Martedì 23 Aprile 2019
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L'illusione ottica del bolide In evidenza

la nube di detriti e la sua ombra fotografati dal satellite americano "Terra"
la nube di detriti e la sua ombra fotografati dal satellite americano "Terra" NASA/GSFC/LaRC/JPL-Caltech, MISR Team

Questa immagine del bolide sullo stretto di Bering ha ingannato molti commentatori che l'hanno interpretata erroneamente (compreso il sottoscritto, inizialmente).e ci ricorda che l'interpretazione di quello che vediamo è spesso fuorviante.

 Del bolide del 18 dicembre, il più grande apparso dopo quello di Chelyabinsk, abbiamo parlato già qualche giorno fa; esso è stato da molti impropriamente ribattezzato "Kamchatka bolide", anche se la penisola si trova decisamente più a est del punto in cui è apparso. Da quel che si sa, nessun estimone lo ha visto direttamente ma i satelliti ci hanno regalato spettacolari registrazioni su quello che è successo immediatamente dopo l'esplosione a circa 25 km di altezza, dieci volte più potente della bomba di Hiroshima. 

 Tuttavia, quello che si vede nelle immagini satellitari è ingannevole ed è il risultato di un curioso allineamento prospettico e della particolare illuminazione del soggetto. La vistosa striscia scura da molti interpretata come la parte iniziale della scia lasciata dal bolide mentre attraversava l'alta atmosfera è invece solo l'ombra della nube generata nell'esplosione vera e propria, nube di cui si vede chiaramente solo la parte finale, che è lo sbuffo giallastro in basso a destra. Anche se difficile a credersi, la sottile scia è l'ombra estremamente allungata di quella nube proiettata sulle nuvole sottostanti, con il Sole che la illumina in modo radente! 

 La prova più convincente a favore di questa nuova interpretazione deriva da questa animazione gif tratta dal filmato ripreso da un satellite meteorologico, il giapponese Himawari 8 in orbita geostazionaria:

Bering bolide s

Credits: Japan Meteorological Agency - Processing: Marco Di Lorenzo

 Negli ultimi fotogrammi, ripresi mentre il Sole tramontava su quella regione, la scia si deforma e accelera rapidamente sfumando nel terminatore, segno che si tratta di una proiezione geometrica e non di un oggetto reale. Se si osservano attentamente quei fotogrammi, del resto, ritorna ed essere visibile anche lo sbuffo che la causa e che è la versione più debole, allargata e incolore della piccola scia arancione (quella vera), diffusa e deformata dai venti; in basa ai movimenti e alle ombre, lo sbuffo (che probabilmente appare arancione perchè illuminato dai raggi solari al tramonto) è la parte più bassa della scia, sutuata poco sopra le nubi e che poi si solleva a quote maggiori. Inoltre, se si osservano attentamente i primi due fotogrammi (nei quali lo sbuffo arancione e la scia ancora non ci sono) si nota anche che effettivamente ci sono già dei segni del passaggio della meteora nell'alta atmosfera, sotto forma di sbuffi scuri nella parte alta dell'immagine; essi rimangono quasi immobili e si dissolvono rapidamente, apparentemente senza dare luogo ad ombre; esse si formano più o meno nella stessa posizione in cui poi si sposta la scia finale, una volta diffusa.

 Di seguito, una selezione di 4 tra i 25 fotogrammi (tra cui il primo e il penultimo) con le indicazioni su quelle che, a mio parere, sono le corrette interpretazioni:

interpretazione

Credits: Japan Meteorological Agency - Processing: Marco Di Lorenzo

 La questione ha scatenato una discussione anche sulle pagine on-line di "Sky & Telescope" dove l'autore dell'articolo aveva interpretato erroneamente le immagini e i lettori sono intervenuti a correggerlo.

 Di seguito, altri fotogrammi (con i tempi di scatto in ora locale, a cui andebbero sottratte 12 ore per avere l'ora universale) della fase centrale del fenomeno, ripresi sempre dal satellite giapponese.

Himawari seq

Credits: Japan Meteorological Agency

 Ricordiamo che il bolide in questione, generato da un velocissimo asteroide grande una dozzina di metri e che si muoveva a 32 km/s, è stato rilevato dai sistemi di sorveglianza militari e da 16 stazioni di rilevamento infrasuoni sparse per il mondo ma sempre afferenti al sistema di sorveglianza americano; a tal proposito, la mappa cneos con i bolidi rilevati di potenza maggiore di 0,1 kton, ulteriormente migliorata:

cneos fireballs 2019f

Processing: Marco Di Lorenzo

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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