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L'incontro con 2010 WC9 In evidenza

orbita di 2010 WC9 nel sistema solare interno
orbita di 2010 WC9 nel sistema solare interno Credit: astro.vanbuitenen.nl

  Domani notte questo grosso oggetto NEO passerà a circa metà della distanza Terra-Luna. Una cosa del genere non accadeva spesso, almeno fino a pochi mesi fa...

Aggiornamenti dopo la pubblicazione (in ordine invertito):

giorno 17/5 (ore 20): sul sito JPL ulteriore lieve affinamento dei dati orbitali grazie a 34 nuove osservazioni; la distanza minima è ora 202961,7±8,5 km. Confermata l'assenza di osservazioni radar.

giorno 15/5 (ore 19): sul sito JPL sono stati pubblicati i nuovi dati orbitali basati su 169 osservazioni; rispetto a quelle di due giorni prima, le incertezze sui principali parametri si sono dimezzate e la distanza minima è ora 202963±10,5 km. 

giorno 15/5 (ore 16): sulla pagina di Virtual Telescope è stata pubblicata una nuova immagine dell'asteroide ripresa stamattina; ora appare decisamente più vicino e luminoso (730000 km, m=13,5).

giorno 15/5 (ore 6): aggiunte alcune considerazioni statistiche in fondo all'articolo. 

 Lo scorso 8 Maggio, il telescopio del Mt. Lemmon Survey ha avvistato un debole oggetto (intorno alla 19ma magnitudine) che risultava essere su una traiettoria destinata a passare vicinissimo alla Terra; inizialmente denominato ZJ99C60, è stato osservato ripetutamente nei giorni successivi finchè si è capito che, in realtà, si trattava di un oggetto già passato vicino a noi nel 2010. All'epoca passò a circa 9 milioni di km e venne osservato per soli 10 giorni, cosa che impedì una determinazione accurata dell'orbita; la conseguenza di questa incertezza è stata che, per 8 anni, 2010 WC9 ha stazionato nella lista degli asteroidi potenzialmente pericolosi, con 19 possibili impatti a partire dal 2019. Adesso sappiamo che il pericolo in realtà non sussiste e l'orbita è quella riportata nell'immagine di apertura, non molto diversa da quella della Terra ma più eccentrica e inclinata di 18° (si tratta di un oggetto Apollo, con un'orbita mediamente più esterna della Terra)

 

2010WC9 pw17 11may2018

Crediti: G. Masi - The Virtual Telescope Project - Processing: M. Di Lorenzo

 Quella qui sopra è la somma di 3 esposizioni di 180 secondi, effettuate l'11 Maggio dal "Virtual Telescope Elena" quando WC9 distava ancora 4.3 milioni di km e aveva una magnitudine poco sotto la 18. L'asteroide appare come un debole oggetto puntiforme poichè "inseguito" dal telescopio, mentre le stelle circostanti risultano mosse. Adesso l'asteroide ha raggiunto una magnitudine 14,5 e, poco prima del massimo avvicinamento, scenderà sotto la 11 ma a quel punto sarà osservabile solo dall'emisfero sud, usando piccoli strumenti amatoriali. Tutto questo è illustarto nei seguenti grafici tratti dall'ottimo sito dell'oladese Gideon van Buitenen.

WC9 mag

WC9 traj

Magnitudine apparente (in alto) e traiettoria sulla volta celeste (in basso). - Credit: http://astro.vanbuitenen.nl/neos

 In base alla ultime osservazioni astrometriche (in tutto 124 su un arco temporale di 7,5 anni), alle 22:05 UTC di domani (poco dopo la mezzanotte italiana) passerà a 202958±23 km dal centro della Terra, a una velocità relativa di 12,8 km/s. Questo sarà l'incontro più ravvicinato sui 12 previsti nell'arco di 3 secoli sotto le 0,05 unità atronomiche; altri tre incontri molto ravvicinati sono tutti avvenuti il secolo scorso, comunque sempre a distanze almeno 5 volte maggiori, come si arguisce dal seguente grafico. In ogni caso, è esclusa ogni possibilità di impatto in questo intervallo di tempo.

2010WC9 approaches

Distanza minima e velocità di approccio per gli 81 incontri dal 1900 al 2200 - Source: NASA/JPL/SSD - Processing: M. Di Lorenzo

 Questo NEO non rientra nella categoria PHA poichè troppo piccolo: sulla base della magnitudine assoluta (H=23.5) il diametro nominale è sui 70 metri, metà della soglia stabilita per questa categoria. Tuttavia, ammesso che la stima delle dimensioni sia veritiera (cosa non ovvia dato che non si conosce l'albedo), se un oggetto di queste dimensioni e velocità dovesse venirci addosso, l'impatto potrebbe causare danni non indifferenti: si parla di una energia liberata di 10-15 Megaton, nettamente superiore a quella del celebre evento di Tunguska! Stranamente, guardando la schedula delle osservazioni da Goldstone, sembra che non verrà osservato con il radar, perlomeno da questa antenna.

 L'eccezionalità di un simile passaggio è evidente se consideriamo che, nel corso di questo secolo, è successo soltanto altre 7 volte che un oggetto di queste dimensioni (H<24) passasse entro una distanza lunare; quindi in media una occorrenza ogni 2,5 anni. Tuttavia, c'è chi ha notato che, dopo un "buco" durato 5 anni, dall'inizio di quest'anno è già la terza volta che questo avviene (era già successo con 2018 AH a gennaio e con 2018 GE3 il mese scorso); una simile concentrazione nel tempo è difficile da spiegare, se non con un capriccio della statistica. A conferma di questa distribuzione temporale estremamente disomogenea, se guardiamo agli eventi futuri (quelli che già riusciamo a prevedere, a cui se ne aggiungeranno comunque altri ancora da scoprire), il prossimo evento è previsto tra ben 10 anni (con 2001 WN5) ma, nell'anno successivo, ne capiteranno altri due (uno dei quali con il celebre Apophis).

 

Riferimenti:

https://minorplanetcenter.net/db_search/show_object?object_id=2018%20JP

http://earthsky.org/space/lost-asteroid-to-pass-closely-may-15

http://astro.vanbuitenen.nl/neos

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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STEREO Ahead - Crediti NASA

SOHO LASCO C2 - Crediti ESA/NASA SOHO/LASCO

SOHO LASCO C3 - Crediti ESA/NASA SOHO/LASCO

 

 

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