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Scritto: Sabato, 23 Marzo 2019 09:00 Ultima modifica: Giovedì, 08 Agosto 2019 09:30

L'illusione ottica del bolide


Questa immagine del bolide sullo stretto di Bering ha ingannato molti commentatori che l'hanno interpretata erroneamente (compreso il sottoscritto, inizialmente).e ci ricorda che l'interpretazione di quello che vediamo è spesso fuorviante.

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la nube di detriti e la sua ombra fotografati dal satellite americano "Terra" la nube di detriti e la sua ombra fotografati dal satellite americano "Terra" NASA/GSFC/LaRC/JPL-Caltech, MISR Team

 Del bolide del 18 dicembre, il più grande apparso dopo quello di Chelyabinsk, abbiamo parlato già qualche giorno fa; esso è stato da molti impropriamente ribattezzato "Kamchatka bolide", anche se la penisola si trova decisamente più a est del punto in cui è apparso. Da quel che si sa, nessun testimone lo ha visto direttamente ma i satelliti ci hanno regalato spettacolari registrazioni su quello che è successo a circa 25 km di altezza, immediatamente dopo l'esplosione dieci volte più potente della bomba di Hiroshima. 

 Tuttavia, quello che si vede nelle immagini satellitari è ingannevole ed è il risultato di un curioso allineamento prospettico e della particolare illuminazione del soggetto. La vistosa striscia scura da molti interpretata come la parte iniziale della scia lasciata dal bolide mentre attraversava l'alta atmosfera è invece solo l'ombra della nube generata nell'esplosione vera e propria, nube di cui si vede chiaramente solo la parte finale, che è lo sbuffo giallastro in basso a destra. Anche se difficile a credersi, la sottile scia è l'ombra estremamente allungata di quella nube proiettata sulle nuvole sottostanti, con il Sole che la illumina in modo radente! 

 La prova più convincente a favore di questa nuova interpretazione deriva da questa animazione gif tratta dal filmato ripreso da un satellite meteorologico, il giapponese Himawari 8 in orbita geostazionaria:

Bering bolide s

Credits: Japan Meteorological Agency - Processing: Marco Di Lorenzo

 Negli ultimi fotogrammi, ripresi mentre il Sole tramontava su quella regione, la scia si deforma e accelera rapidamente sfumando nel terminatore, segno che si tratta di una proiezione geometrica e non di un oggetto reale. Se si osservano attentamente quei fotogrammi, del resto, ritorna ed essere visibile anche lo sbuffo che la causa e che è la versione più debole, allargata e incolore della piccola scia arancione (quella vera), diffusa e deformata dai venti; in base ai movimenti e alle ombre, lo sbuffo (che probabilmente appare arancione perché illuminato dai raggi solari al tramonto) è la parte più bassa della scia, situata poco sopra le nubi e che poi si solleva a quote maggiori. Inoltre, se si osservano attentamente i primi due fotogrammi (nei quali lo sbuffo arancione e la scia ancora non ci sono) si nota anche che effettivamente ci sono già dei segni del passaggio della meteora nell'alta atmosfera, sotto forma di sbuffi scuri nella parte alta dell'immagine; essi rimangono quasi immobili e si dissolvono rapidamente, apparentemente senza dare luogo ad ombre; esse si formano più o meno nella stessa posizione in cui poi si sposta la scia finale, una volta diffusa.

 Di seguito, una selezione di 4 tra i 25 fotogrammi (tra cui il primo e il penultimo) con le indicazioni su quelle che, a mio parere, sono le corrette interpretazioni:

interpretazione

Credits: Japan Meteorological Agency - Processing: Marco Di Lorenzo

 La questione ha scatenato una discussione anche sulle pagine on-line di "Sky & Telescope" dove l'autore dell'articolo aveva interpretato erroneamente le immagini e i lettori sono intervenuti a correggerlo.

 Di seguito, altri fotogrammi (con i tempi di scatto in ora locale, a cui andebbero sottratte 12 ore per avere l'ora universale) della fase centrale del fenomeno, ripresi sempre dal satellite giapponese.

Himawari seq

Credits: Japan Meteorological Agency

 Ricordiamo che il bolide in questione, generato da un velocissimo asteroide grande una dozzina di metri e che si muoveva a 32 km/s, è stato rilevato dai sistemi di sorveglianza militari e da 16 stazioni di rilevamento infrasuoni sparse per il mondo ma sempre afferenti al sistema di sorveglianza americano; a tal proposito, la mappa cneos con i bolidi rilevati di potenza maggiore di 0,1 kton, ulteriormente migliorata:

cneos fireballs 2019f

Processing: Marco Di Lorenzo

 

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Read 535 times Ultima modifica Giovedì, 08 Agosto 2019 09:30
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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