Scritto: Sabato, 27 Giugno 2020 05:52 Ultima modifica: Giovedì, 02 Luglio 2020 06:47

Sarà la Cina destinata al primo contatto con E.T.?


Il più grande radiotelescopio a singola antenna al mondo, FAST (Five hundred meter Aperture Spherical Telescope), da settembre inizierà a cercare segnali provenienti da civiltà aliene.

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FAST, chiamato anche FAST-500 per via della sua apertura di 500 metri e note come "Tianyan" o "Occhio del Cielo", dopo aver iniziato le osservazioni nel 2016, sta per entrare nel vivo delle operazioni.
Attualmente è in upgrade, un aggiornamento che consentirà di schermare la maggior parte delle interferenze e riprenderà l'attività a settembre, inclusa la ricerca di segnali provenienti da eventuali società extraterrestri.
A rilevarlo ufficialmente è stato il professor Tong-Jie Zhang, scienziato capo del gruppo di ricerca SETI in Cina, durante un'intervista al Science and Technology Daily.

Per il progetto, la Cina ha collaborato a stretto contatto con l'Università della California, Berkeley, nota per la sua esperienza in questo campo.
Secondo Zhang, l'alta risoluzione e l'eccellente capacità di gestire il rumore cosmico renderanno FAST ancora più potente nella ricerca aliena. Simultaneamente sarà lanciata una nuova campagna osservativa perché l'Occhio del Cielo non si occuperà solo di E.T.

Gli scienziati cinesi hanno pianificato un programma di scansione che coprirà il 57% della volta celeste, chiamato Commensal Radio Astronomy FAST Survey (CRAFTS). Quest'ultimo impegnerà il telescopio per oltre 5.000 ore durante le quali troverà gli eventuali segnali candidati ed eseguirà il follow-up su questi target. FAST fornirà alla Cina anche un grande potenziale per trasmettere segnali terrestri nello spazio che potrebbero essere rilevati dagli alieni. Ma non è ancora chiaro se il governo di Pechino approverà i cosiddetti METI (Messaging Extraterrestrial Intelligence)

FAST ha già testato la ricerca SETI lo scorso anno. Un articolo pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal descrive in dettaglio i risultati prodotti dal primo flusso di dati raccolto con il ricevitore multicanale SERENDIP VI, che copre le bande di frequenza da 1000 MHz a 1500 MHz con una risoluzione di frequenza di circa 3.72 Hz.
Le informazioni sono state elaborate con il software SETI Nebula (originariamente nato per il progetto SETI@home) combinato con algoritmi di apprendimento automatico che hanno permesso di rimuovere le interferenze e di classificare i segnali candidati in base al numero di volte che sono stati rilevati più o meno nella stessa porzione di cielo, con la stessa frequenza ed intensità, vicino ad un oggetto astronomico di interesse.

FAST si trova all'interno di una conca naturale in un paesaggio spettacolare, ricco di formazioni carsiche, nella provincia meridionale di Guizhou, in Cina.
Il progetto fu proposto inizialmente 18 anni fa ma i lavori iniziarono nel 2011 per un costo complessivo di 180 milioni di dollari.
Anche se fisicamente l'antenna ha un diametro di mezzo chilometro, l'apertura effettivamente utilizzabile per osservazioni astronomiche non supera i 300 metri paragonabili dunque all'apertura del celebre radiotelescopio/radar di Arecibo, operativo dal 1963 nell'isola di Portorico e gestito dal NRAO americano. Tuttavia, rispetto a quest'ultimo, FAST ha il doppio della sensibilità ed una velocità di rilevamento superiore dalle 5 alle 10 volte (leggi anche: FAST: il ciclope cinese).

Al contrario di quanto si possa pensare, il progetto FAST non è in concorrenza con la ricerca SETI d'oltreoceano. Anzi, in questo tipo di attività la cooperazione è fondamentale. Infatti, quando i ricercatori rilevano un segnale promettente, avere il supporto di altre stazioni di Terra che riescano a tenerlo agganciato durante la rotazione terrestre e possano contribuire ad individuare la fonte, è un punto chiave delle operazioni. In questo senso, FAST sarà un supporto davvero importante. Allo stesso modo, se i cinesi ricevessero per primi un segnale, avrebbero bisogno del supporto internazionale per confermarlo. L'astronomo SETI Seth Shostak ha sottolineato che non esistono protocolli internazionali vincolanti e tali da obbligare Pechino a divulgare la scoperta, Ma se la Cina decidesse di non condividere le informazioni, allora la sua comunità astronomica dovrà, da sola, analizzare il segnale ed escluderne definitivamente qualsiasi origine naturale o terrestre. E, in tal caso, qualsiasi scoperta solleverebbe una buona dose di scetticismo nel resto del mondo.

 

Ma quali sono stati finora i segnali promettenti più noti?

Finora, non è stato possibile attribuire agli alieni alcun segnale candidato. Nessuno è stato confermato, nessuno smentito con assoluta certezza.
Anche il famoso segnale "WOW!" del 1977, un evento di 72 secondi raccolto dall'osservatorio Big Ear presso la Ohio State University, è stato spiegato come fenomeno naturale, probabilmente originato da una cometa in transito.

Nel 2003, il progetto SETI@home individuò una radiosorgente denominata SHGb02+14a. Il segnale, ricevuto tre volte, sembrava provenire tra le costellazioni Pesci e Ariete, dove non vi è alcuna stella o sistema planetario evidente entro 1000 anni luce. La trasmissione era molto debole e centrato su una frequenza di 1420 MHz, la stessa a cui l'idrogeno assorbe e irradia fotoni. Presentava, inoltre, alcune caratteristiche interessanti come una deriva in frequenza da 8 a 37 hertz al secondo, come potrebbe accadere se venisse trasmesso da un pianeta in rotazione sul proprio asse. Ma questa peculiarità risultava anche sconcertante perché questo ipotetico pianeta dovrebbe ruotare 40 volte più velocemente della Terra per produrre la deriva osservata (un trasmettitore terrestre avrebbe una deriva di circa 1,5 hertz al secondo). Fatto è che questo segnale è rimasto irrisolto: potrebbe essere stato un artefatto o un evento generato da una pulsar o un altro oggetto astronomico che ancora non siamo riusciti a vedere.

Nel 2008 un piccolo osservatorio in un sobborgo di Sydney (Australia) sembrava avesse ricevuto un segnale laser intelligente dalla direzione di 47 Tucanae, un ammasso globulare veramente antico di circa 35.000 stelle nella costellazione meridionale del Tucano. Tuttavia, non avendo avuto riscontri successivi, è stato successivamente liquidato come un disturbo dovuto ai raggi cosmici.

Nel maggio 2015, un team di ricercatori individuò con un radiotelescopio russo un forte segnale radio originato nei pressi della stella simile al sole HD 164595, che si trova a 94 anni luce dalla Terra. Ma questo segnale, proprio come WOW! è stato rilevato solo una volta e, dopo essere apparso rapidamente, altrettanto rapidamente è svanito. HD 164595 è un sistema planetario di qualche miliardo di anni più vecchio del nostro e, al momento, l'unico pianeta conosciuto in questo sistema ha le dimensioni di Nettuno ed orbita molto vicino alla sua stella. Tuttavia, questo segnale non è più stato rilevato con le osservazioni di follow-up, lasciando il dubbio che fosse di origine terrestre. La sua intensità era di 0,75 Jansky, cioè debole, ma non sappiamo se a causa della distanza dalla fonte o per la dispersione in frequenza dovuta alla larghezza di banda molto ampia del ricevitore russo.

Anche il misterioso segnale ricevuto da Arecibo nel 2017 e proveniente dalla nana rossa Ross 128, una stella che si trova nella costellazione della Vergine a soli 11 anni luce dalla Terra, è parso alla fine provenire dall'orbita terrestre.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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