La 2I/Borisov continua ad avvicinarsi, diventando sempre meglio visibile grazie al progressivo allontanamento dal bagliore solare e all'aumento di luminosità. Da quando era stata scoperta, lo scorso 30 Agosto, la sua magnitudine totale è passata da 18,5 a 17,0 (un aumento di luminosità di quasi 4 volte) e la sua distanza apparente dal Sole è salita da 38° a 57°; in questo intervallo di tempo, la distanza tra noi e la cometa si è ridotta di una unità astronomica e ora vale 2,7 ua (poco più di 400 milioni di km).

 Questa evoluzione ha reso possibile osservazioni sempre più dettagliate e "profonde" e qui riportiamo i risultati delle misure ottiche fatte da due astronomi (uno americano e l'altro norvegese) presso il "Nordic Optical Telescope" (NOT) nelle isole Canarie. Le osservazioni, condotte in 6 notti tra il 13 Settembre e il 4 Ottobre, hanno chiaramente mostrato una chioma di polvere e gas, di aspetto stabile; essa è visibile nelle seguenti immagini, basate su 8 esposizioni di 3 minuti ciascuna; nella versione al centro sono visibili in rosso le curve di livello (isofote) per evidenziare il contorno della chioma e in quella a destra una versione "smoothed" per evidenziare i dettagli più deboli, con un inserto della prima immagine per apprezzare le differenze nella zona più luminosa e "sovraesposta"; sono anche indicate le direzioni opposte a quelle in cui si muove la cometa e in cui si trova il Sole. 

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Credits: D. Jewitt and J. Luu - Processing: Marco Di Lorenzo

 Si stima che, entro 15000 km dal nucleo, la quantità di polvere presente nella chioma "ricopra" complessivamente 130 km2 sulla volta celeste e che questa quantità aumenti al ritmo dell'1% ogni giorno, con un tasso di perdita pari a circa 2 kg/s. La massa di polvere espulsa finora ammonterebbe a 1,3×107 kg. Estrapolando all'indietro questa attività, si deduce che l'attività cometaria è iniziata a giugno, quando la cometa era a 4,5 unità astronomiche, poco dentro l'orbita di Giove; questa è una distanza tipica alla quale anche le comete nostrane si "accendono", quando il ghiaccio d'acqua comincia a sublimare sulla superficie del nucleo. Gli astronomi riportano anche lo studio del colore della Borisov, dedotto dalle misure di luminosità in quattro differenti bande (B,V,R,I) dal blu all'infrarosso vicino.

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Indici di colore B-V e V-R per vari oggetti, compresa la 2I/Borisov - Credits: D. Jewitt and J. Luu

 Le differenze di luminosità tra le varie bande (i cosiddetti "indici di colore") sono identici a quelli di molti altri oggetti del sistema solare, come le comete a lungo periodo, e sono simili anche a quelli del predecessore 1I/Oumuamua. L'assenza di una tinta "ultrarossa" rende invece entrambi i visitatori interstellari diversi dai tipici oggetti della fascia di Kuiper. Non si notano variazioni chiare di luminosità su una scala di poche ore, al contrario di quanto accadeva per 'Oumuamua, segno che la forma del nucleo è probabilmente più vicina a quella sferica. I due ricercatori stimano che tale nucleo abbia un diametro inferiore ai 7,5 km e, anzi, sulla base di argomentazioni statistiche suggeriscono dimensioni ancora più piccole, con un raggio di  poche centinaia di metri soltanto!

 Nel frattempo, qualche ora fa sono state pubblicate da JPL/SSD le nuove stime dei parametri orbitali della cometa. Esse sono basate su dati non proprio aggiornatissimi (le ultime osservazioni utili risalgono al 9 ottobre) ma migliorano comunque in modo significativo le precedenti, pubblicate 8 giorni prima, riducendone l'incertezza del 18-19%. Rispetto alle prime stime pubblicate l'11 settembre, il miglioramento è di circa 40 volte! Sulla base di questa nuova orbita, si può affermare che, passando attraverso il sistema solare, la traiettoria della cometa subirà una deviazione di 34,69±0.10 gradi e che la sua velocità iniziale (prima di entrare nel sistema solare) era di 32.289±0.050 km/s. Inoltre, il radiante è ora decisamente ben definito:

A.R. = 02h 11m 24.6s ± 2,5s ; dec = +59° 27' 12" ± 27"

 Tuttavia, va sottolineato che questi valori non tengono conto delle forze non-gravitazionali, per ora non ancora stimate e che possono influenzare l'effettiva traiettoria della cometa, soprattutto nel futuro. Tutte le incertezza sono riportate a livello 2σ (95% di confidenza). In apertura, l'evoluzione dei principali parametri orbitali nel tempo, riportate sia da JPL/SDD che nelle circolari del "Minor Planet Center" dell'IAU; si noti che quest'ultima fonte utilizza un numero di osservazioni molto più ampio e, spesso, anticipa in maniera corretta i valori pubblicati dalla NASA alcuni giorni dopo.

 

Riferimentihttps://arxiv.org/pdf/1910.02547.pdf