta che non dovrebbe esistere secondo gli attuali modelli.
La scoperta aggiunge, così, nuove importanti informazioni sulla grande varietà di sistemi planetari presenti nella nostra Galassia, mettendo in discussione le nostre conoscenze.

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TW Hydrae - disco planetario

Credit: NASA, ESA, J. Debes (STScI), H. Jang-Condell (University of Wyoming), A. Weinberger (Carnegie Institution of Washington), A. Roberge (Goddard Space Flight Center), G. Schneider (University of Arizona/Steward Observatory), and A. Feild (STScI/AURA)

Un team di ricercatori, grazie alle immagini del telescopio spaziale Hubble della NASA, potrebbe aver scoperto un pianeta extrasolare in formazione molto piccolo e molto distante dalla sua stella madre, la nana rossa TW Hydrae. Un pianeta che non dovrebbe esistere secondo gli attuali modelli.
La scoperta aggiunge, così, nuove importanti informazioni sulla grande varietà di sistemi planetari presenti nella nostra Galassia, mettendo in discussione le nostre conoscenze.

Il documento è stato pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal.

Grazie alle osservazioni con la Near Infrared Camera e il Multi-Object Spectrometer (NICMOS) a bordo del telescopio Hubble, gli astronomi hanno identificato il solitario pianeta extrasolare in formazione a ben 12 milioni di chilometri dalla sua stella, circa il doppio della distanza Sole - Plutone, una scoperta che sfida attuali conoscenze e teorie sulla formazione di pianeti.

Tra i quasi 900 pianeti extrasolari che sono stati confermati fino ad oggi, questo è il primo a trovarsi così lontano dal suo sole, una nana rossa a 176 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione del Hydra.

Le immagini del Hubble hanno rivelato una sorta di vuoto, "gap", ossia una fascia in cui le polveri sono assenti, di circa 3 milioni di chilometri, all'interno del disco protoplanetario, di circa 66 milioni di chilometri, di gas e polveri che ruotano intorno a TW Hydrae. E' proprio l'assenza di materiale in questa zona che testimonierebbe la nascita di un nuovo pianeta che, anche se invisibile, avrebbe spazzolato e raccolto materiale attirandolo a sé con la sua forza gravitazionale.

Dalle dimensioni del gap, se ne deduce che il pianeta dovrebbe essere relativamente piccolo, dalle 6 alle 28 masse terrestre, mentre a causa della grande distanza dalla stella, la sua orbita dovrebbe essere molto lenta ed ampia.
La formazione, quindi, sarebbe avvenuta in moltissimi anni.

E' proprio quest'ultimo aspetto a lasciar perplessi gli astronomi: Giove si è formato in 10 milioni di anni, mentre, secondo le stime, a questo pianeta ne servirebbero 200 volte di più.
Ma TW Hydrae ha un'età di circa 8 milioni di anni e, con una massa pari appena al 55% di quella del nostro Sole, l'esistenza del piccolo e lontano pianeta diventa sempre più improbabile.

Tuttavia, un'altra teoria sulla formazione planetaria suggerisce che il disco di polveri e gas possa diventare instabile in una zona, collassando su sé stesso. In questo scenario il pianeta potrebbe formarsi più rapidamente, in poche migliaia di anni.

Ma il mistero rimane: il disco protoplanetario di TW Hydrae mancherebbe di accumuli di materiale abbastanza grandi nelle sue regioni più esterne.
In base alle osservazioni del Atacama Large Millimeter Array in Cile, oltre i 8,8 milioni di chilometri dalla stella, quindi poco prima del gap, non esisterebbero neppure grani di polvere grandi come la sabbia.

Notizia segnalata da: PIANETABLUNEWS

Letto: 3549 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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