Scritto: Martedì, 28 Maggio 2013 05:37 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Composizione della Luna: molto materiale potrebbe arrivare dallo spazio


Il 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un piccolo masso aveva colpito la superficie lunare nel Mare Imbrium. L'impatto aveva creato un lampo di luce che, per circa un secondo, aveva illuminato il sito facendolo brillare come una stella di magnitudine 4.

Ora, secondo un nuovo documento, il venticinque per cento dei crateri lunari potrebbe aver incorporato i resti dei meteoriti che li hanno generati: questo risultato, se fosse corretto, riaprirebbe nuovamente il dibattito sulla composizione del nostro satellite.

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Luna - Tycho Crater

Credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Il 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un piccolo masso aveva colpito la superficie lunare nel Mare Imbrium. L'impatto aveva creato un lampo di luce che, per circa un secondo, aveva illuminato il sito facendolo brillare come una stella di magnitudine 4.

Ora, secondo un nuovo documento, il venticinque per cento dei crateri lunari potrebbe aver incorporato i resti dei meteoriti che li hanno generati: questo risultato, se fosse corretto, riaprirebbe nuovamente il dibattito sulla composizione del nostro satellite.

"Gli studi futuri sulla composizione della Luna dovranno confermare che le rocce in superficie provengono realmente dalla Luna e non sono invece state consegnate da impatti, soprattutto per quanto riguarda i minerali insoliti o esotici", ha dichiarato il co-autore dello studio Jay Melosh della Purdue University.

Melosh e i suoi colleghi, guidati da Zhong Yue della Purdue e della Chinese Academy of Sciences' Institute of Remote Sensing Applications di Pechino, hanno usato modelli computerizzati per simulare la formazione dei crateri lunari.

Hanno determinato così, che un quarto degli impatti avviene ad una velocità di 43.130 chilometri orari, o poco meno, ossia molto velocemente ma non abbastanza da causare la distruzione della roccia spaziale che colpisce la superficie.

Altre simulazioni indicano che a tali velocità di impatto, poco materiale viene vaporizzato e la maggior parte viene scagliato contro le pareti del cratere in formazione. Se il cratere è ampio almeno 20 chilometri, i resti dell'urto tendono ad accumularsi in un picco centrale, mentre il fondo del cratere si abbassa sotto la gravità lunare.

I nuovi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience il 26 maggio e potrebbero spiegare la formazione di materiali esotici, come spinelli e olivine, o di crateri tipo il Copernico il Tycho (in foto).

Spinelli e olivine sono comuni in molti asteroidi, così questi materiali potrebbero non essere indigeni della Luna come supposto finora.

Le simulazioni del team presentano anche altri risvolti interessanti: alcuni materiali dalla Terra, a seguito di colossali impatti, potrebbero aver raggiunto la Luna a basse velocità.

"Ciò solleva la possibilità di trovare materiale della Terra primordiale, espulso da collisioni miliardi di anni fa, in depositi massicci sulla Luna, e suggerisce un'altra spiegazione per gli spinelli: potrebbero essere depositi derivati ​​dal mantello superiore della Terra, accumulatesi tempo fa sulla Luna e rielaborati" spiega Erik Asphaug dell'Arizona State University.

"Ancora più provocatoria è l'ipotesi che potremmo trovare un giorno materiali protobiologici della Terra, non più reperibili sul nostro pianeta geologicamente attivo e ripetutamente riciclato: potrebbero essere stati conservati al fresco nella soffitta lunare", aggiunge Asphaug.

Letto: 3765 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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