Scritto: Martedì, 21 Aprile 2020 07:49 Ultima modifica: Martedì, 21 Aprile 2020 18:52

Fomalhaut b: il pianeta perduto


L'oggetto classificato come Fomalhaut b potrebbe non essere un pianeta extrasolare: fotografato per la prima volta nel 2004, ora sembra essere scomparso.

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Il diagramma simula le osservazioni Hubble nel corso degli anni. Il diagramma simula le osservazioni Hubble nel corso degli anni. Crediti: NASA, ESA, and A. Gáspár and G. Rieke (University of Arizona)

La scoperta dell'esopianeta era stata ufficialmente annunciata nel 2008, trovato grazie ad una serie di fotografie scattate dal telescopio spaziale Hubble tra il 2004 ed il l 2006.
Era noto per essere il primo pianeta osservato nel visibile, classificato come gigante gassoso e doveva essere in orbita attorno alla stella bianca Fomalhaut, la più brillante della costellazione del Pesce Australe, a circa 25 anni luce dalla Terra.

L'oggetto era molto luminoso nel visibile e dimostrava chiaramente di muoversi nello spazio nelle diverse osservazioni di Hubble (proprio come fa un pianeta in orbita attorno ad una stella). Tuttavia, ora gli scienziati non sono più tanto convinti che quell'oggetto fosse realmente un pianeta perché sembra essere svanito nelle osservazioni più recenti.

I primi dubbi erano sorti nel 2012, quando il telescopio spaziale Spitzer aveva guardato in quella direzione senza rilevare alcun pianeta nell'infrarosso. Inoltre, gli scienziati avevano notato una curiosa incapacità del corpo di perturbare l'anello di gas e polveri che circonda la stella.
Allo stato attuale, una delle interpretazioni più plausibili è che l'oggetto fotografato nel 2004 era in realtà una nuvola di polveri in espansione, prodotta da una collisione tra due grandi corpi in orbita attorno alla luminosa Fomalhaut. Se confermato, la scoperta potrebbe essere ancora più sensazionale: "Queste collisioni sono estremamente rare", ha dichiarato nel comunicato András Gáspár, dell'Università dell'Arizona a Tucson. "Crediamo di esserci trovati nel posto giusto al momento giusto e di aver assistito ad un evento così improbabile con il telescopio Hubble della NASA".

"Il sistema Fomalhaut è il laboratorio di test definitivo per tutte le nostre idee su come si evolvono gli esopianeti e i sistemi stellari", ha aggiunto George Rieke dello Steward Observatory dell'Università dell'Arizona. "Abbiamo prove di tali collisioni in altri sistemi ma nessuna di queste dimensioni è stata osservata così vicino a noi".

Lo studio "New HST [Hubble] data and modeling reveal a massive planetesimal collision around Fomalhaut", pubblicato il 20 aprile, "ha analizzato tutti i dati di Hubble d'archivio disponibili su Fomalhaut ed ha rivelato diverse evidenze che insieme dipingono uno scenario da cui emerge che l'oggetto di dimensioni planetarie non può mai essere esistito".
"Chiaramente, Fomalhaut b stava facendo cose che un pianeta in buona fede non dovrebbe fare", ha commentato Gáspár.

Tenendo conto di tutti i dati disponibili, Gáspár e Rieke hanno calcolato che la collisione deve avvenuta non molto tempo prima delle prime osservazioni del 2004. Ormai la nuvola di detriti, costituita da particelle di polvere più piccole di 1 micron, è inferiore al limite di rilevamento di Hubble. Si stima che attualmente si sia espansa occupando dimensioni maggiori dell'orbita terrestre attorno al Sole.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
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