Scritto: Venerdì, 10 Luglio 2020 08:54 Ultima modifica: Venerdì, 10 Luglio 2020 16:03

Odd Radio Circles (ORC) una nuova classe di oggetti astronomici?


In un articolo in attesa di revisione, pubblicato su arXiv e presentato a Nature Astronomy, l'astrofisico Ray Norris, della Western Sydney University in Australia, descrive gli ORC (Odd Radio Circles), caratteristiche circolari che potrebbero rappresentare un nuovo tipo di segnale radioastronomico.

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Odd Radio Circles (ORC) una nuova classe di oggetti astronomici? Crediti: Norris et al., arXiv, 2020

"Le caratteristiche circolari sono ben note nelle immagini radioastronomiche e di solito rappresentano un oggetto sferico come un residuo di supernova, una nebulosa planetaria, un guscio circumstellare, o un disco protoplanetario, o una galassia" scrivono i ricercatori nel loro articolo. "Possono anche derivare da artefatti di imaging intorno a fonti luminose, causati da errori di calibrazione o inadeguata deconvoluzione" ma queste caratteristiche "non sembrano corrispondere a nessuno tipo di oggetto o artefatto noto. Sembrano piuttosto una nuova classe di oggetti astronomici".

Gli ORC sono stati osservati per la prima volta nei dati raccolti durante la fine del 2019, nell'ambito del progetto Pilot Survey of the Evolutionary Map of the Universe (EMU) condotto utilizzando l'Australian Square Kilometer Array Pathfinder (ASKAP). Nonostante il team avesse individuato ben tre strani cerchi nelle immagini, il dubbio che potesse trattarsi di un errore di rilevazione si è protratto fino a quando ci si è accorti di un quarto ORC anche nei dati raccolti nel 2013 con il Giant MetreWave Radio Telescope, in India. Inoltre, successive osservazioni di follow-up con un altro telescopio australiano, l'Australia Telescope Compact Array, hanno confermato ORC-1 e ORC-2.

Tutti e quattro gli ORC sono ad alte latitudini galattiche, a una certa distanza dal piano galattico e hanno un diametro di circa 1 minuto d'arco (che è quasi un 3 per cento delle dimensioni della Luna piena nel cielo notturno). Tuttavia, non conoscendo la distanza di tali oggetti, potrebbe non voler dire molto.
Tutti e quattro sono visibili solo nelle lunghezze d'onda radio: sono completamente invisibili nelle lunghezze d'onda dei raggi X, ottiche o infrarosse.
È possibile che possano essere collegati all'attività galattica ma solo due di essi hanno una galassia ottica vicino al centro dell'emissione radio.
Uno di essi, ORC-3 sembra essere leggermente diverso: più simile ad un disco uniforme che ad un anello.

Nonostante nell'aspetto possano ricordare un residuo di supernova o una nebulosa planetaria, nessuna di queste due spiegazioni può essere presa in considerazione, dicono gli scienziati.
Per quanto riguarda i resti di supernova, il problema è numerico. EMU ha osservato solo una piccola parte di cielo, rilevando tre ORC. Perciò, se fossero resti di supernova ne dovrebbero esistere almeno 50.000 nella Via Lattea, mentre ne conosciamo circa 350. Per quanto riguarda le nebulose planetarie, invece, l'indice spettrale radio degli ORC non è coerente con tale identificazione.

Il team ritiene che qualunque cosa stia causando gli ORC è probabilmente al di fuori della Via Lattea, come un'onda d'urto sferica gigante causata da un evento enorme.
"Recentemente sono state scoperte diverse classi di eventi transitori, in grado di produrre un'onda d'urto sferica come FRB, esplosioni di raggi gamma e fusioni di stelle di neutroni. Tuttavia, a causa della grande dimensione angolare degli ORC, ciascuno di questi eventi si sarebbe verificato in un lontano passato", scrivono gli autori nella loro ricerca.
"È anche possibile che gli ORC rappresentino una nuova categoria di fenomeni, derivati dai getti di una radiogalassia o di un blazar quando sono verso la fine". "In alternativa, possono rappresentare alcuni resti di un precedente deflusso da una radiogalassia". Tuttavia, il discorso rimane aperto ed intrigante. Solo su una cosa gli scienziati concordano: ciò che stiamo guardando è un nuovo fenomeno o una nuova rilevazione di un fenomeno noto.

Tra i dati, il team ha anche identificato 6 ORC candidati molto più deboli che potrebbe aiutare a far luce su questo nuovo mistero galattico.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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