In attesa che vengano pubblicate le immagini dell'altro buco nero esaminato dal progetto EHT, quello al centro della nostra galassia, è lecito chiedersi a che distanza esso si trovi da noi. Fino a pochi decenni fa, tale distanza era nota con una incertezza di alcuni punti percentuali; negli anni '70, la maggior parte dei testi di astronomia divulgativa riportava un valore approssimativo di 30000 anni luce, con incertezza dell'ordine di 3000 anni luce; poi il valore è andato abbassandosi e, da diversi anni, oscilla intorno a 27000 anni luce o poco più di 8 kiloparsec.

 Qui bisogna fare una precisazione. In passato le determinazioni si basavano principalmente sulla distribuzione degli ammassi globulari e sulla dinamica delle stelle nella via Lattea. Queste misure sono inevitabilmente poco precise perché risentono, tra le altre cose, delle incertezza sulle candele standard utilizzate (in genere, variabili RR Lyrae e Cefeidi). Da quando però si è capito che le regioni centrali più dense del nucleo galattico ospitano un buco nero supermassiccio, sia la definizione di questa distanza che la sua determinazione sono diventate molto più univoche e precise. Qui assumeremo che la posizione del buco nero coincida con il centro dinamico della Via Lattea, un'affermazione tutt'altro che ovvia ma che, a quanto pare, è confermata dalle osservazioni.

 Quanto allo strano nome attribuito a questo buco nero, cioè Sgr A*, esso deriva da quello della intensa radiosorgente Sagittarius-A, nota fin dalle prime pionieristiche osservazioni di Carl Jansky negli anni '30; negli anni '70, questa sorgente venne risolta in tre distinte componenti e il nome attribuito a quella più compatta e luminosa è, appunto, Sgr-A*. La nuova stima della distanza di Sgr-A* si basa sull'osservazione del moto orbitale della stella S2 attorno ad esso, il cui movimento è stato seguito dal 2000 a tutto il 2018 utilizzando ottiche attive e, recentemente, anche con l'interferometro ottico VLTI/Gravity dell'ESO. Lo studio combina le misure spettroscopiche di velocità (effetto Doppler) e quelle astrometriche (posizione apparente) e indica una distanza di:

8178 [ ± 13 (statistical), ± 22 (systematic) ] pc

 Esso corrisponde a 26670 anni luce, con errore di precisione di 40 a.l. e un'accuratezza di 70 a.l. Anche volendo sommare le due quantità tra loro, questo implica un errore complessivo dello 0,42% e possiamo affermare che, sicuramente, il valore corretto non si discosta più dell'1% da quello indicato, un bel progresso rispetto al secolo scorso!

 Pochi mesi fa, peraltro, un team giapponese ha pubblicato un dato più basso (25800 anni luce) basato su una metodologia diversa, ovvero misure VLBI sul moto di 99 sorgenti MASER; la discrepanza potrebbe essere reale se SgrA* non è esattamente il centro dinamico della rotazione galattica, ma potrebbe anche essere imputabile semplicemente all'incertezza di questa nuova misura, che ammonta a oltre 1000 anni luce.

 

NOTA: questo articolo, appena pubblicato, era stato scritto quasi 2 anni fa. Per ulteriori sviluppi sull'argomento, si veda anche "Via Lattea: nuove stime per la distanza tra la Terra e SgrA".