Scritto: Sabato, 02 Maggio 2020 05:13 Ultima modifica: Sabato, 02 Maggio 2020 06:23

Tettonica lunare ancora in corso


Alcune creste lunari esposte potrebbero essere la prova di processi tettonici ancora attivi, legati al grande impatto che molto tempo fa ha rischiato di fare a pezzi il nostro satellite.

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In alto a sinistra, un'immagine in infrarosso; in alto a destra ed in basso, le foto del Lunar Reconnaissance Orbiter. In alto a sinistra, un'immagine in infrarosso; in alto a destra ed in basso, le foto del Lunar Reconnaissance Orbiter. Crediti: NASA

"C'è questa convinzione che la Luna sia morta da molto tempo ma continuiamo a scoprire che non è così", ha spiegato Peter Schultz, professore del Dipartimento di Scienze della Terra, Ambientali e Planetarie della Brown University, co-autore della ricerca pubblicata sulla rivista Geology. "Da questo studio emerge che Luna potrebbe ancora scricchiolare e spezzarsi al giorno d'oggi e queste creste ne sono la prova".

La regolite, che normalmente avvolge il paesaggio lunare, è una sorta di coperta polverosa di roccia macinata, creata dal costante bombardamento di piccoli meteoriti e altri impattatori.
Generalmente, le aree di suolo e rocce esposte sono molto rare ma diverse sono state individuate grazie alle immagini ad alta risoluzione collezionate dalla sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).
"I blocchi esposti sulla superficie hanno una durata relativamente breve perché l'accumulo di regolite si verifica costantemente", ha affermato Schultz. "Quindi, quando li vediamo, ci deve essere qualche spiegazione su come e perché si siano formati".

Adomas Valantinas, studente laureato dell'Università di Berna, ha indagato queste zone usando i dati di DLRE (Diviner Lunar Radiometer Experiment), uno strumento a bordo della sonda che misura le emissioni termiche superficiali della Luna.
Proprio come le città ricoperte di cemento sulla Terra trattengono più calore rispetto alla campagna circostante, le rocce esposte sulla Luna rimangono più calde durante la notte lunare rispetto alle superfici coperte di regolite.

La sovrapposizione delle immagini termiche con le immagini nel visibile di LRO ha evidenziato più di 500 punti di "calda" roccia esposta sulle creste più strette, che attraversano i mari lunari. 

I ricercatori avevano già notato alcune peculiarità simili ma tutte si trovavano sui bordi dei antichi bacini da impatto pieni di lava e potevano essere spiegate con il movimento creato dal continuo cedimento del pavimento lavico del cratere, in risposta al suo stesso peso.
Questo nuovo studio, tuttavia, mostra che le creste più attive sono legate a un misterioso schema di caratteristiche tettoniche (creste e faglie) sul lato vicino della Luna, non correlato né agli antichi bacini lavici né alle giovani faglie che attraversano le alture.
"Quello che abbiamo trovato qui richiede una spiegazione diversa", ha sottolineato Schultz.

La mappatura delle caratteristiche effettuata dai due ricercatori ha trovato una curiosa correlazione con i dati rilevati dalla missione GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) che, nel 2014, trovò una rete di antiche crepe nella crosta lunare. Queste si trasformavano in veri e propri canali attraverso i quali scorreva il magma per formare profonde intrusioni, alle quali le cime esposte appena individuate sembrano allinearsi perfettamente.
"Questo ci fa pensare che quello che stiamo vedendo è un processo in corso guidato da cose che accadono ora all'interno della Luna", ha aggiunto Schultz.

I ricercatori suggeriscono, quindi, che le creste sopra le antiche infiltrazioni magmatiche si stanno ancora muovendo verso l'alto. Lo spostamento rompe la superficie e consente alla regolite di drenare all'interno delle fessure e dei vuoti che si creano, lasciando rocce esposte ben visibili. Poiché i punti nudi sulla Luna vengono coperti abbastanza rapidamente, l'attività di cracking, chiamata ANTS (Active Nearside Tectonic System), deve essere un processo abbastanza recente, probabilmente in corso proprio oggi.

I ricercatori ritengono che l'ANTS sia effettivamente iniziato miliardi di anni fa a seguito di un impatto enorme sul lato opposto della Luna. Lo stesso che avrebbe formato il bacino Polo Sud Aitken, all'interno del quale sta operando la missione cinese Chang'e 4.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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