Scritto: Sabato, 09 Marzo 2013 07:57 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Scontri spaziali: satellite russo colpito da detriti cinesi


In base a quanto riportato da Analytical Graphics, Inc. (AGI), il Center for Space Standards and Innovation (CSSI) ha stabilito che il 22 gennaio 2013 i detriti spaziali del satellite cinese FENGYUN 1C hanno colpito il satellite russo BLITS (Ball Lens In The Space), di 7,5 chilogrammi.

La collisione ha modificato l'orbita del satellite russo, insieme alla sua velocità di rotazione ed altitudine.

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Fengyun 1C - BLITS collisione

Credit: Courtesy of Analytical Graphics, Inc.

In base a quanto riportato da Analytical Graphics, Inc. (AGI), il Center for Space Standards and Innovation (CSSI) ha stabilito che il 22 gennaio 2013 i detriti spaziali del satellite cinese FENGYUN 1C hanno colpito il satellite russo BLITS (Ball Lens In The Space), di 7,5 chilogrammi.

Il FENGYUAN 1C era un satellite meteorologico distrutto dalla Cina l'11 gennaio 2007 durante un test missilistico anti-satellite.

La collisione ha modificato l'orbita del satellite russo, insieme alla sua velocità di rotazione ed altitudine.

Fengyun-1C

FENGYUAN 1C
Credit: Federation of American Scientists

L'evento era stato segnalato il 4 febbraio da Vasiliy Yurasov e Andrey Nazarenko, entrambi dell'Institute for Precision Instrument Engineering (IPIE) di Mosca, i quali avevano evidenziato un "cambiamento significativo" nell'orbita del BLITS. 

Questa collisione è la seconda di una certa importanza da quando nel 2009, un satellite per le comunicazioni americano si era scontrato con un satellite russo inattivo, creando nello spazio una notevole quantità di detriti.

Il BLITS è (era!) un nanosatellite costituito da due emisferi di vetro con basso indice di rifrazione e una lente sferica interna, realizzata con vetro ad alta rifrazione. Era stato lanciato nel 2009.

Ball Lens In The Space BLITS

BLITS
Credit: IPIE, NASA

Il sistema laser utilizzato dalle stazioni di Terra per verificare i parametri orbitali satellitari, ha evidenziato significativi cambiamenti di rotazione (il periodo di spin è cambiato da 5,6 secondi a 2,1 secondi a seguito della collisione) e una riduzione del periodo orbitale alle 7:57 UTC del 22 gennaio 2013.

Partendo dall'ipotesi che un tale cambiamento fosse dovuto ad un oggetto abbastanza grande da esser monitorato dalla rete di sorveglianza statunitense Space Surveillance Network, analizzando i dati, è stato identificato un solo possibile incontro ravvicinato, quello con i detriti cinesi del FENGYUN 1C.
Anche se la distanza tra i due sembra precludere uno scontro, il fatto che i cambiamenti significati dell'orbita del BLITS si siano verificati solo 10 secondi più tardi, lascia supporre che in realtà i due fatti siano collegati.

Ancora non è chiaro se il satellite sarebbe rimasto solo danneggiato oppure è al momento completamente fuori controllo.

La minaccia dei detriti spaziali di satelliti ed altri veicoli è un problema in costante crescita.
Si pensa che ci siano circa 600.000 oggetti più grandi di 1 centimetri di diametro in orbita intorno alla Terra e almeno 16.000 con diametro maggiore di 10 centimetri.

I detriti si muovono nello spazio su orbite diverse e quindi a diverse velocità.
Il pericolo maggiore viene dalla popolatissima LEO (low Earth orbit) dove si trovano i satelliti di osservazione e telecomunicazione, quelli meteorologici e la ISS (Stazione Spaziale Internazionale).

In linea di massima, piccoli frammenti rimangono un pericolo circoscritto allo spazio. Tuttavia, esistono anche detriti sufficientemente grandi che, arrivati in un orbita di decadimento, entrano nella nostra atmosfera e, non bruciando completamente, possono raggiungere il suolo.
Nell'autunno 2011, ad esempio, abbiamo vissuto con apprensione il rientro del satellite americano UARS, portato nello spazio dallo Space Shuttle nel 1991 e non funzionante dal 2005 e poco dopo, del telescopio orbitante tedesco Rosat, dismesso dal 1999. Oltre alle dimensioni dei frammenti (svariate tonnellate!), in questi casi a preoccupare maggiormente erano particolari componenti che difficilmente sarebbero bruciati al rientro in atmosfera.

Ora, quale sarà la sorte del BLITS? Risponderà ancora ai comandi inviati da Terra o anche lui effettuerà un rientro incontrollato in atmosfera?

Read 2031 times Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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