Mercoledì 22 Novembre 2017
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Facciamo il punto su 2012 TC4

Esposizione di 10 secondi su 2012 TC4 (oggetto puntiforme al centro), ripresa con il telescopio robotico "Elena" durante la diretta del Virtual Telescope (11 Ottobre ore 16:38 UT); il campo abbracciato è circa 15' e il Nord è a sinistra
Esposizione di 10 secondi su 2012 TC4 (oggetto puntiforme al centro), ripresa con il telescopio robotico "Elena" durante la diretta del Virtual Telescope (11 Ottobre ore 16:38 UT); il campo abbracciato è circa 15' e il Nord è a sinistra Credit: Gianluca Masi, The Virtual Telescope Project

Una breve carrellata tra le osservazioni effettuate sul piccolo asteroide che, giovedi mattina, ci ha sfiorati.

  •  Aggiornamento del 29 Ottobre: grazie a ulteriori misure radar, la minima distanza durante l'ultimo passaggio è migliorata di un fattore 3 e questa è una delle stime più precise mai realizzate! Il valore è stato aggiornato nell'articolo. Inoltre, ora l'incontro del 2079 risulta ancora più innocuo, con una distanza minima non inferiore a 2,2 milioni di km! 
  •  Aggiornamento del 16 Ottobre: grazie alle ultime misure, 2012 TC4 è uscito dalla classifica impattatori del JPL: adesso l'impatto del 2079 è diventato un innocuo incontro ravvicinato a non meno di 690mila km da Terra.

 2012 TC4 è un piccolo oggetto che è passato quasi alla distanza dei satelliti geostazionari, 3 giorni fa; anche se negli ultimi 12 mesi ci sono stati un paio di incontri ancor più ravvicinati, questo era speciale perchè era stato previsto con largo anticipo, praticamente già poco dopo la sua scoperta avvenuta durante il precedente incontro con la Terra cinque anni fa. Mentre l'incontro del 12/10/2012 era avvenuto a una distanza geocentrica di 94964.8(±0.3) km, quest'ultimo è stato a 50151.13(±0.14) km, secondo le ultime misure ottiche e radar; dunque quasi la metà del precedente. Di fatto, 2012 TC4 è il primo asteroide osservato per due volte mentre passa a meno di 1 distanza lunare dalla Terra.

 Data le piccole dimensioni (magnitudine assoluta pari a 26.7), non ci si aspettava di poterlo riavvistare nelle survey automatiche fino ai primi di Settembre; invece, è stato recuperato con successo dal Very Large Telescope (VLT) già il 27 luglio scorso, quando aveva una magnitudine apparente 26,8, un vero record!

2012.tc4.anim.sm

 Crediti: Alberto Buzzoni, IBAF/OABo 

 Il passaggio è stato un'occasione golosa per mettere alla prova tutti i sistemi di sorveglianza e studio di questo tipo di eventi e a questo scopo è stata sfruttata la rete di osservazione mondiale, formata da astronomi e astrofili volontari e concepita dalla NASA con il supporto del "Planetary Defense Coordination Office" (PDCO). L'animazione qui sopra, ad esempio, è stata realizzata con il telescopio "Cassini" di Loiano la notte dell'11 Ottobre (ore 11.54 UT). Purtroppo, al momento del massimo avvicinamento le condizioni di osservazione non erano molto favorevoli poichè l'asteroide sorvolava, in pieno giorno, la zona del sud-Africa.

 Grazie alle osservazioni ottiche, si è stabilito da tempo che il periodo di rotazione dell'oggetto è pari a 4m 53s, con una modulazione di luminosità notevole (quasi 1 magnitudine) che è facilmente apprezzabile in quest'altra ripresa del Virtual Telescope, basata su ben 170 immagini in 44 minuti. Si tratta di una rotazione piuttosto rapida ma abbastanza comune tra oggetti di dimensioni così ridotte e l'ampiezza della curva di luce suggerisce una forma decisamente asimmetrica (allungata) dell'asteroide.

 Anche il radiotelescopio di Goldstone ha compiuto numerose osservazioni radar tra il 9 e il 14 Agosto ma è improbabile che esse mostrino dettagli dell'asteroide (come invece è stato fatto recentemente per Florence) a causa delle sue dimensioni ridotte; le misure radar serviranno soprattutto per definirne meglio la traiettoria e quindi la nuova orbita, dopo che ha subito una nuova, pesante variazione a causa della gravità terrestre, come testimoniato dalle figure sottostanti.

2012 TC4 orbit chg2

In alto, andamento dei parametri dell'orbita di TC4 (in azzurro il semiasse maggiore, in rosso l'eccentricità, in blu l'inclinazione), con evidenti salti in corrispondenza degli incontri nel 2012 e nel 2017. In basso, il diagramma dell'orbita nelle tre fasi. - Crediti: Wikipedia / Tony873004 /  CC BY-SA 4.0 - Processing: M. di Lorenzo

 Del possibile impatto di 2012 TC4 con la Terra avevamo parlato qualche mese fa, quando si parlava di molti potenziali eventi a partire dal 2020. Quelle previsioni si basavano sull'orbita stabilita nel 2012 ma, ultimamente, il rischio si è ridotto sulla base di osservazioni più recenti, anche se comunque antecedenti all'incontro di 3 giorni fa. Il sito cneos del JPL, al momento attuale, fornisce 19 possibili impatti in date comprese tra il 2070 e il 2112; l'evento di gran lunga più probabile è quello del 13 Ottobre 2079, con una possibilità su 1150 di cadere realmente sul nostro pianeta (P=0.087%), un valore piuttosto alto ma non allarmante. Si tratta di previsioni fatte con il "Metodo di Montecarlo" a partire da 309 osservazioni ottiche, effettuate fino a metà del 4 Ottobre (la stragrande maggioranza risalgono però al 2012).

 Il sito NEODyS (Università di Pisa) fornisce invece previsioni leggermente più aggiornate e precise perchè basate su 341 osservazioni ottiche fino a tutto il 6 Ottobre; usando un metodo previsionale differente, il numero di impatti possibili si riduce a 8 ed il primo è proprio quello del 2079, però con probabilità decisamente inferiore (P=0.00689% ovvero una possibilità su 14500). Naturalmente, tutte queste previsioni sono destinate a cambiare radicalmente appena si utilizzeranno i dati raccolti durante e dopo l'incontro, specialmente quelli basati sulle misure radar molto più precise; è probabile che a quel punto un impatto venga completamente escluso per i prossimi secoli, ma è importante sottolineare che, se anche l'asteroide dovesse risultare in rotta di collisione con la Terra, il pericolo reale è trascurabile.

 In effetti, sulla base della luminosità, 2012 TC4 ha un diametro nominale di 16 m (che corrisponde a una albedo tipica del 14%) e comunque tra i 12 e i 20 m, mentre la velocità con cui incrocia la Terra è tipicamente sui 12,9 km/s. Perciò, l'energia in gioco per una eventuale collisione sarebbe di circa 90 kiloton, 5-6 volte la bomba di Hiroshima ma solo 1/5 di quella liberata dal bolide di Chlyabinsk del 2013. Come successe in quel caso, l'energia non arriverebbe comunque a Terra ma si riverserebbe nell'alta atmosfera (airblast), generando un'onda d'urto e di calore di moderata intensità, probabilmente senza causare seri danni alle persone o alle cose; questo anche considerando le incertezze del caso (il valore di energia potrebbe variare di un fattore 3 in più o in meno a causa dell'incertezza sulle dimensioni e sulla densità dell'asteroide).

 

Sitografia:
http://aliveuniverse.today/immagine-del-giorno/3172-2012-tc4-ci-sta-sfiorando
https://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6969
https://www.virtualtelescope.eu/2017/10/12/near-earth-asteroid-2012-tc4-a-great-show-for-a-super-event-12-oct-2017/
https://en.wikipedia.org/wiki/2012_TC4

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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