Scritto: Giovedì, 03 Agosto 2017 14:52 Ultima modifica: Venerdì, 04 Agosto 2017 06:54

Una nuova tempesta appare su Nettuno


Una nuova tempesta grande quasi quanto la Terra è apparsa nella zona equatoriale di Nettuno. Osservata con il W. M. Keck Observatory a Mauna Kea, nelle Hawaii, ha sorpreso gli scienziati che non avevano mai rilevato sistemi nuvolosi in quella regione.

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La nuova tempesta su Nettuno, osservata con il W. M. Keck Observatory tra il 26 giugno ed il 2 luglio 2017. La nuova tempesta su Nettuno, osservata con il W. M. Keck Observatory tra il 26 giugno ed il 2 luglio 2017. Crediti: N. MOLTER/I. DE PATER, UC BERKELEY/C. ALVAREZ, W. M. KECK OBSERVATORY

 "Normalmente, questa zona è davvero tranquilla e vediamo le nuvole luminose solo nelle fasce alle medie latitudine, per cui una nube così enorme all'equatore è spettacolare", ha dichiarato nel report Ned Molter, lo studente dell'University of California, Berkeley, che ha notato il fenomeno.

Questo gigantesco sistema nuvoloso si estende per

circa 9.000 chilometri

(cioè 1/3 circa il raggio di Nettuno o circa 3/4 le dimensioni della Terra) e per almeno

30 gradi in latitudine e longitudine.

Tra il 26 giugno ed il 2 luglio ha manifestato la sua massima luminosità.

I dati hanno dimostrato che siamo in presenza di una nuova formazione, non associata al vortice scuro osservato da Hubble nel 1994, dopo la scomparsa dell'iconica "Grande Macchia Scura" (Great Dark Spot) fotografata dalla Voyager 2 nel 1989.
Questi sono sistemi di alta pressione generalmente accompagnati da nubi brillanti, dette "nubi compagne", che si formano da un probabile congelamento in cristalli di ghiaccio del metano quando il flusso d'aria viene perturbato e spinto verso l'alto.

Anche qui, all'origine deve esserci un vortice di alta pressione, mentre le nuvole bianche sono tenute insieme dai venti che imperversano nell'atmosfera.
Tuttavia, è "difficile spiegare fisicamente un vortice di lunga durata all'equatore", dicono gli scienziati. Ma c'è un'altra possibilità: potrebbe trattarsi di un'enorme nube convettiva, simile a quelle che si vedono occasionalmente su altri pianeti come la grande tempesta di Saturno apparsa nel 2010 e seguita nella sua evoluzione dalla sonda Cassini.
"Ciò dimostra che ci sono cambiamenti estremamente drastici nelle dinamiche dell'atmosfera di Nettuno e forse questo è un evento meteorologico stagionale che può avvenire ogni qualche decennio o giù di lì", ha commentato il co-autore dello studio.

Nettuno è il pianeta più ventoso del nostro Sistema Solare, con il vento che all'equatore raggiunge e supera i 1.500 chilometri orari (per avere un'idea, un uragano di categoria 5 sulla Terra ha venti a 250 chilometri orari).
Impiega 160 anni per compiere un' orbita attorno al Sole, per cui le stagioni durano mediamente 40 anni.

Ora, il team spera di ottenere altre sessioni al W. M. Keck per osservare il pianeta e cercare di seguire l'evoluzione del fenomeno.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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