Mercoledì 15 Agosto 2018
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Incontri stellari secondo Gaia

Grafici con la distanza minima degli incontri in funzione del tempo in milioni d'anni.
Grafici con la distanza minima degli incontri in funzione del tempo in milioni d'anni. Credits: Bailer-Jones et al.: Close encounters to the Sun in Gaia-DR2 - Astronomy & Astrophysics manuscripts - Processing: M. Di Lorenzo

Un nuovo studio basato sul catalogo Gaia-DR2 amplia e raffina le proiezioni sugli incontri del Sole con altre stelle nel passato e nel futuro remoti (ma non troppo), con implicazioni anche sull'evoluzione della vita sulla Terra.

 Lo scorso Settembre parlammo di uno studio di cinematica stellare; partendo da un campione iniziale di circa 320000 stelle, 97 risultavano destinate a passare entro 5 parsec dal Sole in un arco di tempo di alcuni milioni di anni prima o dopo la data odierna e, tra queste, solo 2 risultavano passare entro 1 parsec, ovvero 3,26 anni luce (meno della distanza di Proxima).

 L'analisi di 8 mesi fa era basata sui dati del catalogo Gaia DR1/Tycho, dunque con misure di parallasse, di velocità e di moto proprio meno precise e soprattutto meno complete (specialmente nella regione degli oggetti poco luminosi) rispetto a quelle adesso disponibili ora con il DR2. Perciò, lo stesso autore di quell'articolo (C.A.L. Bailer-Jones), insieme ad altri 3 (J. Rybizki, R. Andrae, M. Fouesneau, anch'essi del Max Plank Institute) ha ripetuto quei calcoli esclusivamente sulla base del nuovo catalogo a disposizione e il confronto con i risultati precedenti è impressionante: il campione di partenza è oltre 22 volte più ampio, poichè si tratta di 7,2 milioni di stelle per le quali Gaia ha misurato anche la velocità radiale (che è uno dei 6 parametri essenziali per stabilire la traiettoria tridimensionale). Stavolta, andando 15 milioni di anni nel futuro e nel passato, risultano ben 694 incontri entro 5 parsec dal Sole e, tra questi, ben 26 risultano entro 1 pc, un numero 13 volte più grande del precedente!

 Nell'immagine di apertura, le due "corna" visibili nella porzione a sinistra sono artefatti dovuti al modo in cui è stato selezionato il campione: inevitabilmente, molte delle stelle che ora si trovano entro 10 pc risulteranno decisamente più lontane andando nel passato o nel futuro). Nello zoom a destra (corrispondente al rettangolo verde a sinistra) è facilmente riconoscibile il passaggio di Gliese 710, il cerchietto di gran lunga più in basso e che era già noto. Ricordiamo che questa nana arancione (classe spettrale K) è attualmente situata a 63 anni luce nella costellazione del Serpente e, tra circa 1,28 milioni di anni, passerà a soli 0.068±0,016 parsec, cioè 14000±3300 unità astronomiche, ben dentro la Nube di Oort! Questo rimane di gran lunga l'incontro più ravvicinato e, anzi, la sua distanza è ulteriormente scesa rispetto alle stime precedenti. Tuttavia, adesso appaiono altri due incontri notevoli che prima non c'erano, entrambi sotto 1 anno luce. Uno è avvenuto circa 0,74 milioni di anni fa con una stella più massiccia del Sole (nome di catalogo GaiaDR2 955098506408767360), l'altro risale a 1,16 milioni di anni fa e riguarda una stella un pò più piccola del Sole e molto veloce (82 km/s, numero di catalogo 5571232118090082816).

closeGaia2 

Credits: Bailer-Jones et al.: Close encounters to the Sun in Gaia-DR2 - Astronomy & Astrophysics manuscripts

 Ora, simili passaggi ravvicinati non sono semplici curiosità statistiche: quando una stella penetra nella nostra nube di Oort, la sua gravità sconvolge le orbite di innumerevoli comete che possono riversarsi nel sistema solare interno, cadere sulla Terra e causare estinzioni di massa. Il grafico qui sopra è utilizzato dagli autori per mostrare l'entità di queste perturbazioni, proporzionale al diametro dei cerchi. Questa entità, per la legge di gravitazione universale, è proporzionale alla massa della stella perturbatrice e inversamente proporzionale al quadrato della sua distanza e alla sua velocità (una stella veloce ha poco tempo per perturbare il sistema); gli autori stimano che, a causa dell'incompletezza del campione, la frequenza di simili eventi sia molto più alta di quanto sembra: circa 20 passaggi entro 1 parsec ogni milione di anni, circa 7 volte quella che si può dedurre dai grafici sopra!

 

Riferimenti:

https://arxiv.org/pdf/1805.07581.pdf

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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    Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 14 Agosto.

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