Scritto: Domenica, 10 Novembre 2019 00:59 Ultima modifica: Martedì, 12 Novembre 2019 05:24

I tesori di Tess In evidenza


Il satellite ha concluso a luglio la rassegna sull'emisfero australe e ci sono già un migliaio di esopianeti, anche se la maggior parte per ora sono solo candidati da confermare...

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Il cielo osservato da Tess nel corso di 1 anno, con ingrandimenti su alcuni oggetti interessanti dell'emisfero Sud Il cielo osservato da Tess nel corso di 1 anno, con ingrandimenti su alcuni oggetti interessanti dell'emisfero Sud Credit: NASA/MIT/TESS - Processing: Marco Di Lorenzo

 Dopo un lavoro silenzioso durato un anno, il 18 luglio scorso il "Transiting Exoplanet Survey Satellite" della NASA ha completato l'osservazione dei primi 13 settori che coprono l'emisfero australe ed ha quindi iniziato a ripetere la stessa operazione per l'emisfero boreale (più precisamente, qui stiamo parlando delle porzioni di cielo meridionali e settentrionali rispetto alla linea dell'eclittica, piuttosto che dell'equatore). L'immagine in apertura è un mosaico di 208 "scatti", ripresi dai 4 telescopi a bordo; ciascun telescopio ha un obiettivo a largo campo che "illumina" quattro sensori sul piano focale, motivo per cui appaiono delle sottili separazioni (segmenti neri) tra le varie porzioni riprese; invece, le separazioni di forma triangolare sulla parte esterna sono dovute al fatto che, in prossimità dell'eclittica, il campo abbracciato dai telescopi non è sufficiente a coprire completamente il cielo. Al contrario, nelle regioni centrali c'è ampia sovrapposizione tra i campi inquadrati e questo ha permesso di monitorare più a lungo le stelle in quelle regioni, permettendo di scoprire un maggior numero di esopianeti con periodi anche più lunghi (cosa evidente nella figura più in basso).

 L'immagine presentata ha una risoluzione "nativa" spaventosa (267 Mpixel) e qui è stata ridimensionata a "soli" 4 Mpixel; tuttavia, alcuni dettagli sono mostrati, nei vertici, ingranditi di un fattore 4, dunque solo metà della piena risoluzione. Essi sono, partendo dall'angolo in alto a sinistra ed andando in senso orario, la nebulosa "sacco di carbone" (una nube oscura che offusca le stelle della Via Lattea), le nebulose M42 e "testa di cavallo" di Orione, la Grande Nube di Magellano e la Piccola Nube di Magellano (accanto alla quale c'è anche l'ammasso globulare NGC104).

 Il mosaico rappresenta solo una piccola porzione della immensa mole di dati raccolti da Tess in un anno: oltre 20 Terabystes! Questo perché ciascun settore è stato immortalato ogni 30 minuti, per un totale di oltre 15000 immagini trasmesse a Terra. Lo scopo, lo ricordiamo, non era quello di scattare "belle fotografie" ma quello di monitorare la luminosità . Naturalmente, senza volerlo, TESS ha immortalato anche diversi fenomeni di altra natura, tra cui il passaggio di una cometa, diverse supernove e persino il lampo prodotto da una stella mentre veniva inghiottita da un buco nero!

Tess SouthSystems

Mappa dei sistemi planetari finora rilevati da TESS. In giallo i candidati da confermare con ulteriori osservazioni, in azzurro quelli confermati con il nome della stella. - Credit: NASA/MIT/TESS - Processing: Marco Di Lorenzo

 L'immagine qui sopra (ruotata rispetto alla precedente) mostra i 29 pianeti identificati da Tess e confermati da ulteriori osservazioni fatte con altri strumenti; ad essi si aggiungono quasi 1000 candidati identificati fino al 1 Settembre e che non sono stati ancora confermati; questa, comunque, è solo la punta dell'iceberg, dato che l'analisi dei dati raccolti è ancora in corso e si prevede che Tess possa scoprire qualcosa come 20mila pianeti al termine della sua missione. La regione coperta meglio ed in maniera continua, attorno al polo sud dell'eclittica, include la Grande Nube di Magellano e dista 23,5° dal Polo Sud celeste (situato al di sotto del centro della seconda immagine); essa è in una collocazione ideale per ulteriori osservazioni dirette dei pianeti tramite il James Webb Telescope, a partire dal 2021 (si spera!).

Fonte: https://svs.gsfc.nasa.gov/13285

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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