Quando una luna orbita attorno ad un pianeta crea un rigonfiamento temporaneo su quest'ultimo, le cosiddette forze di marea. Saturno, però ruota molto più velocemente attorno al proprio asse di quanto ci impieghi Titano per girargli attorno, con la conseguenza che il picco mareale sul pianeta precede sempre il satellite. A causa di questo disallineamento Titano riceve una spinta gravitazionale che la allontana da Saturno. A parte Fobos, il satellite marziano che invece rischia di impattare con il Pianeta Rosso, questo è un destino comune a molte lune nel Sistema Solare. Ora, grazie ai dati restituiti dalla missione della NASA Cassini, gli scienziati hanno scoperto che Titano sta andando alla deriva più velocemente di quanto precedentemente stimato: ben 11 centimetri all'anno.

Questa scoperta potrebbe aiutare a svelare uno dei tanti misteri del sistema di Saturno: mentre il pianeta è nato 4,6 miliardi di anni fa con la formazione del nostro Sistema Solare, quanti anni hanno gli anelli e le oltre 80 coreografiche lune?
"Questo risultato restituisce un nuovo importante pezzo del puzzle per la questione molto dibattuta sull'età del sistema di Saturno e di come si sono formate le sue lune", ha detto Valery Lainey, autrice principale del documento pubblicato l'8 giugno in Nature Astronomy.

Nello studio, i ricercatori hanno mappato le stelle sullo sfondo delle immagini di Cassini per ricostruire accuratamente l'orbita di Titano, utilizzando come verifica i dati di radio-scienza raccolti dalla sonda durante dieci sorvoli ravvicinati tra il 2006 e il 2016.
"Usando due set di dati completamente diversi, abbiamo ottenuto risultati in pieno accordo e in accordo anche con la teoria di Jim Fuller, che prevedeva una migrazione molto più rapida di Titano", ha affermato il coautore Paolo Tortora, dell'Università di Bologna, che fa parte del team Radio Science della Cassini. Fuller, ricercatore del California Institute of Technology (USA) e coautore del documento, quattro anni fa teorizzò il “resonance locking", in base al quale la migrazione orbitale delle lune dei pianeti gassosi sarebbe più rapida, a causa di particolari risonanze tra le oscillazioni della struttura interna del pianeta e il moto orbitale dei satelliti. Queste sarebbero responsabili di catturare le lune durante l’evoluzione del pianeta e farle successivamente migrare, più velocemente di quanto avverrebbe con il solo meccanismo delle maree.

Tale ipotesi si ripercuote anche su un altro aspetto: negli ultimi 50 anni, gli scienziati hanno applicato le formule classiche per stimare la velocità di allentamento di una luna da un pianeta ed hanno utilizzato questo valore per stimare anche l'età del satellite.
"Le nuove misurazioni implicano che questo tipo di interazioni pianeta-luna possono essere più importanti delle aspettative precedenti e possono applicarsi a molti sistemi, dalle lune planetarie, agli esopianeti e persino a sistemi binari di stelle", ha dichiarato Fuller.