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Orbital Reflector, la nuova stella che brillerà in cielo

Orbital Reflector, la nuova stella che brillerà in cielo
Courtesy of the Nevada Museum of Art

Se, da una parte, la bassa orbita terrestre sta diventando un ricettacolo di spazzatura, dall'altra c'è chi la userà per la prima volta come spazio espositivo per un'opera d'arte. La creazione sarà inviata in orbita durante una missione della SpaceX.

Il miliardario americano, Elon Musk, fondatore, CEO e CTO della compagnia aerospaziale americana SpaceX, è celebre per le sue idee originali e stravaganti. Così, dopo aver lanciato nello spazio una Tesla Roadster con tanto di manichino pilota, il cui destino è tuttora incerto, contribuirà a portare nella bassa orbita terrestre la prima scultura spaziale al mondo, che orbiterà attorno alla Terra per tre settimane.
Si chiama Orbital Reflector, è grande quanto un campo da calcio e sarà visibile ad occhio nudo. 

 

Come nasce il progetto

Avremmo potuto non realizzarla ma l'arte ci aiuta a cambiare il modo in cui vediamo noi stessi.

Si legge sul sito ufficiale.

L'idea di creare un satellite riflettente, senza alcuna utilità tecnica o pratica, è dell'artista americano Trevor Paglen.

In un mondo in cui le tensioni tra stati e popoli sono all'ordine del giorno, l'idea è quella di incoraggiare l'osservazione del cielo notturno con un rinnovato senso di meraviglia, a considerare il nostro posto nell'universo e a re-immaginare come vivere insieme su questo pianeta.

I satelliti vengono utilizzati ormai nella quotidianità senza che ce ne rendiamo conto: collegano i sistemi di telecomunicazione, le infrastrutture finanziarie, dei trasporti, forniscono informazioni meteo, monitorano i cambiamenti climatici ma spesso ci dimentichiamo che tutto questo accade lassù, nello spazio, lontano dalla nostra vista e dalla nostra mente.
Questa scultura gonfiabile riflettente vuole trasformare lo "spazio" in "luogo", rendere visibile l'invisibile e riaccendendo la nostra immaginazione.

Cos'è Orbital reflector

È una scultura costruita con un materiale leggero simile a Mylar.
Sarà ospitata in piccolo satellite,un CubeSat.
Lanciata nello spazio con un Falcon 9, orbiterà la Terra per tre settimane prima di bruciare rientrando in atmosfera.

Una volta raggiunta la bassa orbita terrestre (LEO), a 575 chilometri di quota, il CubeSat si aprirà e rilascerà l'opera d'arte. Questa si gonfierà come un palloncino. Dopo circa 10 ore raggiungerà la configurazione finale a forma di diamante ed allora, la luce del Sole si rifletterà sulla sua superficie rendendo la scultura visibile dalla Terra ad occhio nudo, come una stella artificiale che si muove lentamente (tipo le stelle dell'Orsa Maggiore).

 

Visibilità dall'Italia

Come abbiamo detto potrà essere individuata ad occhio nudo.
Completerà un'orbita in soli 90 minuti ma sarà visibile circa quattro volte per notte.

 

I precedenti

Non è la prima volta che Trevor Paglen invia un'opera d'arte nello spazio: una collezione di 100 immagine destinate a rappresentare la storia dell'umanità, chiamata "The Last Pictures" è stata lanciata nel 2012 a bordo di un satellite geostazionario.

Ma anche nella storia spaziale russa ci sono dei precedenti ma con scopi diversi.
Negli anni '90, i russi cercarono di testare un ambizioso progetto chiamato "Znamya" a bordo della Stazione Spaziale Mir. L'esperimento consisteva in una serie di specchi orbitali sperimentali, progettati per trasmettere l'energia solare alla Terra riflettendo la luce del Sole ma fu abbandonato dopo alcuni fallimenti.

Più recente è "Mayak", un tetraedro riflettente lanciato lo scorso anno da Baikonur, con lo scopo di testare una tecnologia innovativa per combattere il problema della spazzatura spaziale.
Questa sorta di vela doveva servire infatti a frenare la discesa dei satelliti di grandi dimensioni giunti alla fine della loro vita operativa, aumentando il periodo di contatto con l'alta atmosfera terrestre per favorire la disintegrazione completa del detrito spaziale. Mayak è anche diventato famoso perché costruito con un materiale altamente riflettente grazie al quale l'oggetto sarebbe dovuto essere il più luminoso in cielo dopo il Sole e la Luna. Costruito da un gruppo di giovani astronomi in collaborazione con la Moscow State University of Mechanical Engineering (MSUME), non riuscì però a dispiegarsi così nessuno può dire come effettivamente sarebbe apparso nella notte.

Orbital Reflector prototipo

Orbital Reflector sarà lanciata a fine ottobre dalla Vandenberg Air Force Base in California.
È stata realizzata in collaborazione con il Nevada Museum of Art che, attualmente, ne espone un prototipo.

Altre info su questo post:

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Mi occupo di web, web marketing e comunicazio online e sono alla ricerca di nuove opportunità (visita il mio sito elisabettabonora.info!).
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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