Scritto: Giovedì, 09 Maggio 2013 05:44 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Rilevate nubi di idrogeno tra Andromeda e la Galassia del Triangolo


Grazie alle osservazioni del Green Bank Telescope (GBT), presso il National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gli astronomi hanno scoperto un cluster di nubi di idrogeno tra la galassia di Andromeda (M31) e del Triangolo (M33), mai osservato prima.

I ricercatori ipotizzano che questi residui rarefatti di gas facciano parte di serbatoi più grandi di gas caldo e ionizzato, ancora non identificati, che potrebbero accompagnare la materia oscura.

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GBT M31 M33 cluster di idrogeno

Credit: Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF

Grazie alle osservazioni del Green Bank Telescope (GBT), presso il National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gli astronomi hanno scoperto un cluster di nubi di idrogeno tra la galassia di Andromeda (M31) e del Triangolo (M33), mai osservato prima.

I ricercatori ipotizzano che questi residui rarefatti di gas facciano parte di serbatoi più grandi di gas caldo e ionizzato, ancora non identificati, che potrebbero accompagnare la materia oscura.

"Sappiamo da tempo che molti tratti apparentemente vuoti dell'Universo contengono vaste ma diffuse macchie di caldo, idrogeno ionizzato", ha dichiarato Spencer Wolfe della West Virginia University a Morgantown.
"Precedenti osservazioni della zona tra M31 e M33 hanno suggerito la presenza di un idrogeno più freddo e neutro ma non avevamo potuto vedere tutti i dettagli per determinare se fosse una struttura definita o rappresentasse una nuova caratteristica cosmica. Ora, con immagini ad alta risoluzione del GBT, siamo stati in grado di rilevare concentrazioni discrete di idrogeno neutro emergenti da quello che è pensato per essere un campo informe prevalentemente di gas".

I radiotelescopi terrestri sono in grado di decifrare i segnali nelle lunghezze d'onda emessi dall'idrogeno atomico neutro che, anche se molto comune nell'Universo, non è facile da rilevare.
I ricercatori sospettavano, da più di 10 anni, l'esistenza di queste sacche tra M31 e M33 ma l'evidenza era appena accennata, così poco da non poter trarre conclusioni certe. Non disponendo di molti dettagli, fino ad oggi, una delle ipotesi era che queste nubi provenissero da iterazione tra le due galassie e che una forza gravitazionale, formasse un debole "ponte" tra le due.

Poi lo scorso anno il GBT rilevò l'impronta dell'idrogeno e osservazioni successive, chiarirono che non si trattava di una semplice eterea presenza ma di sacche "solide": più della metà del gas era vistosamente aggregato tanto da far scambiare le sacche per galassie nane.
Il GBT ha fornito, inoltre, importanti informazioni sulla velocità di questi serbatoi, scoprendo che si muovono in sintonia con Andromeda e la Galassia del Triangolo.

"Queste osservazioni suggeriscono che sono entità indipendenti e non sono la periferia delle due galassie", ha detto Felix J. Lockman, astronomo presso l'NRAO a Green Bank. "Il loro orientamento è altrettanto interessante e potrebbe essere il risultato di un filamento di materia oscura. L'ipotesi è che il filamento di materia oscura, se esiste, potrebbe fornire l'impalcatura gravitazionale su cui condensano queste nubi da un circostante campo di gas caldo".

E dove c'è idrogeno neutro, c'è carburante per nuove stelle:
"La regione che abbiamo studiato è solo una frazione dell'area intorno M31 segnalata per l'idrogeno diffuso", ha detto DJ Pisano di West Virginia University. "Le nuvole osservate qui potrebbe essere solo la punta di una popolazione più grande, là fuori, in attesa di essere scoperta".

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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