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Scritto: Martedì, 28 Luglio 2020 11:44 Ultima modifica: Domenica, 09 Agosto 2020 12:06

2020 NK1: la minaccia persiste...


Da ormai 10 giorni questo nuovo PHA di mezzo km di diametro campeggia come unico impattatore di livello 1 sulla "scala di Torino" nelle liste dell'ESA e della NASA. Ma il potenziale impatto è comunque improbabile e lontano nel tempo... (aggiornamento finale del 9 Agosto)

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Aggiornamento del 9 Agosto: nonostante la tempesta tropicale che ha colpito Portorico, il 31 luglio il radiotelescopio di Arecibo è riuscito ad osservare l'asteroide e di seguito riportiamo una immagine "Delay/Doppler" che ne mostra la forma allungata, vagamente simile a un'anfora (a sinistra l'immagine originale, a destra l'elaborazione fatta dal sottoscritto per eliminare il rumore e l'effetto di "pixellizzazione"); l'asse maggiore misura quasi 1 km. 

2020 NK1 Arecibo

Credits: Arecibo Observatory/NASA/NSF - Processing: Marco Di Lorenzo

Le osservazioni radar e ottiche (104 e 3 rispettivamente) coprono una finestra di 19 giorni (dal 13 luglio al 1 agosto) e il condition code è sceso a 4. Questo permette di stabilire che il massimo avvicinamento si è verificato alle 20:58 UTC del 31 luglio a una distanza di 8228416,8 ± 2,8 km dal geocentro mentre viene esclusa qualsiasi possibilità di impatto nel prossimo secolo e si prevede, nello stesso arco temporale, solo un altro passaggio ravvicinato nel 2043, al 40% della distanza di quest'anno (per la precisione, 3,41±0,26 milioni di km).

Aggiornamento alla mattina del 1 Agosto: come preventivato, 2020 NK1 è definitivamente scomparso anche dalla "risk page" di cneos/nasa e ora entrambe le agenzie non prevedono impatti possibili ma solo incontri neanche troppo ravvicinati (sempre oltre 3 milioni di km).

Aggiornamento alla sera del 29 luglio: la pericolosità dell'oggetto è scesa sulla pagina cneos (-1.73 sulla scala di Palermo cumulativa) e sulle pagine ESA/NEODyS, basata su un numero maggiore di osservazioni, l'oggetto è addirittura sceso al livello 0 sulla scala di Torino, con un valore -2.45 sulla scala di Palermo! E' probabile che questo destino venga seguito anche sulla pagina NASA appena verranno incluse le ultime osservazioni.

 La storia è questa: lo scorso 13 luglio, l'osservatorio Atlas di Mauna Loa (isole Hawaii) ha avvistato un asteroide di magnitudine apparente leggermente superiore a 18 che si muoveva piuttosto rapidamente, segno di una certa vicinanza alla Terra; poche ore dopo, l'osservazione è stata confermata dal Mount John Observatory, Lake Tekapo (Nuova Zelanda). Sulla base di queste ed altre osservazioni, pochi giorni dopo sia il JPL americano che il NEODyS europeo hanno calcolato una prima orbita grossolana, trovando che si tratta di un asteroide Apollo con un'orbita decisamente allungata (e=0,65) e inclinata (i=45°), che al perielio si spinge all'interno dell'orbita di Venere e all'afelio raggiunge la fascia degli asteroidi (suo probabile luogo d'origine); l'oggetto riceveva anche un nome ufficiale, quello di 2020 NK1.

 Fin qui, nulla di eccezionale se non fosse per il valore particolarmente basso di un parametro, il cosiddetto MOID che significa "Minimum Orbit Intersection Distance" e fornisce la distanza minima dell'orbita dell'asteroide rispetto all'orbita di un pianeta. Nel caso della Terra, infatti, tale valore risultava pari a sole 0,0028 unità astronomiche, circa metà di quello che è il livello di guardia per oggetti che si avvicinano alla Terra (0,05 UA); questo fatto, unito alle dimensioni notevoli suggerite dalla magnitudine assoluta H di circa 19, fa si che 2020 NK1 rientri a pieno titolo nella categoria PHA (Potentially Hazardous Asteroid). Infatti, il calcolo della sua traiettoria nei futuri 100 anni ha rivelato una serie di potenziali impatti con il nostro pianeta, lontani nel tempo ma di probabilità non del tutto trascurabile. All'inizio, i potenziali impatti partivano dall'anno 2079 e l'evento più probabile cadeva nel 2093, poi con l'affinamento della conoscenza dell'orbita le date si sono spostate in avanti, con una finestra che attualmente si estende dal 2091 al 2101 secondo la NASA o dal 2086 al 2102 secondo ESA; in ogni caso, la data più insidiosa è quella del 4 agosto 2101 ed è quella a cui si riferisce l'indice di pericolosità 1 della scala di Torino, mentre tutti gli altri candidati sono al livello zero. Ricordiamo che in questa scala il livello 1 corrisponde a un oggetto che necessita di un controllo continuo, anche se la probabilità di impatto è bassa o "normale", nel senso che è confrontabile con la tipica probabilità di un impatto da parte di oggetti di pari dimensioni nell'arco di un secolo.

 L'immagine di apertura mostra l'attuale collocazione di 2020 NK1 secondo le stime fatte dalle due agenzie e, come si vede, per l'ESA la classificazione è divenuta marginale, di fatto al limite del livello zero; va sottolineato che la stima europea dovrebbe essere più affidabile perché fatta alcune ore dopo, basandocisi su un campione di osservazioni più ampio (87 invece di 80).

2020 NK1 trends

L'evoluzione della conoscenza dell'orbita e della pericolosità stimata per 2020 NK1 - Fonte dati: ESA/NEODyS - NASA/JPL/cneos - Processing/plots: Marco Di Lorenzo

  Come vediamo nei diagrammi qui sopra, con l'accumularsi di osservazioni l'orbita si è sempre più affinata e, infatti, il 22 luglio il Condition code che ne esprime la bontà si è abbassato da 9 (livello massimo pari a un'orbita grossolana) a livello 8; attualmente, come vediamo nel grafico in alto, l'incertezza sei principali parametri orbitali (eccentricità, semiasse maggiore e inclinazione) è diminuita di un fattore 20; è' probabile che a breve il Condition Code passi a 7 o anche meno. La probabilità cumulativa, riportata in basso a sinistra, è generalmente cresciuta nel tempo, come pure quella dell'impatto più significativo; questo aumento avviene spesso perché, con il migliorare della conoscenza dell'orbita, il ventaglio di possibili posizioni future si restringe e quindi, se tale ventaglio continua ad intercettare la Terra, le probabilità di un impatto aumentano. Questo fenomeno è legato Proprio al modo in cui vengono calcolate tali probabilità, effettuando cioè delle "simulazioni di tipo Montecarlo" con un gran numero di asteroidi "virtuali" che riempiono le posizioni possibili al presente; tali posizioni vengono poi proiettate nel futuro e la probabilità di impatto è data dal numero di asteroidi virtuali che impattano la Terra rispetto al totale. Una idea di questo procedimento la si può avere facendo girare il programma di simulazione sviluppato per NEODyS dall'Università di Pisa.

 Tra l'altro, la natura multipla di queste proiezioni fa si che, associati ad una stessa data, ci siano più eventi possibili, con probabilità diverse. Questo avviene per entrambe le previsioni NASA ed ESA e, sommando tra loro i diversi valori relativi al 3 agosto 2101, esse ammontano attualmente a 21 ppm e 8,65 ppm rispettivamente. Si tratta dunque di valori realmente piccoli, pari a una probabilità su svariate decine di migliaia! Inoltre, dato che tali eventi cadono a 81 anni da oggi, essi non figurano affatto nella rubrica NeoNews da me curata e che prende in esame solo i potenziali impatti nei prossimi 50 anni.

 Nei prossimi giorni l'asteroide continuerà ad avvicinarsi alla Terra, fino a raggiungere un minimo di 8,2 milioni di km la sera del 31 luglio. C'è quindi da aspettarsi un gran numero di osservazioni telescopiche ed è possibile che 2020 NK1 sia oggetto anche di osservazioni radar; di fatto, la pagina dedicata ai potenziali target del radiotelescopio di Arecibo lo elenca come possibile oggetto di osservazioni tra il 29 e il 31 luglio. Se questo avverrà, e se magari l'asteroide verrà ripescato anche in qualche vecchia immagine d'archivio, disporremo un'orbita estremamente precisa che ci permetterà di stabilire con certezza se l'impatto del 2101 ci sarà davvero...

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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